Intervista a Sara Cerri, autrice di “Danza, Isadora Duncan”

Sara Cerri è l’autrice del settimo libro pubblicato nella collana I Gufi de Il villaggio Ribelle di David and Matthaus dal titolo “Danza, Isadora Duncan”.

cover Danza Isadora

  1. Dopo aver letto la storia di Isadora Duncan nel tuo romanzo dedicato alla sua vita, mi sembra superfluo chiederti perché hai deciso di raccontare qualcosa di questa grande danzatrice anche a un pubblico giovane. Però lo faccio lo stesso, magari ci sono aspetti di questa scelta che ti preme sottolineare.

Conoscendo la storia di Isadora oramai molto a fondo non mi stancherei mai di divulgarla, per un grande affetto e stima che mi legano a questo personaggio e a un lavoro – il romanzo: Isadora Duncan – che mi ha visto impegnata per circa dieci anni, anche se non continuativi, di scrittura e di padronanza del suo vissuto. Quando si scrive tanto di un personaggio, dopo aver tradotto tanti documenti e aver srotolata, in questo caso, la sua vita e il suo pensiero di fronte agli occhi, succede che il personaggio ti abiti un po’ dentro. È accaduto che proprio lei stessa, quando avevo una pallida idea di dar forma a un Gufo in suo onore, mi abbia preso per mano indicandomi il modo giusto di farla rivivere, questa volta in un libro per bambini. Il mio libro è dedicato ai piccoli lettori che amano la danza – è consigliato ai lettori dai dieci anni – e non escludo i ragazzini, perché questa disciplina, oggi, è molto amata anche dai maschi che partecipano a lezioni di danza moderna o altri balli contemporanei come ad esempio la danza Hip pop, il Modern jazz o altre discipline attuali di cui Isadora è considerata la madre.

  1. C’è qualche elemento che riguarda Isadora su cui hai posto l’accento nella tua storia?

Fu Isadora Duncan – insieme a Loïe Fuller e Ruth St. Denis – tra ‘800 e ‘900 a imporsi sulla scena mondiale sviluppando la danza libera – ballando, davano luogo sul palcoscenico a veri e propri racconti – che poi dette origine ad una danza moderna rappresentata attraverso una propria armonia e da sistemi espressivi ed educativi assolutamente particolari. Il personaggio di Gilda mi ha offerto l’occasione di porre l’accento sulla libera espressione della danza in senso formativo, proprio come Isadora la concepiva. Gilda è una ragazzina che amerebbe ballare, imitando la bravissima madre, ma risulta pasticciona, inciampa e cade, non ha semplicemente trovato il modo di esprimersi, o forse ha perduto il contatto con se stessa, con la bambina che era capace di muoversi in libertà ascoltando il suo corpo, collegandosi alla natura, alla semplicità dei movimenti che possiedono i bambini piccoli che non sono ancora stati fuorviati dall’educazione che di solito impone movimenti rigidi e un allontanamento dal proprio essere. Ritrovare la capacità di un movimento originario, libero, magari al tempo di musica dettato dal mare, era ciò che Isadora predicava nelle sue scuole di danza. Desiderava infatti formare donne libere di camminare nel domani, di percorrere la propria strada, una concezione molto molto attuale. Così Isadora, nel mio libro, insegnerà a Gilda il segreto per trovare quella danza che la bambina cerca da tempo.

  1. Cosa vorresti che suscitasse in un giovane lettore questo tuo libro?

La voglia di conoscersi, amare il proprio passato per affrontare il futuro. Ciò che siamo stati non dovremmo mai perderlo per camminare verso il nostro domani. La pazienza, imparare ad amare se stessi, non aver paura di essere diversi dagli altri; spesso vogliamo essere qualcosa che non ci appartiene e conoscerci può farci superare uno stato di impasse, un incaglio, una situazione dalla quale non si riesce a uscire. Imparare a essere ciò che realmente siamo può catapultarci in una situazione nuova, migliore, più bella e giusta per noi.

  1. Quanto pensi che possa essere importante l’espressione attraverso l’arte per un bambino?

Penso che sia importantissima. L’arte è pazienza, disciplina, conoscenza, è imparare a misurare qualcosa attraverso noi stessi – e nel caso della danza ci insegna a rapportarci con lo spazio e con la musica – ci può dare la dimensione dei nostri pregi, delle nostre qualità nascoste, della personale interiorità, della propria cifra necessaria ad affrontare i nostri talenti, poiché ognuno ne possiede. Può aiutarci quindi ad amare molto ciò che facciamo. Direi che è essenziale per la formazione del carattere di un bambino.

  1. C’è qualcosa che vorresti dire, sul libro o su di te, che non ti ho chiesto?

Il libro Danza Isadora Duncan è dedicato a una bambina speciale nata da pochissimo e la dedica dice: A Gilda che danza sul tetto del mondo. Ma è una dedica che vorrei estendere a tutti i bambini che mi leggono, in fondo la vita è questo: un ballo calzante a noi stessi.

  1. Dato che sei la direttrice della collana I Gufi, puoi anticipare qualcosa sulle prossime pubblicazioni?

Non vorrei dare anticipazioni, molti autori stanno scrivendo, ho molti lavori da leggere. Non mi aspettavo questa grande adesione al progetto, questa grande passione che ognuno mette nel raccontare la sua storia. E sono storie diverse, appartengono a un passato lontanissimo, oppure molto recente e tutte riescono a stupirmi e ad emozionarmi. Perché è innanzi tutto questo che chiedo per i lettori de I Gufi: storie capaci di rivelare aspetti nascosti dei personaggi raccontati e capaci di dare un’emozione intensa che possa rimanere molto a lungo nel cuore di chi legge.

 

Grazie Sara per le tue risposte. È davvero fondamentale che i bambini e giovani sperimentino e comprendano il valore e il potere che l’arte ha e può avere nella vita di ciascuno.

Sara con il gatto Tigro

Per chi vuole approfondire la conoscenza con Sara Cerri e le sue opere qui di seguito ci sono i link ai suoi siti web e alla pagina Facebook dedicata a Isadora Duncan e curata da Sara.

www.saracerri.com

www.saracerri.it

https://it-it.facebook.com/pages/Isadora-Duncan/268157049881103

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Un pensiero su “Intervista a Sara Cerri, autrice di “Danza, Isadora Duncan”

  1. Pingback: “Una sola luce blu” – Sara Cerri * Segnalazione | Antonella Sacco

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