Clifford D. Simak – L’anello intorno al sole

Il protagonista del romanzo, pubblicato nel 1952, è uno scrittore, scapolo e solitario, Jay Vickers.

La sua agente, Ann, gli fissa un appuntamento con un certo Crawford, un tipo di New York che vuole offrirgli molti soldi per un lavoro. Jay, che non abita nella metropoli ma in una cittadina, si reca dal suo meccanico a cui aveva lasciato l’auto da riparare perché vorrebbe usarla per andare a New York. Il meccanico gli consiglia invece di prendere l’autobus e ordinare una nuova automobile che si chiama Aeterna e che non ha bisogno di manutenzione ma solo di benzina, perché, dando in cambio la sua vecchia vettura senza ripararla, l’acquisterebbe a un prezzo molto conveniente.
Oltre a questo nuovo tipo di auto sono presenti sul mercato, da qualche tempo, altri prodotti destinati a durare per sempre, come lampadine che non si bruciano e lamette che non perdono il filo. Tutti questi oggetti sono caratterizzati da un prezzo molto basso. Inoltre, quando si sono verificate le ultime carestie, un laboratorio ha realizzato la “sintesi degli idrati di carbonio” e ha poi distribuito gratis i suoi prodotti alle popolazioni colpite, salvandole dalla decimazione.
Ann e Jay incontrano dunque Crawford e l’uomo, dopo aver premesso che “Questa è la storia di un mondo con le spalle al muro”, descrive gli effetti devastanti sull’economia mondiale e sulla società originati dalla diffusione dei prodotti destinati a durare in eterno. Dato che lui e la potente organizzazione di cui fa parte, così come altre simili nelle altre nazioni, non sono riusciti a trovare un modo per fermare questa invasione, vuole incaricare Jay di scrivere un libro in cui, raccontando gli esiti delle ricerche effettuate (da Crawford e gli altri) sulla presunta società costruttrice di oggetti eterni, dimostri alle persone che è pericoloso, per loro e per il futuro della società, acquistare e usare questi prodotti.
Jay rifiuta il denaro e l’incarico, sente che deve rifiutare.
Il giorno successivo sparisce un suo vicino di casa, un uomo anziano e solitario con cui Jay aveva avuto, al ritorno da New York, una strana e intrigante conversazione a proposito di “immense riserve di conoscenza” che dovrebbero essere “lassù” fra le stelle, una conoscenza da raggiungere “con le nostre menti”. L’amico meccanico informa Jay che gli abitanti del quartiere sono certi che lui abbia ucciso il vicino, nascondendone poi il cadavere: lo scrittore deve quindi fuggire per non essere linciato.
Jay prende allora la sua nuova auto, una di quelle eterne con cui ha scambiato la vecchia da riparare, e si mette in viaggio verso il paese in cui è nato e in cui ha vissuto la giovinezza, alla ricerca di una spiegazione su quanto sta succedendo a lui e intorno a lui. Nella vecchia casa ormai disabitata gli tornano alla mente ricordi dimenticati che gli aprono le porte per svelare il mistero in cui si è trovato immerso e gli suggeriscono come nascondersi agli uomini che lo inseguono perché guidava l’auto eterna: in un mondo parallelo, in cui trova robot, androidi e persone.
Un po’ per volta Jay capisce cose su di sé che non aveva mai capito, ne scopre di nuove e ottiene rivelazioni e spiegazioni su quanto sta accadendo. Da vittima di un apparente complotto ordito contro l’umanità dai costruttori di oggetti eterni Jay ne diventa un protagonista.
Aggiungere altro sulla trama sarebbe (troppo) spoiler, quindi mi fermo.

Androidi, robot, mondi paralleli: questi gli elementi di fantascienza fra i quali si svolge la vicenda di Jay Vickers, e tramite cui Simak traccia una critica e/o una preoccupazione per lo stato della società umana, che non riesce a trascorrere nemmeno un giorno senza che da qualche parte, o meglio in più parti della Terra, vi sia guerra e violenza e in cui il consumismo e il desiderio del denaro vanno avanti a tutto.
Se si pensa che dalla stesura del romanzo ad oggi sono trascorsi più di 60 anni e la situazione socio-politico non è migliorata, anzi, viene da pensare che i grandi scrittori di fantascienza siano delle Cassandre inascoltate. Certo, anche adesso film, serie tv e romanzi apocalittici hanno molto successo. Si vede che è molto più divertente immaginare come l’umanità andrà a finire (uso il verbo finire nella sua accezione di terminare) che cercare un modo per migliorare il mondo in cui viviamo nella realtà, un mondo che è sempre più “con le spalle al muro”.

(fra virgolette le parole del romanzo)

 

E adesso qualche citazione

(dall’edizione italiana di Libra Editrice, traduzione di Roberta Rambelli)

pag 95
Anch’io avevo una trottola così, da bambino, ma adesso non ne fabbricano più. Non so perché… hanno smesso così, penso. Ci sono troppi giocattoli di tipo nuovi, sofisticati, automatici, a batteria, pieni di luci e di colori e di meccanismi complicatissimi, giocattoli che sanno fare tutto e insegnano tutto e sono più perfezionati delle macchine che li costruiscono. Ma non c’è niente che valga una buona, vecchia trottola. E ora non le fanno più. Un vero peccato.”

pag. 106 e 107
Vickers alzò gli occhi verso la ragazza, e vide che aveva una faccia qualunque.

Era il volto di coloro che non osavano parlare con se stessi, coloro che non potevano rimanere soli neppure per un momento, coloro che erano stanchi senza sapere di essere stanchi e impauriti senza sapere di che cosa avevano paura.

La gaiezza non bastava più, il cinismo si era esaurito, la disinvoltura non era mai stata altro che una difesa temporanea. Perciò adesso la gente cercava la droga della finzione, e ciascuno si identificava con un’altra vita e con un altro tempo e un altro luogo… al cinema o alla televisione o nel movimento Finzionista. Ed erano quelli che erano più forti, quelli che non cercavano un sollievo nella violenza o nella droga vera. Perché, fino a quando eri qualcun altro, non avevi bisogno di essere te stesso.
Ed era spaventosamente difficile, e sconvolgente, essere se stesso.

Pag. 116
Il mondo che hanno costruito, … non è molto bello, sa. È stato costruito con troppo sangue e troppa infelicità, e troppe ossa mescolate nella calce. Nel corso di tutta la sua storia non c’è quasi stato un anno in cui non vi sia stata, in qualche angolo della Terra, la violenza… ma cosa dico, un anno? Un mese, un giorno. E non parlo della violenza del singolo, non parlo della violenza che è propria delle cose di ogni giorno, parlo di quella organizzata, ufficiale.”

pag. 135
Tutto normale… apparentemente.
Ma sotto a tutto questo scorreva un torrente di barbarie, un torrente antico e oscuro e spumeggiante che non aveva mai cessato di fluire nelle distese insondate della mente umana. Dietro a tutto, dietro la facciata della civiltà, il presente stava in agguato nella caverna, per impedire l’avvento del futuro.

 

Annunci

3 pensieri su “Clifford D. Simak – L’anello intorno al sole

  1. Pingback: 2014: i libri ed ebook che mi sono piaciuti di più | Antonella Sacco
  2. Pingback: Clifford D. Simak – La casa dalle finestre nere | Antonella Sacco
  3. Pingback: Empire – Clifford Donald Simak | Antonella Sacco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...