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UN GRANDE FUOCO *** Ebook

Due parole, dall’introduzione:Image

In questo piccolo e-book sono pubblicati alcuni racconti, uno dei quali dà il titolo alla raccolta.

Il primo ha per tema principale la memoria, i ricordi; il secondo è soprattutto una sorta di istantanea, legata alla scrittura e ancora una volta ai ricordi; il terzo, ovvero “Un grande fuoco” è ispirato a La traviata, opera lirica di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave ed è una storia nella storia. Nel marzo 2014 ho aggiunto un quarto racconto, dai toni un poco surreali e successivamente altre sei storie, di cui alcune pubblicate anche sul blog.

Spendo qualche parola sulla scelta di scrivere dei personaggi de La Traviata: quest’opera ha sempre suscitato in me emozioni forti fra cui indignazione per il comportamento del padre di Alfredo (e non solo di lui) nei confronti di Violetta; una sera, dopo aver assistito a una rappresentazione dell’opera in teatro, ho provato la necessità di esprimere quello che provavo e l’ho fatto dando voce a un personaggio che non compare sulla scena, anche se è quello che innesca il dramma. Così la mia immaginazione ha disegnato un diverso svolgimento della vicenda, in cui la sorella di Alfredo, responsabile involontaria della separazione fra i due innamorati, assume  il ruolo principale.

Non credo di aver fatto qualcosa di tanto insolito, perché, ditemi, chi non ha fantasticato sui personaggi che ha amato, chi non ha tracciato diversi svolgimenti delle loro storie?

 

L’ebook è a questo link:

http://www.amazon.it/dp/B00HJDFQCS

 

STEPHEN KING – JOYLAND

1973, ultimi mesi dell’anno scolastico. Devin detto Dev, ventun anni, ha una ragazza, Wendy, di cui è molto innamorato, ma sente che lei si sta allontanando sempre più da lui e, per quanto tenti di convincersi del contrario, sa che la perderà. Un giorno, quasi per caso (sempre che il caso esista…), legge un annuncio per un lavoro da svolgere durante le vacanze estive in un luna park situato a Heaven’s Bay, cittadina della Carolina del Nord e pensa che sia un buon modo per guadagnare qualche soldo. Si presenta dunque a Fred Dean, il responsabile di Joyland (questo è il nome del luna park) e, dopo un breve colloquio, viene assunto.

Come Dev temeva, all’inizio dell’estate Wendy lo lascia, così il nuovo lavoro si rivela una possibile occasione per tentare di dimenticarla. Durante i mesi che trascorre a Joyland Dev continua a soffrire per amore e di quando in quando coltiva pensieri neri, accompagnato da musiche intonate al suo stato d’animo (come The end di Jim Morrison), ma conosce persone interessanti e con alcune di esse stringe rapporti di amicizia e di affetto; scopre cose su se stesso.

Il giorno in cui ha sostenuto il colloquio per l’assunzione Dev è venuto a sapere che quattro anni prima una ragazza è stata assassinata dentro il Castello del Brivido dal presunto fidanzato, che non è mai stato identificato né tanto meno arrestato dalla polizia e che molte delle persone che lavorano a Joyland sono convinte che il fantasma della ragazza si aggiri proprio dentro e vicino al Castello del Brivido. Uno dei motivi per cui Dev ha deciso di lavorare nel luna park è proprio il desiderio di scoprire la verità sul delitto.

Il pensiero dell’omicidio irrisolto e del fantasma che, stando a quanto afferma chi pretende di averlo visto, sembra chiedere aiuto accompagnano Dev per tutta l’estate e lo inducono a prolungare il suo periodo di lavoro anche nei mesi invernali, ritardando il rientro al college.

Il romanzo, per quanto attraversato dal filo del mistero, è prevalentemente una storia di sentimenti e di incontri, quello che, una volta almeno, si chiamava romanzo di formazione. Il protagonista piacerebbe senz’altro a un genitore come amico del proprio figlio o figlia: non beve, non si droga, prova empatia per le persone che ha intorno, è disponibile, studia e per mantenersi agli studi lavora… Una figura molto umana in una storia dolce, un po’ malinconica ma a tratti allegra, con momenti tristi raccontati senza mai cadere nel patetico e con la leggerezza che sa dosare solo un grande narratore del calibro di Stephen King. Una storia che è quasi una favola, in cui tutti i personaggi, eccetto il cattivo, sono buoni o comunque mostrano il loro lato buono, pur essendo molto diversi fra loro. Fra tutti ricordiamo Emmalina Showplaw, presso cui Dev affitta la camera in cui vive a Heaven’s Bay e che gli racconta tutti i dettagli sull’omicidio della ragazza; Rosalind Gold, che durante l’estate si trasforma in Madame Fortuna, l’indovina di Joyland; Annie Ross e suo figlio Mike, un ragazzino sensibile e intelligente costretto su una sedia a rotelle.

Joyland è una lettura che vale la pena, non per chi si aspetta sangue e terrore ma per chi cerca in un romanzo dei personaggi da ricordare e una bella storia.

Se hai letto questo libro ti va di scrivere la tua opinione?

LIBRI CON MATEMATICA

Elenco alcuni libri che mi sono piaciuti e che trattano in modo più e meno approfondito di matematica. Forse di qualcuno scriverò una recensione, prima o poi.
L’elenco è ordinato per autore.

I GRANDI MATEMATICI – Eric T. Bell (ed. Sansoni)

Questo volume, scritto nel 1937, è citato nella bibliografia di ogni libro che tratta di storia della matematica. Riporta le biografie di 27 grandi matematici, precedute da un capitolo introduttivo e da uno sui matematici dell’antica Grecia. Una pietra miliare, insomma.

TUTTO, E DI PIU’ – STORIA COMPATTA DELL’∞ – David Foster Fallace (ed. Codice)

 Ironico, non sempre facile, ma originale e approfondito.

C’ERA UNA VOLTA UN NUMERO – George Gheverghse Joseph (ed. Il Saggiatore)

Un’approfondita e dettagliata storia della matematica delle origini: antichi egiziani, babilonesi, indiani, cinesi, arabi.

IL TEOREMA DEL PAPPAGALLO – Dennis Guedj (ed. Tea)

Ho trovato irresistibile questo titolo e la curiosità di scoprire quale fosse questo teorema mi ha fatto gustare un originale romanzo in cui una vicenda dai toni gialli si fonde con il racconto delle principali scoperte matematiche.

APOLOGIA DI UN MATEMATICO – G. H. Hardy (ed. De Donato)

Autobiografia ironica e malinconica, in cui Hardy esprime il suo amore per la matematica pura.

IL CODICE PERDUTO DI ARCHIMEDE – Reviel Netz e William Noel (ed. BUR) 

Interessante e appassionante storia di un palinsesto che sotto un libro di preghiere nasconde alcuni testi di Archimede: grazie alla passione di molti studiosi e alla tecnologia più moderna si scopre quanto lo scienziato siracusano si fosse spinto avanti nella matematica, fino a qualcosa di molto simile al calcolo infinitesimale e al calcolo combinatorio, territori che, prima dell’esame del palinsesto, si ritenevano conquista esclusiva dei matematici vissuti dal XVII secolo in poi.

L’ENIGMA DEI NUMERI PRIMI – Marcus Du Sautoy (ed BUR)

In modo chiaro e avvincente percorre la storia delle ricerche dei matematici nel campo dei numeri primi (quelli che hanno come divisori solo l’unità e se stessi). Il titolo originale, “The Music of the Primes”, sottolinea l’aspetto poetico della materia trattata.

IL DISORDINE PERFETTO – Marcus Du Sautoy

Sulla simmetria. Interessante e piacevole ha anche avuto il merito di farmi conoscere e apprezzare le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach.

L’ULTIMO TEOREMA DI FERMAT – Simon Singh (ed. BUR)

Il racconto di come Andrew Wiles sia riuscito a dimostrare l’ultimo teorema di Fermat, (teorema che afferma che l’equazione xn + yn = zn  non ha come soluzioni numeri interi per n > 2) mostra come la ricerca matematica sia avvincente, emozionante, entusiasmante quanto un’esplorazione in territori sconosciuti.

TRE BREVI STORIE CON DELITTO e altri racconti *** E-BOOK

Se qualcuno salisse nella vostra auto e, puntandovi una pistola alla testa vi ordinasse di mettere in moto cosa fareste? Come vi sentireste? La protagonista di “Fuga” si vede costretta ad obbedire e inizia così per lei un insolito viaggio per le strade della città, un viaggio che la porterà molto lontano dalla vita di tutti i giorni…  copertina TRE

Fuga” è stato finalista nel 2005 al Premio Loria, uno dei premi per racconti (inediti e no) più importanti che viene assegnato dal comune di Carpi dal 1997.

Nella prima edizione di questa piccola raccolta altre due storie, che narrano di assassini, uomini che credono di trovare nell’uccidere il solo modo per liberarsi della propria alienazione, insoddisfazione, esasperazione.

La seconda edizione, in linea da metà gennaio 2014, si è arricchita di due racconti, fra la suspense e un tocco di ironia.

Nell’edizione del giugno 2014 ho aggiunto altri racconti fra cui alcuni pubblicati in questi mesi sul blog.

 

Sotto la prima copertina, a fianco quella attualmente in linea.

cope Tre storie e altri racc

 

 

 

 

 

 

 

LA TORRE DELLA PAPESSA

copertina PAPESSAPer motivi di lavoro il padre di due gemelle undicenni, Asia ed Eva, prende in affitto una casa a Roccagrigia, un paesino di montagna, per trascorrere con le figlie l’estate, mentre la moglie resta in città ad eccezione di un paio di settimane di ferie.

Le gemelle non sono affatto contente della novità, avrebbero preferito la solita vacanza al mare, dove avrebbero ritrovato un sacco di amici: Roccagrigia è un posto di cui i turisti ignorano l’esistenza, anche se ci sono due alberghi.

Nel paese, comunque le gemelle fanno conoscenza con dei ragazzi del posto; l’incontro non è proprio cordiale perché si prendono reciprocamente in giro; uno dei ragazzi afferma che nella zona c’è un castello che custodisce un tesoro. La notizia, che sul momento appare solo uno scherzo, trova una possibile conferma in una e-mail di Vanessa, l’amica del cuore delle gemelle, che ha avuto la stessa informazione dalla cugina, laureanda in lettere.

Asia decide così di mettersi alla ricerca del leggendario tesoro della principessa Mirella. La sua determinazione viene accentuata quando scopre che la casa in cui abitano apparteneva a una professoressa di storia in pensione (Teresa Salimbeni) che a sua volta ha cercato a lungo il tesoro.

Esamina con Eva i documenti lasciati dalla prof e rimasti nello studio, senza però trovare niente di utile, neppure una copia del libro che Teresa Salimbeni ha scritto sulla principessa, basato sulle lettere che questa aveva inviato a un’amica, antenata di Teresa Salimbeni stessa. La prof ha però lasciato anche un computer portatile protetto da una password e le gemelle lo portano in camera loro per cercare di scoprirla.

Sulle tracce del tesoro però c’è anche qualcun altro: due uomini, uno giovane (Augusto) e uno di mezza età (Giuseppe Bellavia); il primo ha lavorato per qualche tempo come addetto nell’impresa di pulizie presso l’università di Torino e ha trovato due lettere che Teresa Salimbeni aveva inviato all’amico rettore di quella università in cui parla del tesoro. Lui e Bellavia, un suo parente, una sorta di rigattiere-ricettatore sono arrivati a Roccagrigia dove hanno scoperto che Teresa Salimbeni è morta da un po’ e che la sua casa è stata affittata al padre delle gemelle per tutta l’estate. Si sono dunque stabiliti in una pensione, fingendo di non conoscersi e iniziano a spiare i movimenti delle gemelle e del padre  perché vogliono introdursi in casa per prendere i documenti di Teresa Salimbeni. quarta di copertina Papessa

Intanto, dopo vari tentativi Asia intuisce quale sia la password per entrare nel computer. Ci sono molti file che riguardano il castello ma apparentemente in nessuno vi sono annotazioni utili per trovare il tesoro. Le gemelle visitano più volte le rovine del castello con i ragazzi del paese, divenuti loro amici, e continuano a studiare il contenuto del computer della professoressa. Sospettano di essere di quando in quando seguite da qualcuno e temono che questo qualcuno posso giungere al tesoro prima di loro.

Il timore non è infondato perché Bellavia e Augusto rapiscono Asia ed Eva per farsi rivelare tutto quello che hanno scoperto sul tesoro…

STANISLAW LEM, RITORNO DALL’UNIVERSO

Ma volevo avere ancora qualcosa, qualcosa di mio. E fu così la volta della matematica pura. Non avevo mai avuto doti matematiche; era solo l’ostinazione a spingermi.

E lo sa perché la matematica faceva quell’effetto? Lo capii quando fui là. Perché essa è al di sopra di tutto. Le opere di Abel e di Kronecker sono attuali oggi come quattrocento anni fa , e così sarà sempre. Nasceranno nuovi sistemi, ma quelli antichi continueranno a guidarci, senza invecchiare mai. Là… là c’è l’eternità. Ma la matematica non la teme. Soltanto là mi resi conto di quanto essa sia definitiva. E forte, come nessun altra cosa prima. Anche il fatto che mi riuscisse così difficile apprenderla fu positivo, per me. Mi ci logoravo sopra e, quando non riuscivo a dormire, ripetevo la materia che avevo studiato durante il giorno… 

…Per me ciò equivaleva all’istinto di conservazione. La teoria delle quantità… tutto quello che Mirea e Averin avevano ricavato dall’eredità di Cantor, mi capisce? Quell’operare con grandezze superinfinite, extrainfinite, quelle continuità esattamente divisibili, forti… era meraviglioso. Il tempo che ho passato così lo ricordo come se fosse ieri.