Pubblicato in: Riflessioni, Scrittura

Trend di incremento mensile nel numero degli ebook pubblicati (al 28 Febbraio 2015)

Dal confronto del numero degli ebook in vendita sullo store amazon.it fra il 30 gennaio e il 28 febbraio 2015 si rileva che il numero degli ebook in lingua italiana è aumentato ancora, e anche la percentuale di aumento è tornata a crescere.

Questo mese ho rilevato anche il numero degli ebook per alcune “sotto categorie”: Letteratura e narrativa, Libri per bambini e ragazzi; Fantascienza, Horror e fantasy. Per effetto dell’inserimento di un ebook in più categorie la somma degli ebook di una sotto categoria è maggiore del numero degli ebook della categoria.

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Almanacco: scrittori nati il giorno 1 marzo

Marco Valerio Marziale

(40 – 104), poeta romano.
Ricordi di scuola.

Beppe Fenoglio

(1922 – 1963), scrittore, partigiano e traduttore italiano.
Di lui ho letto diverse cose, tutte oltre trent’anni fa, fra cui “Il partigiano Johnny”, che ho amato moltissimo e, di recente, “Una questione privata“, che ho trovato altrettanto bello.

 

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Almanacco: scrittori nati il 28 febbraio

Philip Reeve

(1966), scrittore e illustratore inglese.
Di lui ho letto due libri per ragazzi, di cui uno prevalentemente YA: “Freya delle lande di ghiaccio“. In questo romanzo (che è il secondo episodio di una saga, che inizia con “Macchine mortali“), fantasy-distopico, dimostra una notevole inventiva.

 

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Almanacco: scrittori nati il 27 febbraio

John Steinbeck

(1902 – 1968), scrittore statunitense.
Premio Nobel per la Letteratura nel 1962.
È un autore che ho amato molto. I suoi libri che preferisco? “La valle dell’Eden” e “Quel fantastico giovedì“, a quest’ultimo è legato anche un ricordo della mia adolescenza: un’amica che me lo aveva consigliato.

James Leo Herlihy

(1927 – 1993) scrittore statunitense.
Di lui ho letto molti anni fa (quando uscì anche l’omonimo film) “Un uomo da marciapiede”, un romanzo molto triste.


Pubblicato in: Almanacco

Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 26 febbraio

Victor Hugo

(1802 – 1885), poeta, drammaturgo e saggista francese.
Di lui ho letto “I miserabili” e “Notre dame de Paris“; il primo in particolare mi è piaciuto molto, il protagonista Jean Valjean è davvero indimenticabile. Per la sua bontà trovo che sia simile al principe Myskin de “L’idiota” di Dostoevskij.

Elizabeth George

(1949), scrittrice statunitense.
Di lei ho letto qualche giallo.

Michel Houellebecq

(1956), scrittore, saggista e poeta francese.
Di lui ho letto “Le particelle elementari“, ma non ne ricordo gran che.

Pubblicato in: Libri

Roberto Bonfanti, scrittore

Da tempo volevo scrivere qualcosa su questo scrittore, che pubblica come self ma non solo, dato che uno dei suoi romanzi è uscito da poche settimane per un editore americano.
Il primo libro di Bonfanti che ho letto è stato “La vita è dura nei dettagli”, un giallo molto originale, il cui essere giallo si svela quasi solo alla fine. Dato che mi è piaciuto, sia come storia che come stile, ho poi letto diverse altre cose di questo autore, apprezzandole tutte.
Roberto Bonfanti al momento ha all’attivo diversi ebook, tutti caratterizzati da una scrittura con cui ho molto feeling: essenziale ma non banale né sciatta, anzi precisa, spesso velata da una lieve ironia che talvolta, soprattutto in alcuni racconti, diviene la nota principale. È una scrittura che sotto l’apparente semplicità è invece profonda e dà origine a storie e personaggi di spessore e credibili.

Ecco una breve descrizione degli ebook che ho letto.

La vita è dura nei dettagli – romanzo

Un romanzo che conquista il lettore, dal ritmo incalzante e dal colpo di scena finale. È originale la scelta di narrare la vicenda dal punto di vista dei vari personaggi, tutti ben caratterizzati. La storia viene così svelata per approssimazioni successive, le varie sfaccettature trovano una convergenza nel capitolo finale, in cui la voce è quella del protagonista, Claudio.
Il linguaggio è intonato ai vari punti di vista e risulta sempre fluido, mai ridondante.

cover La vita è dura nei dettagli

Cose che si rompono – romanzo

Le vicende dei protagonisti de “La vita è dura nei dettagli” proseguono in questo romanzo, che ha gli stessi pregi del precedente, fra cui, mi piace ribadirlo, una scrittura pulita ed essenziale ma sempre precisa.
In “Cose che si rompono” i personaggi, coinvolti loro malgrado in una vicenda delittuosa dagli esiti inattesi, mostrano ancora una volta e di più la loro umanità: difetti, dubbi, paure. È evidente, in particolare, la difficoltà che hanno a comunicare e a esprimere, senza essere fraintesi, ciò che sentono, perfino alle persone a cui tengono di più: una problematica con cui più o meno ci scontriamo o ci siamo scontrati tutti e che perciò ce li fa sentire particolarmente vicini.

Entrambi questi romanzi costituiscono le prime due parti di una trilogia, il cui episodio finale dovrebbe essere disponibile nell’estate 2015.
Nel mese di gennaio 2015 è stata pubblicata, in formato cartaceo, l’edizione inglese del primo romanzo, con il titolo “Life is Hard in the Details”.

Come un granello di sabbia – racconti

Leggendo questi racconti non ho potuto fare a meno di avvicinarli a certi di Raymond Carver; apprezzo molto la prosa asciutta di Bonfanti che non è mai approssimativa e che, a differenza di quella dello scrittore statunitense, si colora di una dose di ironia (e anche autoironia) che ha un sapore tutto toscano e che trova la sua massima espressione in quell’esplodere di fuochi d’artificio che è la piece con cui si conclude la raccolta.

Storie di ordinaria fonia – racconti

Per meglio dire ordinaria umanità con una spruzzata di ironia.
Lo sguardo del tecnico del suono, personaggio a un tempo spettatore e protagonista, registra scene di varia umanità, sopra e intorno ai palchi dei concerti e degli spettacoli. Ne risulta una galleria di immagini ironiche, a volte tenere, a volte sul filo dell’assurdo; una serie di schizzi molto godibili che la scrittura essenziale dell’autore riesce a rendere al meglio.

La conferenza mediatica del Professor Leonard Knowall

Il professore ci intrattiene in una piacevole e stimolante conferenza, con citazioni interessanti e osservazioni divertenti. Espone le sue opinioni in modo arguto spaziando su diversi argomenti: scrittura, scrittori, musica, informatica.
Un breve testo ben scritto, un monologo che potrebbe essere rappresentato in teatro, e che è già corredato di una colonna sonora, quella costituita dalla sequenza di musiche che il professore mette come sottofondo alla sua conferenza.

Concludo riportando, come nota biografica, queste poche righe, scritte da Roberto Bonfanti stesso: “Sono nato nel secolo scorso. Anzi, nel millennio scorso. Sarà per questo che non mi sento più tanto giovane? Di mestiere faccio il tecnico audio nel settore dello spettacolo. Ho da molti anni il “vizio” di scrivere, un po’ di tutto, racconti, poesie, riflessioni, ma solo negli ultimi tempi ho concretizzato in una forma più razionale le mie creazioni.”

Roberto Bonfanti tiene anche un blog: http://chiacchieredistintivorb.blogspot.it/ e un sito personale: http://noiseridermusic.wix.com/robertobonfanti.

 

Pubblicato in: Almanacco

Almanacco: scrittori nati il 25 febbraio

Carlo Goldoni

(1707 – 1793, drammaturgo e scrittore italiano.
Ho letto e visto recitare in teatro alcune delle sue commedie. Un grande descrittore di caratteri e aspetti della psiche umana. Come tutti i grandi ancora attuale.

Frank G. Slaughter

(1908 – 2001), scrittore statunitense.
Di lui ho letto vari romanzi di cui, solitamente, il protagonista è un medico.

Aldo Busi

(1948), scrittore e traduttore italiano.
Di lui ho letto alcuni romanzi, fra cui “Vita standard di un venditore provvisorio di collant“, che ho trovato molto ben scritto, con personaggi veri ma molto triste, quasi del tutto senza speranza.

 

Pubblicato in: Libri, Racconti

PECORE CON GLI SCARPONI, #6

Una cosa media

Le sue orecchie captarono la frase: “Una cosa media”, così alzò gli occhi, ma nel gruppo di ragazze assiepate davanti alla scrivania della collega nulla indicava chi l’avesse pronunciata.

Una cosa media. Ripeté mentalmente fra sé. Un’espressione che veniva dal passato, era abituale di una compagna del liceo, diceva così invece che “insomma” oppure “abbastanza bene” o “non c’è male”. Da tanti anni non l’aveva più sentita, né le era capitato di usarla.

A quel tempo, al tempo della sua adolescenza cioè, se n’era fatta un po’ una bandiera, trovava che le calzasse a puntino, lei stessa era una cosa media: né bella né brutta, né grassa né magra, né studiosa né svogliata, poco portata per gli sport ma nemmeno del tutto negata… insomma non eccelleva in niente, né in positivo né in negativo, non c’era niente che la facesse notare. Faceva parte della massa, non era sola ma neppure soffocata da troppe conoscenze, aveva i suoi impegni “sociali” ma anche un po’ di tempo libero.

Era proprio una cosa media, in tutto. Non ne era esattamente entusiasta, ma pensava che non potesse essere altrimenti.

Fino al momento in cui i suoi chili l’avevano trascinata oltre il confine.

La cosa buffa, se così si poteva dire, era che ancora non aveva capito se il cambiamento l’avesse rattristata o sollevata.

No, così non si poteva dire, non era per niente buffo. Era una domanda a cui DOVEVA saper rispondere. Eppure, per quanto si sforzasse, non riusciva decidere se era contenta, sia pure moderatamente, oppure rassegnata.

Quella frase aveva riaperto una ferita profonda. Laura se ne rese conto solo alcuni giorni dopo.

 

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Richard P. Feynman – Sta scherzando mr Feynman!

Citazioni tratte dall’edizione Zanichelli, trad. Sylvie Coyaud

Pag 26

Chissà come funziona la mente della gente: non impara attraverso la comprensione, impara in qualche altro modo, magari a memoria. Per cui il sapere è fragilissimo.

Pag 50

O quando qualcuno sostenne che se si beve Coca-Cola con l’aspirina si sviene di colpo. Dissi che era una balla, e mi offrii come cavia. La discussione si spostò su cosa fosse più pericoloso tra prendere l’aspirina prima della Coca-Cola, o subito dopo, o sciolta nella bibita. Buttai giù sei aspirine e tre Coca-Cola di fila: prima due pastiglie seguite da una Coca, poi due sciolte dentro, e infine una Coca seguita da due aspirine. Ogni volta i cretini che non mi credevano mi stavano intorno, pronti ad afferrarmi in caso di svenimento. Non accadde nulla, anche se quella notte dormii male: ne approfittai per fare qualche studio sulla cosiddetta funzione Zeta di Riemann.

Pag 70

Imparai una tecnica utilissima in laboratorio. C’insegnarono a tenere una provetta e, con la stessa mano, a toglierne il tappo usando il medio e l’indice, mentre l’altra mano rimaneva libera, per esempio per reggere la pipetta con cui si aspira il cianuro. Grazie a questo sono capace ancora oggi di tenere lo spazzolino con una mano e con l’altra di prendere il tubo del dentifricio, svitarne il tappo e perfino riavvitarlo.

Pag 133

Von Neumann aveva una teoria interessante: non ci si deve sentire responsabili del mondo in cui viviamo. Grazie a quel consiglio ho sviluppato un fortissimo senso di irresponsabilità sociale, e da allora sono stato un uomo felice.

Pag 266

Desideravo davvero imparare (a disegnare), per un motivo che non confidavo a nessuno: volevo esprimere l’emozione che provo davanti alla bellezza del mondo. È difficile metterla in parole, proprio perché è un’emozione.