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Storie su scrittori e scrittura

Mi hanno detto che agli editori non piace pubblicare romanzi con scrittori come protagonisti.
Io, invece, li leggo volentieri. E ne scrivo anche.

Perché mi piace leggerli? Credo che sia perché spesso nella storia c’è un’ulteriore storia, che è quella che sta scrivendo, vorrebbe scrivere o ha scritto lo scrittore protagonista. Non sempre è così, talvolta il fatto che il personaggio sia un autore non ha lo scopo di puntare i riflettori sulla scrittura e la storia si svolge seguendo altre vie.

Perché ho scritto romanzi e racconti su scrittori e scrittrici? In questo caso la risposta è più difficile. L’idea per una storia, sia essa breve o lunga, nasce di solito all’improvviso, dal nulla o da una parola o frase udita, da un’immagine vista, da un’altra storia o fatto accaduto. Non tutte le idee che vengono accolte nella mia mente diventano storie. Vuoi per il tempo che manca, vuoi perché non le sento abbastanza per costruirci intorno un racconto.
Così, il fatto che abbia pubblicato due romanzi e diversi racconti su scrittori e scrittura dipende in primo luogo dal caso, o, più facilmente, dal mio subconscio che dapprima mi suggerisce uno spunto e poi la spinta per svilupparlo. In sintesi, intendo dire, che non ho scelto a priori di scrivere di scrittori, ma fra i personaggi che ho accolto e di cui ho narrato le storie, diversi erano scrittori.

Fra i romanzi che trattano di scrittori o scrittura ho letto:

La verità sul caso Harry Quebert” di Joel Dicker

La pazza di casadi Rosa Montero

L’arte di correre” di Murakami Haruki

L’informazione” di Martin Amis

Il ghost writer” di Robert Harris

Notizie sull’autore” di John Colapinto.

I miei romanzi sull’argomento sono “ Il prossimo best seller ” e “La grande menzogna”.

E voi, conoscete altri romanzi su scrittori? Vi va di aggiungerli alla mia lista?

 

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Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 31 gennaio

Zane Grey

(1872 – 1939), scrittore statunitense.
Quando ero ragazzina ho letto tantissimi dei suoi romanzi di avventura, tutti ambientati nel Far-West.

Mariella Bettarini

(1942), scrittrice e poetessa italiana.
Di lei ho letto alcuni testi dalla rivista “L’area di Broca” e due libri: “Haiku di maggio” e “Il libro degli avverbi“. Scrittura raffinata e poetica.

 

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Ancora in calo il trend di incremento mensile nel numero degli ebook pubblicati (al 30 Gennaio 2015)

Dal confronto del numero degli ebook in vendita sullo store amazon.it fra il 30 dicembre 2014 e il 30 gennaio 2015 si rileva che il numero degli ebook in lingua italiana è aumentato ancora, ma di una percentuale minore rispetto al mese precedente, quando già si era notato un lieve calo rispetto ai dati di novembre.

Gli ebook classificati come “Arte, cinema e fotografia” fanno riscontrare l’incremento maggiore, seguiti dai “Rosa” e da “Letteratura erotica”. 

 tabella ebook numeri dic 2014 - gen 2015

 

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La grande menzogna, incipit

Quello che segue è l’incipit de “La grande menzogna”, il romanzo che ho pubblicato alla fine di gennaio 2015.

cover La grande menzogna

Non così. Non era affatto così che aveva immaginato il suo futuro.
Hank sospirò e posò con violenza il bicchiere appena asciugato sulla mensola, scaricando nel gesto la frustrazione di essere solo un cameriere tuttofare in quel vecchio bar in cui non aveva nessuna intenzione di restare ad ammuffire. Il problema era che la fortuna sembrava averlo cancellato dalle sue liste e non gli offriva alcuna opportunità di miglioramento. Comunque prima o poi le cose sarebbero cambiate. Dovevano cambiare.

In quel momento il primo cliente della serata fece tintinnare l’acchiappasogni appeso sopra la porta. Anche l’acchiappasogni era vecchio e aveva perso almeno metà dei suoi pendenti, ma Bert Dassel, il principale di Hank, si era arrabbiato quando gli aveva suggerito di toglierlo perché era un portafortuna regalatogli da una vecchia amica. Hank alzò la testa: l’uomo appena entrato era il tipo solitario che capitava di quando in quando. Dassel sosteneva che avesse una relazione clandestina, ma secondo Hank la cosa era altamente improbabile, doveva essere piuttosto un impegno di lavoro a portarlo lì.

Come ogni volta l’uomo sedette al tavolo d’angolo, sulla panca di legno scuro che in un tempo remoto era stata imbottita.
Hank posò lo strofinaccio e si diresse verso di lui.
Il solito?” Aveva imparato che alla maggior parte dei clienti piaceva che si ricordasse cosa consumavano abitualmente.
Sì, ma anche dell’acqua naturale, per favore.”
L’uomo tossì più volte e Hank notò che era molto pallido.

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Leggendo

Sto leggendo “Doctor Sleep” di Stephen King, sono circa a metà.

Quasi all’inizio della storia il protagonista, Danny (il bambino di “Shining”) arriva in una cittadina e nel suo parco in cui c’è una Microcittà, con tanto di treno.

Questa cosa mi ha subito richiamato alla mente il luna park di “Joyland”.
Anche fra i protagonisti dei due romanzi trovo qualche somiglianza, almeno per ora. Forse perché sono due giovani uomini. E i loro nomi iniziano entrambi per “D”: Danny e Devin.

Mi pare che le somiglianze finiscano qui, in “Doctor Sleep” c’è anche un sacco di brutta gente.

 

Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 28 gennaio

Colette

(1873 – 1954), scrittrice francese.
Di lei ho letto cinque romanzi, ma non ho molto feeling con le sue storie e la sua scrittura.

Arnaldur Indriðason

(1961), scrittore islandese.<
Di lui ho letto due gialli: “La voce” e “La signora in verde“; non mi sono dispiaciuti. Più che altro trovo che i romanzi scritti da autori del Nord Europa e ambientati nelle loro terre mi offrano delle finestre da cui intravedere un poco come si svolge la vita quotidiana in quei paesi.

Concetta D’Orazio

(1968), scrittrice italiana.
Autrice self che apprezzo molto e di cui ho letto quasi tutti i testi pubblicati. Ha una scrittura raffinata e molto curata e offre al lettore molti bei personaggi femminili. Il suo ultimo romanzo è “La fragranza dell’assenza“. Qui l’intervista che le ho fatto.

 

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PECORE CON GLI SCARPONI, #1

Laura e le pecore

Sulla vestaglia color latte acquistata a un grande magazzino erano stampate piccole pecore dalle gambe sottili che calzavano grossi scarponi colorati: rossi, verdi, blu. Le pecore erano molte e occupavano quiete l’intero pianeta costituito dai suoi centodue chili, davvero troppi per il diametro, ovvero per la sua altezza di un metro e sessantuno.

Oltre alle pecore con gli scarponi le tenevano compagnia un libro, un lavoro a maglia e il telecomando della televisione, al momento spenta. Era seduta su una sedia in plastica con i braccioli, con in mano una biro e un blocchetto, intenta a compilare la lista della spesa che avrebbe fatto al supermercato.

Le pecore sorridevano e anche lei, né le une né l’altra sapevano bene perché.

Forse solo perché sorridendo è più facile tirare avanti. Sempre che una ci riesca. Comunque, fino a che una ci riesce.

Lei fino a quel momento c’era riuscita, nonostante difficoltà, delusioni, abbandoni, fatica, solitudine. Le pecore ci riuscivano semplicemente perché qualcuno le aveva disegnate così, con quel sorriso tranquillo, pacato, appagato.

Abbassò gli occhi sul foglio: detersivo delicato per lavatrice, spugne per lavare i piatti, yogurth, biscotti, crackers, prosciutto, pizza surgelata, uova. Cos’altro le serviva? Di cosa si era dimenticata? C’erano almeno altri due o tre oggetti di cui aveva bisogno, era sicura di averli individuati mentre sparecchiava. Pigramente si alzò e andò a controllare nel frigorifero.

Sembrava che non mancasse niente all’appello. Lo stesso nel mobile che fungeva da dispensa. Sospirò sedendosi nuovamente. Erano quasi le undici, avrebbe completato l’indomani la lista. L’avrebbe messa sul comodino con la penna, per un’eventuale ispirazione notturna.

In realtà non aveva molta voglia di andare a letto, benché si sentisse stanca. Avrebbe voluto qualche cosa da fare, qualcuno con cui uscire, parlare. Era abituata alla monotonia delle sue serate e di solito le trascorreva tranquilla apprezzandone i pregi, ma quella sera sembrava che la solitudine le premesse addosso da tutte le parti tanto da farle rimpiangere i tempi della scuola, quando poteva condividere i momenti tristi con Moira. Erano amiche amiche, allora, e stavano sempre insieme e quando non erano insieme si telefonavano per dirsi cosa passava loro per la mente, per consolarsi, per sfogarsi, per raccontarsi qualcosa. Quando erano giovani non c’erano né cellulari né internet, ma non avrebbero potuto essere più vicine di quanto erano state.

Purtroppo con il passare degli anni avevano smesso di vedersi quasi del tutto, forse perché le loro vite avevano preso strade diverse, Moira si era sposata e aveva due figli, o forse perché le cose belle non possono durare per sempre.

Una pecora con gli scarponi verdi la guardava dall’avambraccio sinistro, lei le restituì lo sguardo e nel farlo avvertì come un solletico sulla guancia, era una lacrima che scendeva lenta.

Non voglio piangere. Non serve.” Disse alla pecora. Però le tornò in mente quando aveva comprato la vestaglia, due anni prima al supermercato, e pensò che la sua era una vita da supermercato, né più né meno come la vestaglia. Tutto quello che faceva era da supermercato, lavorare, mangiare, dormire, leggere, ascoltare musica, sì anche il suo amato Chopin: una massa di azioni e di cose in cui affogare, smarrirsi, poi prendere questo e quello e quell’altro ancora per sentirsi alla fine sempre più vuota.

Accidenti che serata no.” Sussurrò. Eppure durante la giornata non era successo nulla che giustificasse quello stato d’animo. Eppure le pecore sulla vestaglia avevano davvero l’aria simpatica e la musica di Chopin era stupenda, anche se lei non la capiva e non riconosceva una nota dall’altra, ma amava quella melodia e non si stancava mai di ascoltarla.

Si impose di reagire, non aveva senso lasciarsi andare alla tristezza, probabilmente era solo troppo stanca, la sera prima si era addormentata alle tre, per finire un romanzo. Controllò che la porta di fuori fosse chiusa a chiave e si infilò nel letto con un nuovo libro; dapprima dovette costringersi a leggere, ma dopo poche pagine i segni neri la circondarono con la loro magia, la stregarono e lei sparì, si cancellò, immersa nella storia come in un universo parallelo.

 

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Almanacco: scrittori nati il 27 gennaio

Giovanni Prati

(1814 – 1884), poeta italiano.
Ricordi di scuola

Lewis Carroll

(1832 – 1898), scrittore e matematico britannico.
Di lui ho letto “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, in inglese con a fronte la traduzione di Aldo Busi.

Giuseppe Prezzolini

(1882 – 1982), scrittore e editore italiano.
Ricordi di scuola.

Marco Malvaldi

(1974), scrittore italiano
Di lui ho qualche giallo, ambientati tutti in un paese costiero della Toscana. Il protagonista è il proprietario del Bar Lume, di cui ho trovato un esempio nell’isola d’Elba, come si può vedere dalla foto. Ho letto poi anche “Odore di chiuso” e “Negli occhi di chi guarda“.

Bar Lume