RAY BRADBURY, PIOGGIA SENZA FINE

“Pioggia senza fine” è un racconto di fantascienza del 1950 in cui Bradbury immagina che il pianeta Venere abbia un’atmosfera simile a quella della Terra (mentre in realtà è composta da biossido di carbonio e azoto ed è percorsa da nubi di acido solforico) e che vi piova ininterrottamente. Per poterci vivere i terrestri hanno costruito Cupole Solari, edifici in cui ripararsi e stare all’asciutto e in cui una piccola sfera di fuoco giallo si muove in alto, come un piccolo sole.

L’equipaggio di un’astronave precipitata sul pianeta è in cammino per raggiungere una delle Cupole, ma il viaggio è ostacolato dalla pioggia incessante e da una tempesta magnetica che fa impazzire le  bussole, cosicché il percorso che gli uomini compiono li riporta al relitto del velivolo. Mano a mano che il tempo passa l’ansia nel gruppo si alza, per la paura di non riuscire a trovare una Cupola prima che l’acqua che cade impietosa su di loro li faccia impazzire, come si sa che è successo a chi è rimasto troppo a lungo esposto alla pioggia.

La delusione nel giungere a una Cupola abbandonata e semi distrutta fiacca la resistenza psicologica degli uomini, che, piano piano, cedono: chi viene colpito dalle scariche della tempesta magnetica chi si siede aspettando di morire, chi si spara un colpo di pistola. Solo uno, il tenente, arriva, stremato, a una Cupola funzionante, in cui trova il tanto agognato calore e il piccolo sole giallo.

La storia è ben condotta e intrigante, il paesaggio venusiano descritto in modo da farti sembrare di essere lì, insieme a quegli uomini e quasi senti anche tu il ticchettio della pioggia su di te e sulle cose intorno, vedi la vegetazione che nasce e cresce a vista d’occhio, pallida e slavata perché in quella pioggia la luce che filtra non basta per regalare un po’ di colore alle foglie e alle piante.

 

Questo racconto mi torna in mente ogni volta che piove in modo regolare e persistente da un cielo grigio e uniforme che non lascia filtrare luce e le sensazioni che provo nella realtà si sovrappongono a quelle provate durante la lettura.

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3 pensieri su “RAY BRADBURY, PIOGGIA SENZA FINE

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