Emilio Salgari, LE MERAVIGLIE DEL DUEMILA #3 Mie riflessioni

In questo romanzo, scritto e pubblicato oltre cento anni fa, in cui Salgari parla di un futuro che per noi è il presente, ho trovato degli aspetti quasi profetici, per ciò che risulta simile alla realtà attuale, e altri quasi ingenui, soprattutto per quello che non si è (ancora?) verificato e, probabilmente, non si verificherà.

Delineo brevemente nel seguito alcune delle riflessioni fatte leggendo il libro.

Ibernazione

Il modo in cui in cui i protagonisti riescono a “viaggiare nel tempo” o, meglio, a non invecchiare nonostante lo scorrere del tempo, è simile all’ibernazione: Salgari, in modo analogo a Ghislanzoni nel suo romanzo “Abrakadabra” del 1884, ipotizza che la soluzione sia un sonno, provocato da una speciale sostanza (in questo caso il succo tratto da un antico fiore egiziano) e mantenuto in un ambiente ghiacciato.

Entrambi gli scrittori ritengono che le persone risvegliate non riescano ad ambientarsi nel mondo del futuro e soccombano, per motivi tutto sommato simili (mentre erano diverse le ragioni che li avevano indirizzati all’ibernazione). Il personaggio di Ghislanzoni, grande scienziato nella sua epoca, si suicida perché si sente inadeguato e ridicolo (si scopre ignorante rispetto a scoperte avvenute durante il suo sonno e di cui lui non sa nulla che sono considerate ormai elementari); i protagonisti di Salgari impazziscono a causa dei cambiamenti avvenuti sulla Terra, cambiamenti che hanno effetti negativi sia sul loro fisico (la quantità di elettricità che pervade l’aria) che sulla loro psicologia (la vita è diventata troppo frenetica e veloce).

Velocità

Da un punto di vista tecnico, le innovazioni su cui Salgari punta maggiormente l’attenzione sono quelle legate ai mezzi di trasporto: vascelli volanti, navi a forma di siluro, treni velocissimi: la velocità è infatti una delle protagoniste di questo romanzo, sia quella dei vari tipi di veicolo che quella della vita, divenuta molto più frenetica rispetto a quella cui erano abituati i personaggi provenienti dal secolo precedente.

Interessante ma non troppo realistica (almeno per quanto avvenuto nella realtà fino ad ora) l’ipotesi che per lo più i mezzi di trasporto siano mossi dall’elettricità, verrebbe da definire Salgari un precursore delle scelte ecologiche. L’idea può essere derivata dal fatto che a Londra erano operative le prime metropolitane (elettriche) già dalla seconda metà dell’Ottocento e che le locomotive a vapore cominciavano ad essere sostituite, verso la fine del secolo, da motrici elettriche.

All’inizio del Ventesimo secolo sono stati effettuati i primi voli con aerei e, per quanto non si trattasse ancora di apparecchi in grado di trasportare persone o cose, non stupisce che con un po’ di fantasia Salgari abbia previsto che prima o poi si sarebbero evoluti in vascelli volanti.

Meccanizzazione e lavoro

Un po’ strano appare invece ai miei occhi l’insieme delle invenzioni riguardanti la vita quotidiana, come quella delle pietanze che viaggiano su piccoli treni (ovviamente elettrici) dai ristoranti alle case.

Alcune delle soluzioni immaginate per risolvere o minimizzare i problemi dovuti alla sovrappopolazione (Salgari riteneva che vi fossero due miliardi e mezzo di abitanti e fossero troppi, cosa avrebbe pensato degli oltre sette miliardi attuali?) non sono quelle messe in campo nella realtà dei giorni nostri, almeno non ancora, per quanto siano teorizzate da qualcuno, come la necessità di diminuire drasticamente il consumo di carne sostituendola con un uso maggiore dei cereali. Secondo Salgari solo in questo modo è infatti possibile sfamare tutti gli abitanti della Terra del Duemila; inoltre il ritorno all’agricoltura è reso possibile grazie all’uso di macchine nelle fabbriche: gli operai non servono più e diventano agricoltori, perché bastano pochi meccanici per dirigere il lavoro delle macchine.

Presumibile opinione dell’autore

I personaggi risvegliati dopo il sonno lungo un secolo usano spesso espressioni di grande meraviglia e di apprezzamento per i progressi tecnologici mentre si mostrano più perplessi verso certe scelte riguardanti gli aspetti sociali, in particolare la disinvoltura con cui gli uomini del Duemila accettano come necessaria l’uccisione immediata di chi si rivela un delinquente o un ribelle irriducibile. Suppongo quindi che ritenga le conquiste tecnologiche positive e certi cambiamenti di tipo politico, che a quanto pare considera probabili, con molto meno favore.

Mi lasciano più perplessa certe affermazioni riguardo per esempio agli esquimesi, definiti dal nipote di Toby come esseri incapaci di civilizzarsi: non mi è chiaro se l’autore concorda o meno con l’opinione del suo personaggio.

L’incipit

Infine, il fatto che la vicenda prenda l’avvio a Nantucket, l’isola in cui è ambientato anche l’inizio di Moby Dick, mi fa pensare che forse non si tratta solo di una coincidenza ma di un omaggio a Melville, il cui romanzo è stato pubblicato nel 1851.

In conclusione

Secondo me, lo sguardo di Salgari sul futuro non è poi molto ottimista. E, noi terrestri del Duemila, non possiamo davvero smentirlo: le condizioni della vita sulla Terra sono complessivamente peggiori di quelle da lui immaginate.

 

Annunci

2 pensieri su “Emilio Salgari, LE MERAVIGLIE DEL DUEMILA #3 Mie riflessioni

  1. Pingback: Scrittrici e scrittori che preferisco, #0 | Antonella Sacco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.