Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 1 giugno

Colleen McCullough

(1937) scrittrice australiana.

Qualche decina di anni fa ho letto di lei “L’altro nome dell’amore”, una storia piuttosto drammatica. È l’autrice del famoso (almeno un tempo) “Uccelli di rovo”, di cui è stata fatta anche una serie televisiva.

Tullio Avoledo

(1957) scrittore italiano.

Ho letto di lui, una decina di anni fa, il suo romanzo di esordio, “L’elenco telefonico di Atlantide”. Ero stata incuriosita dalla trama e delle recensioni favorevoli, però il finale mi ha delusa. Comunque non è stato il primo romanzo la cui fine mi ha lasciata insoddisfatta e non sarà l’ultimo.

Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittori nati il 31 maggio

Walt Whitman 

(1819 – 1892) scrittore e poeta statunitense.

Credo che non ci sia bisogno di aggiungere molto, a questo nome. Da parte mia ho letto qualche poesia, della raccolta “Foglie d’erba”.

Serge Brussolo 

(1951) scrittore francese.

Ho letto di lui tre romanzi da ragazzi di argomento fantascientifico della serie “Sigrid e i mondi perduti”. Senz’altro originali e ben scritti, li ho trovati in parte anche un poco inquietanti.


Pubblicato in: Scrittura

Io edito, tu editi, egli edita

Avete finalmente messo la parola fine al vostro romanzo. Tirate un sospiro di sollievo.

Credete di aver finito? Adesso arriva il bello!

 

Quattro autori,  Antonella Sacco, Roberto Bonfanti, Mario Pacchiarotti e Concetta D’Orazio, illustrano la personale metodologia nella preparazione del testo per la pubblicazione, continuando la serie di articoli “Autori a confronto”.

 

Roberto Bonfanti

blog Roberto

 

Concetta D’Orazio

Blog Concetta

Mario Pacchiarotti

Blog Mario

In questo articolo esporrò brevemente alcuni dei punti a cui prestare attenzione prima di passare alla pubblicazione di un testo che si considera finito.

 

Preparazione

Dopo aver scritto pagine e pagine utilizzando un programma di word processing dobbiamo verificare che la forma sia omogenea (a meno che la disomogeneità non sia parte integrante del testo stesso): abbiamo utilizzato sempre lo stesso tipo di carattere con la stessa grandezza per il corpo del testo e un altro carattere e un’altra grandezza per i titoli dei capitoli? Se abbiamo dei sottotitoli abbiamo utilizzato un terzo tipo di carattere ma sempre quello? Il testo è scritto tutto con un unico colore (nero)? Abbiamo impostato il tipo di allineamento a giustificato? I titoli dei capitoli sono tutti della stessa forma (in numeri o lettere, in lettere minuscole o maiuscole)?

Dobbiamo controllare che siano uniformi anche tutti gli altri segni e simboli, eventualmente usati, come ad esempio quelli con cui introduciamo i dialoghi (sempre virgolette o sempre trattino) e o quelli con cui inseriamo degli incisi. Nel senso (voglio dire) di non usare – nello stesso testo – sia parentesi che lineette.

Insomma occorre che il testo risulti visivamente ordinato e pulito.

Fatto questo, che è un aspetto esclusivamente esteriore, formale, passiamo a un aspetto più legato al testo vero e proprio: le parole e le frasi che abbiamo scritto.

Per prima cosa dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sulla correttezza grammaticale e sintattica, ovvero accingerci a una vera e propria

 

Caccia all’errore

Anche se siamo ferratissimi in ortografia e abbiamo a disposizione il correttore del programma di videoscrittura, possiamo essere certi che qualche refuso ci è sfuggito. È destino. Quindi cerchiamolo e cerchiamolo ancora.

Verifichiamo di aver evitato errori di grammatica (fra i più comuni: accenti a sproposito o mancanti, gravi invece che acuti o viceversa, apostrofi in più o in meno, strani plurali, …); nel dubbio consultiamo un volume di grammatica italiana, fido compagno, insieme a un buon dizionario, delle nostre avventure di scrittori.

Stanchi? Prendiamoci una pausa, perché non è finita qui. Ebook o non ebook scrivere è fatica. Una gran bella fatica, ma è pur sempre fatica.

E da self la fatica è doppia: non ci sarà nessuno che prima di mandare in stampa controllerà quello che abbiamo scritto, né come lo abbiamo impaginato: siamo senza rete quindi dobbiamo fare un salto perfetto o almeno tale da poter cadere in piedi.

Dopo la pausa che forse ci siamo concessi, dedichiamoci alla sintassi: analizziamo la costruzione delle proposizioni, i soggetti, i verbi, i tempi verbali nelle subordinate rispetto alle principali. Staniamo e correggiamo gli errori, sistemiamo le frasi un po’ involute e le ripetizioni sfuggite ai precedenti controlli.

Infine passiamo alla fase successiva, durante la quale entriamo più a fondo nel testo e nel suo significato.

 

Vediamo se si capisce

Adesso che il nostro testo ha passato i primi due esami, dobbiamo verificare che superi quello che si può considerare il più importante.

Infatti, per quanto sia fondamentale essere impeccabili e rispettosi delle regole grammaticali e sintattiche, dato che vogliamo raccontare una storia o spiegare una teoria o un punto di vista, dobbiamo accertarci che un lettore possa, dalle nostre parole e frasi, capire quello che volevamo comunicare.

Per la verità penso, come Pirandello, che “parliamo, crediamo di intenderci, ma non ci intendiamo mai” (cito a memoria) e quindi sono sicura che sia impossibile una comprensione piena fra chi parla e chi ascolta o fra chi scrive e chi legge. Ciò non toglie, però, che cerchi sempre e comunque di rendere al meglio il mio pensiero.

Ritengo perciò che sia fondamentale rileggere il nostro scritto fingendo che sia la prima volta, immaginando di non sapere di cosa parla per capire se le sensazioni che ci dà sono proprio quelle che avevamo voluto esprimere. A volte, quando questo non accade, è sufficiente semplificare i periodi, avendo il coraggio di tagliare, rinunciare a qualche frase che suona bene ma che in realtà non significa nulla. Il coraggio di tagliare è un altro dei requisiti necessari a uno scrittore.

Durante questa rilettura dovremmo anche verificare che non vi siano incongruenze residue, sia banali come il caso di un personaggio che all’inizio si chiama Tizio e alla fine Caio sia più sostanziali come comportamenti che non sono in linea con il carattere dei personaggi.

 

(Ho trattato l’argomento revisione, con alcuni suggerimenti operativi, anche in questo post: Scrittura creativa: la revisione)

Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittori nati il 30 maggio

Due autori, entrambi italiani.

Gianrico Carofiglio

(1961), scrittore italiano.
Ho letto di lui “Ragionevoli dubbi” e “Testimone inconsapevole”, ricordo che mi hanno fatto una buona impressione, ho trovato il protagonista molto umano.

Roberto Bonfanti

(1964) scrittore italiano.
È un autore self e ha pubblicato diversi ebook; io li ho letti quasi tutti e mi sono piaciuti molto. Fra i tanti titoli: le prime due parti di una trilogia: “La vita è dura nei dettagli” e “Cose che si rompono” e la raccolta di racconti “Il primo a tornare fu il cane“.

Qualcuno propone un’integrazione?

 

Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittori nati il 29 maggio

Il 29 maggio risulta una giornata povera di autori (sempre in relazione alle mie conoscenze, quindi secondo un parametro molto personale e anche casuale), comunque quello che cito è decisamente famoso.

Gilbert Keith Chesterton (1847 – 1936), scrittore inglese.

Padre Brown e le sue vicende: libri letti da giovane, ai tempi in cui la RAI trasmetteva la serie interpretata da Renato Rascel e Arnoldo Foà.

Sono gradite ulteriori proposte!

Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 28 maggio

Fra i nati il 28 maggio ne propongo tre

 

Silvana De Mari (1953), scrittrice italiana.

Ho letto di lei solo “L’ultimo elfo”, un romanzo per ragazzi in cui con garbata ironia viene descritta l’amicizia fra l’ultimo elfo e l’ultimo drago e le avventure, anche drammatiche, che i due si trovano a vivere. Un bella storia di amicizia, che mi aveva consigliato un’amica. (Consiglio di leggere la sua recensione)

 

Muriel Barbery (1969), scrittrice francese.

Il suo famoso “L’eleganza del riccio” a me è piaciuto molto, ho trovato i personaggi originali e diversi dal solito. Ho apprezzato molto anche quello che si può definire l’aspetto filosofico dei dialoghi e delle riflessioni dei protagonisti. A “caldo” l’ho riassunto come “un elogio all’intelligenza”.

 

Ian Fleming (1908 – 1964), scrittore inglese.

Qualche romanzo di 007 l’ho letto, non ricordo quali e nemmeno come erano scritti, altre letture che si perdono in un passato piuttosto lontano. Di certo poi ho visto molti dei film, quasi tutti in tivù.

 

Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittori nati il 27 maggio

Il 27 maggio si propone come un giorno denso di autori famosissimi, ma scarso di autrici.

Ne ho scelti tre.

 

Louis-Ferdinand Celine

(Louis Ferdinand Auguste Destouches 1894-1961), scrittore francese.

Qualche anno fa ho iniziato a leggere “Viaggio al termine della notte”, ma non sono riuscita ad arrivare nemmeno a metà, non mi piaceva, mi annoiava. Magari è una lettura da tentare un’altra volta.

Dashiell Hammett

(1894 – 1961), scrittore statunitense.
Autore di romanzi polizieschi come immagino sappiano anche le pietre. Di lui ho letto il classico “Il falcone maltese”. Credo che mi sia piaciuto ma la lettura si perde nella notte dei tempi e il ricordo è sbiadito. Se non avessi tanti libri da leggere certo questo sarebbe uno di quelli da rileggere. Ho letto anche “Donna al buio”.

John Cheever

(1912 – 1982), scrittore statunitense.

Ho letto di lui una raccolta di racconti che prendeva il titolo da uno di essi, “Il nuotatore”, ma anche in questo caso ricordo poco, a parte una sensazione di tristezza, di desolazione che mi avevano lasciato. Scritti bene, comunque.

Dal racconto che dà il titolo al libro era stato tratto un film con Burt Lancaster: la storia dell’uomo che intraprende un viaggio per la città in cui vive, nuotando nelle piscine delle ville che vi si trovano, inizialmente sembra divertente, stimolante, ma con il passare del tempo, quello della narrazione intendo, il freddo si fa sentire, il sole non c’è più e tutto diventa fatica.

 

Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 26 maggio

Per le mie conoscenze un giorno non molto ricco, comunque andando a scartabellare hoi trovato:


Carol O’Connell(1947), scrittrice statunitense.

Fra i suoi romanzi polizieschi ricordo di aver letto “Amanda è morta nel parco”, ma non se/quanto mi fosse piaciuto.


Edmond de Goncourt (1822-1896), scrittore e critico letterario francese.

Lo “conosco” per aver sentito parlare dell’Académie e del premio relativo.




Qualche altro suggerimento?


Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: propositi per una rubrica quotidiana

Inauguro una rubrica di cui cercherò di mantenere la quotidianità, ambiziosa pretesa, me ne rendo conto.

porto di Viareggio

Magari una quotidianità con “recuperi”…

Vorrei citare per ogni giorno dell’anno una o più scrittrici e/o uno o più scrittori nati proprio in quel giorno. Si tratterà solo di autrici/autori di cui ho letto qualcosa o almeno di cui ho sentito parlare, in modo da annotare anche una mia brevissima opinione o un ricordo.

Quindi in corrispondenza di qualche giorno troverò sia scrittrici che scrittori, qualche giorno solo le une o solo gli altri; talvolta forse nessuno.

Al momento utilizzerò come fonte Wikipedia.

Naturalmente l’indicazione e le notizie su altre autrici/altri autori nati nel giorno, nonché eventuali commenti sui miei piccoli elenchi, saranno assai graditi.

 

Pubblicato in: Libri

BJÖRN LARSSON, scrittore svedese

Nel corso degli ultimi anni mi è capitato di leggere tre romanzi di Björn Larsson.

Immagine

Il cerchio celtico

Al primo di essi mi ha condotta il caso, cercavo qualcosa che mi chiamasse dagli scaffali della biblioteca, dove vado abitualmente a servirmi di libri, e mi sono imbattuta ne “Il cerchio celtico”, la cui quarta di copertina mi ha attirata, parlava di un thriller marinaro e i thriller, se ben condotti, mi piacciono. Così l’ho preso e l’ho letto. Secondo me la parte gialla è quasi una scusa per raccontare del mare, di quei mari del Nord, e della passione per la barca a vela. Comunque sia, questa sorta di diario di bordo, a me è piaciuto molto per quell’aspetto, per le descrizioni dei passaggi più arditi e pericolosi fra scogli e onde, per l’amore per il mare, amore che trasuda da ogni riga e da ogni parola: mi sembrava di essere anch’io sul Rustica, l’imbarcazione del protagonista, imbarcazione che è, a tutti gli effetti, uno dei personaggi principali.

Credo che durante la lettura di questo libro abbiano riecheggiato in me le letture giovanili dei tanti libri di Emilio Salgari, con i cui personaggi ho solcato per anni i mari che circondano la Malesia e il Borneo e quelli intorno alle Antille, la Giamaica, il Venezuela. Vele da issare e ammainare, timoni da tenere con forza e galeoni sottratti agli spagnoli governare con perizia: il primo amore, com’è noto non si scorda mai.

 

La vera storia del pirata Long John Silver

Ho trovato “Il cerchio celtico” più marinaro de “La vera storia del pirata Long John Silver”, in cui Larsson narra le vicende di Long John, uno dei personaggi de “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. Trattandosi di un pirata lo avevo immaginato vivere molto più sul mare di quanto in realtà non risulti dalla sua vera storia, comunque avvincente e interessante: con il piglio del romanzo Larsson fornisce una descrizione del periodo storico e di alcune situazioni per nulla edificanti spesso trascurate.

È Long John stesso, che, ormai vecchio, racconta la sua vita e come tutti, o quasi, i protagonisti di romanzi, nonostante gli atti crudeli che ha compiuto, induce il lettore a simpatizzare con lui e perfino a immedesimarsi in lui. Forse questo avviene perché chi amministrava la giustizia solitamente non era migliore del condannato, forse perché, con tutti i suoi limiti e difetti, Long John è un uomo libero e gli uomini liberi incutono comunque rispetto e ammirazione.

Un altro bel romanzo, insomma, questo sul pirata, e, come narrazione, secondo me, senz’altro superiore al Cerchio, il cui fascino è legato soprattutto alle atmosfere e all’ambientazione.

 

 I poeti morti non scrivono gialli – Una specie di giallo

Dopo il Cerchio e Long John gli scaffali della biblioteca mi hanno proposto “I poeti morti non scrivono gialli – Una specie di giallo”.

Il titolo è quanto mai veritiero, sia per il fatto che i morti, ovviamente, non scrivono sia per il fatto che si tratta di una specie di giallo, non di una detective storie di tipo canonico. La vicenda inizia con un suicidio o meglio con quello che sembra essere un suicidio e su questo si trova a indagare un poliziotto che è anche un poeta. L’evento, che forse è delittuoso, porta il poliziotto, e il lettore con lui, nel mondo dell’editoria e delle sue logiche, orientate sostanzialmente al guadagno più che alla qualità. È perciò anche un romanzo sulla scrittura e sulle motivazioni della scrittura e, per quanto mi riguarda, questo è stato uno dei motivi per cui l’ho letto.

Trovo che Larsson sia un autore in sintonia con me e il mio immaginario e per questo, nonostante sia passato un po’ di tempo da quando ho letto questi suoi romanzi, mi è venuta voglia di scriverne qualcosa, sull’onda del ricordo delle sensazioni che i libri mi hanno suscitato.


Prima o poi leggerò anche gli altri suoi romanzi, il problema è che ci sono molti più libri che vorrei leggere di quanti potrò mai anche soltanto aprire in quel che resta della mia vita.

Qualcuno ha letto Larsson e vuole dire cosa ne pensa?