Andrè Gide, I falsari – citazioni

Nell’attesa di trovare il tempo di scrivere le mi impressioni (molto positive) su questo romanzo di Gide, trascrivo alcuni dei periodi che mi hanno colpita. Sono solo una piccola parte dei brani che mi sono segnata come più interessanti; due sono sulla scrittura e due riguardano aspetti psicologici. (L’edizione che ho letto e a cui si riferiscono i numeri di pagina è dei Tascabili Bompiani, trad. Oreste del Buono, giugno 1995)

Pag. 120

“Aveva la brutta abitudine di contare sugli avvenimenti più che su se stessa.”

Pag. 332

Ho pensato spesso,” interruppe Eduard, “che in arte e, in particolare, in letteratura, contano solo quelli che si lanciano verso l’ignoto. Non si scoprono terre nuove senza accettare di perdere prima di vista e per molto tempo ogni terra conosciuta. Ma i nostri scrittori temono l’alto mare; non sanno che navigare vicino alla costa.”

Pag.390 (diario dei falsari)

Da notare, le acute osservazioni di W. James sulle abitudini (nel suo manuale di psicologia che sto proprio ora leggendo).
… “quando noi ci scaldiamo per un ideale astratto che misconosciamo in seguito nei casi concreti, pieni di dettagli spiacevoli. Ogni ideale in questo misero mondo è mascherato dalla volgarità delle circostanze nelle quali si realizza.

Pag. 413 (diario dei falsari)

Finito il libro tiro la riga e lascio al lettore l’incarico di eseguire l’operazione: addizione, sottrazione, poco importa: penso che non tocchi a me farla. Tanto peggio per i lettori pigri: io li desidero diversi. Inquietare: questa è la mia parte. Il pubblico preferisce sempre essere rassicurato. Molti scrittori lo fanno di mestiere. E sono anche troppi.

 

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Almanacco: scrittori nati il giorno 1 maggio

Vincenzo Cardarelli

(1887 – 1959), poeta, scrittore e giornalista italiano.
Ricordi di scuola.

Ignazio Silone

(1900 – 1978), scrittore e politico italiano.
Ho letto quasi tutti i suoi romanzi, è uno dei miei scrittori preferiti. Le mie letture risalgono a oltre trent’anni fa e non ricordo quale è stato il libro che ho amato di più. Certo mi è piaciuto molto “L’avventura di un povero cristiano“.

Giovannino Guareschi

(1908 – 1968), scrittore e giornalista italiano.
Ho letto e riletto la serie delle storie di Don Camillo e Peppone, tanti anni fa. Era una lettura gradevole anche se non condividevo le idee esposte.