Almanacco: scrittori nati il 1 settembre

Edgar Rice Burroughs (1875 – 1950), scrittore statunitense.

Autore fra l’altro dei romanzi che hanno come protagonista Tarzan, l’uomo cresciuto inseme alle scimmie, le cui storie mi hanno accompagnata fino da quando ero bambina.

 

Incremento del numero degli ebook pubblicati in agosto 2014

E così, dalla mia fissazione per le statistiche, ecco un altro confronto: stavolta è quello del numero degli ebook pubblicati sullo store amazon.it fra il 30 luglio e il 30 agosto, 2014.

Nonostante che il mese di agosto sia un mese “di vacanza” il numero degli ebook è comunque aumentato di oltre il 2%.

tabella ebook numeri ago-lug 2014

 

Almanacco: scrittrici nate il 30 agosto

Mary Shelley

(1797 – 1851), scrittrice inglese.
Autrice fra l’altro di “Frankenstein”, che ho letto qualche anno fa. Un storia che ho trovato triste, sul dramma di essere diversi e sulla conseguente solitudine e discriminazione. Comunque una grande invenzione narrativa e una grande fantasia, scritta quando era molto giovane.

 

Camilla Läckberg

(1974), scrittrice svedese.
Autrice di romanzi gialli, di lei ho letto “La principessa di ghiaccio”, non male.

 

Curarsi con i libri, Ella Berthoud e Susan Elderkin

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno

«Qualunque sia il vostro disturbo, la nostra ricetta è semplice: un romanzo (o due), da prendere a intervalli regolari».

A cura di Fabio Stassi

Traduzione dall’inglese di Roberto Serrai

Titolo originale: “The novel cure”

Editore: Sellerio.


Un piacevole e interessante elenco ragionato di suggerimenti su romanzi da leggere, raccolti secondo una logica originale: quella dei disturbi, sia fisici che psicologici, che potrebbero essere guariti dalle letture adatte.

Forse leggendo non si guarisce da tutti i malanni ma di sicuro ci si immerge almeno per un po’ in un altro mondo.

In questo volume ho incontrato vecchi amici (libri che ho letto e amato, cioè) e poi mi sono annotata un bel numero di spunti per future letture, sperando di trovare il tempo per potermici dedicare.

Concludo con una citazione dall’introduzione delle due autrici: «Vivere sena letteraura significa perdere l’occasione di vivere arricchendosi delle lezioni di coloro che hanno percorso questa via prima di noi».

Stelle

Vediamo le stelle di notte quando è buio ma loro sono sempre in quel lassù che chiamiamo cielo, anche quando i nostri occhi non le scorgono. E per ciascuna di cui cogliamo il brillare ce ne sono tantissime di cui ignoriamo e ignoreremo per sempre l’esistenza, perché troppo lontane nello spazio e quindi anche nel tempo.

L’identificarsi di spazio e tempo è un concetto che mi affascina e mi suggerisce risposte che non riesco mai a fermare, ombre di intuizioni che non superano la soglia della mia coscienza.

 

Io, robot di Isaac Asimov

Immagino che per gli amanti della fantascienza le mie parole suoneranno scontate, ma per chi come me, che ha iniziato a leggere qualche classico del genere solo da pochi anni, i romanzi di Isaac Asimov sono stati davvero delle bellissime scoperte.

In questi giorni ho letto la raccolta di racconti “Io, robot” e anche questa mi è piaciuta molto.

L’indice: 9 racconti

Robbie (1940)

Circolo vizioso (1942)

Essere razionale (1941)

Iniziativa personale (1944)

Bugiardo! (1941)

Il robot scomparso (1947)

Meccanismo di fuga (1945)

La prova (1946)

Conflitto evitabile (1950)

Le tre leggi della robotica

Chi non avesse mai letto niente di Asimov deve sapere che i suoi robot hanno un cervello molto evoluto che opera in modo molto simile a quello umano: un cervello positronico. Per evitare che i robot possano ribellarsi o che qualche persona possa spingerli a uccidere o danneggiare altri esseri umani, i cervelli positronici vengono costruiti in modo da avere insite delle regole che non possono assolutamente violare, le Tre leggi della robotica. Se un robot riceve un ordine la cui esecuzione viola una delle Tre leggi impazzisce e smette di funzionare.

1 Un robot non può recare danno agli esserei umani né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.

2 Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che non contrastino con la Prima Legge

3 Un robot deve proteggere la propria esistenza, a meno che questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.

                                                                                                    Manuale di Robotica, 56a edizione, 2058 d. C.

Giocare con la logica

Ad eccezione del primo racconto, “Robbie”, che non mi è piaciuto molto perché mi è sembrato poco fantascientifico e un po’ scontato, trovo che gli altri racconti siano delle geniali applicazioni di logica. Asimov ci presenta robot che si comportano in modo anomalo, pur continuando a rispettare le Tre leggi, in varie situazioni: uno si nasconde fra altri suoi simili, uno sviluppa uno strano senso dell’umorismo, uno racconta bugie… È solitamente la robopsicologa Susan Calvin a comprendere i motivi delle strane reazioni dei robot e a risolvere i problemi, con la sua conoscenza delle Tre leggi, delle loro implicazioni e dell’impatto che hanno sulla psiche dei cervelli positronici.

Susan Calvin è uno dei personaggi presenti in tutti i racconti (da giovane studentessa in “Robbie” a quasi settantenne in “Conflitto evitabile”). Gli altri personaggi che si ripetono sono tutti uomini della U. S. Robots and Mechanical Men Corporation (Lanning, Bogert, i due collaudatori Donovan e Powell), l’azienda detentrice del brevetto dei cervelli positronici. I vari racconti risultano così comporre quasi un romanzo in cui i robot positronici diventano via via sempre più perfezionati, pronti per essere i protagonisti del ciclo della Fondazione.

E non solo

Non mancano, poi, come per ogni geniale scrittore e intellettuale in genere, le intuizioni (che a me, comunque, stupiscono sempre), come, nel racconto “Conflitto inevitabile” una descrizione dei motivi delle guerre degli ultimi secoli in cui si legge: Nel XX secolo, Susan, iniziammo un nuovo ciclo di guerre che non so come potrei definire. Ideologiche? La passione religiosa applicata ai sistemi economici anziché alle speculazioni sul mondo divino? Le guerre apparvero “inevitabili”…

È vero che non è difficile immaginare il futuro, dato che la storia si ripete ciclicamente, comunque questa “passione religiosa” è di una precisione notevole.