tutti i morti

Non volevo commentare i fatti di Francia, ma siccome avevo messo come profilo su Facebook la frase “Je suis Charlie” e poco fa l’ho cambiata, ho scritto due parole.

tutti i morti

Credo che ammazzare sia sempre e comunque un atto sbagliato, nessun essere umano può arrogarsi il diritto di vita e di morte di altri esseri umani (secondo me neppure di animali).

Così io non sono solo Charlìe perché mi è più vicino, ma sono anche le morte e i morti ammazzati che mi sono più lontani: le bambine e i bambini costretti a guerre che non possono comprendere, gli abitanti dei villaggi africani trucidati, i prigionieri politici e non condannati alla pena di morte e torturati sia negli stati asiatici che nei civili Stati Uniti e non solo, i desaparecidos di sempre, dell’America Latina e non solo, tutte le persone uccise da criminali, da apparati statali, da polizie, da familiari, da guerre, persone di cui non so e non saprò mai nulla. Tutti, senza alcuna distinzione.

So che queste forme di manifestazione non servono a nulla e sono anche ipocrite, perché me ne sto tranquilla alla mia scrivania a battere sui tasti del mio pc.

Però mi sembra una rettifica doverosa. E doveroso mi sembra aggiungere che non credo alle “guerre di religione”, né all’”esportazione della democrazia”: il motore di tutto è solo la brama di denaro e di potere.

 

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