PECORE CON GLI SCARPONI, #11

Nessun senso

Le mani fredde, la destra contratta sulla biro. Ebbe un brivido, era gelata dentro, come fosse scesa nelle viscere della terra, in una caverna profonda e oscura. Però, si disse, il centro della Terra è un nucleo di fuoco, perché invece sotto la superficie è freddo?

Che stupida, che importanza ha, si disse ancora, e perché faccio paragoni e uso metafore per dirmi come sto male, come mi sento senza senso alcuno.

Posò la penna, dopo aver aperto la mano con fatica. Aprì e chiuse il pugno più volte, stupendosi di questa possibilità come di un movimento mai sperimentato.

Nessun senso. Disse ad alta voce.

Nessun senso. Ripeté.

Come se non bastasse, in questo percorso assurdo verso la meta, certa ma ignota, sono sola. Non potrebbe essere altrimenti, si corresse. Siamo tutti soli, anche quelli che credono di non esserlo. Amicizia, amore, affetto: niente altro che palliativi, placebo, droghe. Occhiali rosa per non vedere l’assurdo.

E la cosa più assurda, sulle labbra le si disegnò un sorriso amaro, la cosa più assurda è che non posso neppure suicidarmi, perché mettendo fine al mio percorso lo renderei ancora più senza senso.

Senza senso e senza uscita.

I miei pensieri sono scivolati in una direzione che mi spaventa, stasera, mi hanno preso la mano e vanno lontano… neanche tanto poi, perché c’è lei, la morte con il suo mistero a fermarli. Le sbattono contro e si spezzano in frammenti taglienti che mi feriscono, mentre lei da ogni urto esce più forte.

Sospirò. Si sentiva stanca. Stanchissima. Guardò l’orologio, appena mezzanotte.

Sono stanca di pensare. Stanca di sapere che è tutto senza senso e di fingere di ignorarlo, giorno dopo giorno. Forse fingo nella speranza di poter capire, nella speranza che ci sia qualcosa da capire. Forse fingo per disperazione, perché non ho alternative. Nessuno ha alternative, anche se pensa di averle. Fanno come queste pecore: sorridono, indossano gli scarponi e via.

Laura era sempre più stanca, ma di andare a letto neanche a parlarne, non poteva, con certi pensieri in testa, non avrebbe dormito. Perché erano venuti a tormentarla proprio quella sera? Aveva trascorso una giornata piacevole e serena, perché adesso quella consapevolezza a rovinare tutto?

Forse proprio per farle notare che in realtà non aveva nulla di cui rallegrarsi.

 

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