Emilio Salgari, LE MERAVIGLIE DEL DUEMILA, #1 La vicenda

 

 Ho letto questo romanzo soprattutto perché ero curiosa di scoprire come aveva immaginato il futuro uno degli autori che preferivo quando ero bambina (era forse il mio preferito in assoluto).

In confronto ai testi di fantascienza pubblicati a partire da qualche decennio dopo, si evidenzia come appartenga a una sorta di “pre” fantascienza, come le storie di Verne, forse anche di più.

Le meraviglie del Duemila” è stato pubblicato nel 1907 ed è una storia ambientata nel 2003; mi pare che la narrazione sia una sorta di pretesto, anche se le avventure non mancano, per dipingere il mondo e la vita del futuro.

In tutto l’articolo le parti in corsivo sono citazioni dal romanzo.

 

La vicenda

I protagonisti sono il dottor Toby Holker e il suo amico, il giovane miliardario James Brandock, malato di spleen; il dottore ha trovato il modo per fermare le funzioni vitali un tempo indefinito e farle riprendere, grazie a una sostanza tratta da un fiore egiziano. Propone a Brandok di effettuare un esperimento: si addormenteranno mediante quella sostanza e, in una sorta di ibernazione, resteranno in quello stato per circa un secolo, quando un nipote di Toby, seguendo le istruzioni che Toby stesso gli farà avere, li risveglierà, nel settembre del 2003.

Il nipote di Toby esegue quanto richiesto: raggiunge i due nella costruzione in cui si sono fatti chiudere e in cui c’è ancora un freddo polare; inietta nei loro corpi un altro liquido che deve riavviare le funzioni vitali e, con una specie di macchina volante fornita di quattro ali gigantesche e di eliche grandissime, li trasporta, ancora addormentati, da Nantucket a New York.

In casa del nipote di Toby, appena risvegliati assistono a una sorta di telegiornale: una voce racconta di un attentato ad opera degli anarchici e in un gran quadro si vedono le immagini della strage, come in una specie di cinematografo.

Il nipote di Toby accompagna, con la sua macchina volante, i due risvegliati a Brooklyn, a visitare un grande telescopio, lungo 150 metri, da cui è possibile vedere la luna come a un metro di distanza e Marte come a trecento.

Poi li conduce a vedere le Cascate del Niagara, che alimentano una grande centrale elettrica che fornisce energia a tutto gli Stati Uniti ed oltre. L’elettricità è la forma di energia che alimenta quasi tutto, sia le industrie che i mezzi di trasporto, tanto che le onde elettriche pervadono l’aria e la loro presenza ha fatto aumentare l’intensità delle tempeste.

Dalle Cascate prendono il treno e arrivano a Quebec, la capitale del Canada, dalla quale proseguono verso il Polo Nord, fermandosi a Capo Wolsenholme (Groenlandia).

Al Polo Nord sono rimasti pochi esquimesi; vi sono però colonie di anarchici, deportati lassù con le loro famiglie e obbligati a rimanervi.

Al Polo viaggiano su un battello-tranvai, che va in acqua fino a che è possibile e poi sul terreno, su ruote.

Vanno a visitare un villaggio di esquimesi, descritti dal nipote di Toby come esseri incapaci di civilizzarsi, e perciò destinati anch’essi a scomparire al pari dei pellirosse. I loro malati gravi vengono murati vivi (per loro scelta) in un igloo dove muoiono della malattia o di fame. C’è un odore nauseante nelle loro abitazioni.

Per arrivare al Polo Nord viaggiano in una galleria di ghiaccio misto a sale, in un carrozzone elettrico … che scivola su rotaie, e viaggia a 150 km/h. È preceduto da una macchina pilota che gli sta davanti circa cinque km per prevenire eventuali problemi e che è collegata con un filo elettrico al carrozzone in modo che il manovratore di questo possa fermarsi in caso di pericolo.

Dopo una sosta di qualche giorno al Polo prendono l’altro battello-tranvai che li porta all’isola norvegese dello Spitzbergen; lì si imbarcano sul vascello volante Centauro per raggiungere Londra.

Si imbattono però in un ciclone che costringe il capitano del Centauro a scendere sul mare e a proseguire navigando; i venti però hanno deviato il vascello dalla sua rotta e questo ammara a oltre quattrocento miglia dalla costa della Spagna. Così, per dirigersi verso le coste spagnole, passa attraverso il Gulf-Stream, descritto da Salgari come un fiume gigantesco che scorre attraverso l’Oceano Atlantico senza confondere le sue acque con quelle del mare. La corrente del Golfo viene utilizzata per ricavare corrente elettrica, che serve all’Europa da una parte e all’America Centrale dall’altra; per ottenerla sono state costruite isole in acciaio con enormi ruote e l’elettricità viene trasmessa mediante gomene sottomarine.

Dopo aver visitato una delle isole arrivano alla città sottomarina di Escario, in cui vivono i galeotti. Ogni stato possiede infatti una di queste città e vi rinchiude la feccia della società, i ladri impenitenti, gli anarchici più pericolosi, gli omicidi più sanguinari. In queste città non vi sono guardiani, i galeotti si governano da sé; vivono di pesca e altre attività; in caso di disordini la città intera viene affondata e questa minaccia costituisce un deterrente che di solito basta a mantenere la tranquillità.

Quando arrivano a Escario si sta preparando un altro tornado e il Centauro deve fermarsi per la notte; il vascello viene ancorato alla città sommersa (a sua volta ancorata a un isolotto sottomarino) e il capitano, Brandock, Toby e suo nipote dormono nella città stessa. Nella notte però i forzati si impadroniscono del carico di alcol trasportato sul vascello: alcuni fuggono sul Centauro stesso, altri bevono e restano nella città, in preda all’ubriachezza. I quattro si rifugiano sulla sommità della città e tolgono ai forzati la possibilità di raggiungerli bloccando l’ascensore. Intanto scoppia l’uragano che riesce a staccare la città dal suo ormeggio all’isolotto: la città galleggia ma viene trascinata verso il Mar dei Sargassi per finire incastrata fra le alghe. Queste alghe sono così fitte che il gruppetto, quando l’uragano si è calmato, può camminarvi sopra per raccogliere piccoli pesci e granchi che poi consuma crudi.

Intanto si sta preparando un’altra tempesta e il capitano del Centauro ritiene che potrebbe liberarli dalle alghe, anche se correrebbero il rischio di venire spinti verso le isole Canarie. In quelle isole, dopo che il vulcano Tenerifa aveva eruttato e vomitato anche una tale massa di gas asfissiante da distruggere completamente la popolazione, sono stati trasportati gli animali che altrove si stavano estinguendo a causa della sovrappopolazione umana e quindi vi sono fra gli altri tutti i felini feroci: sono un luogo molto pericoloso in cui approdare.

La tempesta puntualmente arriva e una tromba d’aria libera la città che riprende così ad andare alla deriva e viene sospinta con forza proprio verso le Canarie, dove il vulcano sta nuovamente eruttando, coprendosi tutto di fuoco. Infine le città urta più e più volte con violenza contro le coste rocciose: tutta la parte sommersa viene invasa dalle acque e i galeotti sopravvissuti alle risse avvenute quando erano sotto i fumi dell’alcol affogano, mentre i due protagonisti, il nipote di Toby e il capitano riescono a saltare a terra e a salvarsi dal mare. Mentre stanno cercando di respingere una attacco delle belve feroci, l’arrivo provvidenziale di un vascello aereo li salva.

Una volta a bordo del vascello aereo, però, Toby e Brandock si sentono male, sono preda di un tremito inesplicabile a causa dell’elettricità e l’arrivo a Parigi, città satura di elettricità per il grande numero di macchine elettriche, aggrava le loro condizioni e anche uno dei più noti medici non può fare niente per curarli: dopo un mese di sanatorio i due vengono dichiarati pazzi, e per di più pazzi inguaribili.

 

I capitoli

I titoli dei capitoli sono esplicativi:

I – Il fiore della risurrezione

II – Una risurrezione miracolosa

III – Le prime meraviglie del Duemila

IV – La luce ed il calore futuro

V – A bordo del Condor

VI – I Martiani

VII – Le cascate del Niagara

VIII – Le ferrovie del Duemila

IX – Il battello-tramvai

X – La galleria polare

XI – La colonia polare

XII – Verso l’Europa

XIII – Navi volanti e marittime

XIV – I mulini del Gulf-Stream

XV – La città sottomarina

XVI – Attraverso l’Atlantico

XVII – Fra i Sargassi

XVIII – L’isola elle belve feroci

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