Youth, il film

Non ho ancora, volutamente, letto una sola riga su questo film. Quindi potrei scoprire dalle recensioni ufficiali che non ho capito nulla.

Va bene così. Penso che ognuno veda in un film o legga in un libro una cosa diversa dagli altri, a volte simile a ciò che vedono/leggono tutti e altre volte molto diversa.

Comincio con il dire che il film mi è piaciuto molto. Mi è piaciuto l’uso delle scene e delle immagini, l’alternarsi dei silenzi e dei dialoghi con musiche o canzoni suonate a volume molto alto. Mi è piaciuta l’ambientazione, in un grande hotel-beauty farm-stazione termale nelle Alpi svizzere (Davos), che mi dava l’idea di un luogo senza tempo (l’atmosfera mi ha ricordato, vagamente, altri film fra cui L’anno scorso a Marienbad), e ho apprezzato molto i paesaggi montani, per i quali ho una predilezione (amo la montagna).

Il protagonista è Fred Ballinger, un anziano musicista che si è ritirato dalle scene, compositore e direttore d’orchestra; fra gli altri ospiti dell’hotel ci sono: Mick Boyle, amico di Fred fino dalla gioventù e consuocero, regista; Lena, la figlia di Fred e un attore di nome Jimmy Tree.

Ci sono poi molti personaggi minori, ognuno dei quali, anche se appare per pochi secondi, ha una sua ragione d’essere e di essere così come si presenta e di fare quello che fa (se fa qualcosa): secondo me non c’è in tutto il film una parola o un’immagine di troppo né una che manca. Ogni elemento è essenziale per la riuscita dell’intera storia, è un frammento di un unico collage. Fra gli altri ospiti: un monaco buddista sempre immerso in meditazione, alla ricerca la levitazione; Miss Universo; un istruttore di alpinismo.

Non riassumo la trama, la si può trovare in rete.
<align=”JUSTIFY”>Mi soffermo invece ad annotare qualcosa fra quanto mi ha colpita di più, qualche episodio, qualche citazione, per così dire.

Fred ha composto molta musica importante, ma la maggior parte delle persone lo conosce come l’autore delle Canzoni Semplici, cosa che lo infastidisce; anche Jimmy ha recitato in molti film ma tutti ricordano solo quello che secondo lui è stata una leggerezza: quello in cui aveva il ruolo di un robot. Così, quando una bambina, anche lei ospite dell’albergo, dice a Jimmy “Ti ho visto recitare”, lui pensa al film sui robot: invece lei lo stupisce, parlandogli di un’altra pellicola, una in cui lui è un padre che accetta di incontrare il figlio solo quando questo ha quattordici anni e quando il figlio gli chiede perché non gli è stato vicino fino ad allora gli risponde “perché temevo di non essere all’altezza”; la bambina spiega che questa battuta è stata per lei una rivelazione che le ha cambiato la vita, facendole capire che nessuno è mai all’altezza.

Fred, passando per un corridoio, sente un bambino suonare al violino proprio una delle “Canzoni semplici”: si ferma ad ascoltarlo, poi gli dice di essere l’autore di quella musica e gli corregge la posizione del gomito; il bambino qualche giorno dopo lo ringrazia perché da allora riesce a suonare meglio: Fred gli risponde che siccome è mancino, quindi irregolare, (il bambino) deve suonare in modo irregolare.

Fred fa spesso degli scherzi a Mick, raccontandogli cose non vere a cui lui puntualmente crede; quando Fred fa notare a Mick: “Ci cadi sempre”, lui gli risponde:

” Io invento storie, per questo devo credere a qualunque cosa”.

Mick sta ultimando la stesura di un nuovo film (che definisce il suo testamento), aiutato in questo da alcuni giovani sceneggiatori; il gruppo sta lavorando sulla scena finale, in cui c’è un marito sul letto di morte con la moglie accanto: cosa dice l’uomo alla moglie come ultima frase? Oppure lui non dice nulla e parla solo lei?

La lunga scena finale mi ha emozionata particolarmente, per via della musica e di com’è composta la scena stessa e in essa i personaggi, i loro abiti e i colori: un ennesimo grande ed essenziale dipinto (mi limito a questo cenno per non svelare troppo della trama).

Forse potrei descrivere il film come una meditazione sulla vecchiaia e sulla vita, secondo me la storia raccontata è una sorta di scusa per suggerire spunti di riflessione, per offrire specchi in cui guardarsi. Non per nulla i protagonisti sono due artisti, due creatori: uno di musica e l’altro di storie.

Dati del film
regista: Paolo Sorrentino
interpreti: Michael Caine, Harvey Keitel, Jane Fonda, Paul Dano, Rachel Weisz

Voi avete visto il film? Cosa ne pensate?

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2 pensieri su “Youth, il film

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