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Breve viaggio d’acqua

Trovo che sia il titolo giusto per un breve articolo sul viaggio appena finito, non perché compiuto con mezzi acquatici ma perché ha attraversato luoghi d’acqua: Amsterdam, Leiden, Den Haag e la sua spiaggia Scheveningen, Strasburgo.

Quindi città bagnate da molta acqua o dal Mare del Nord.

Trovo difficile descrivere le impressioni che mi hanno suscitato, mi resta senz’altro più facile affidarle a qualche personaggio in qualche mia storia e, probabilmente, questo prima o poi avverrà.

Però qualcosa di ciascun luogo voglio ricordare, con l’ausilio di alcune immagini.

A Leiden e ad Amsterdam mi hanno stuzzicato la fantasia le imbarcazioni-abitazioni disposte lungo i canali Amsterdam imarcazioni-case     e i depositi di biciclette, anche su due livelli.                                                                                                              Leiden biciclette

A Scheveningen mi è piaciuta molto la larga spiaggia, con un bagnasciuga ampio e compatto

orme Scheveningen in cui i piedi non affondavano e quasi non lasciavano impronte, cosparso di gusci di conchiglie; e i tanti gabbiani, grandi, e i corvi, invece, piccoli.                                                                                                                     gabbiani Scheveningen

A Strasburgo mi ha colpita la cattedrale, così tesa verso l’alto, in ogni suo elemento, grande o piccolo; cattedrale Strasburgo esternoottima ambientazione per un intrigante mistero su arcane conoscenze, al cospetto dell’orologio astronomico.

cattedrale Strasburgo   orologio astronomico Strasburgo

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senza titolo #2

Sommersi dai rifiuti e dal superfluo forse non sappiamo più neanche immaginare qualcosa che non sia superfluo e che non sia destinato a diventare un rifiuto in brevissimo tempo.

Il caos esteriore è specchio della confusione interiore, e nello stesso tempo l’uno è causa dell’altro. Se riusciremo a mettere ordine fuori di noi, troveremo il modo per fare ordine anche dentro di noi e nell’ordine ci sarà possibile distinguere con chiarezza ciò che davvero conta, separare ciò che ha un valore ed è essenziale da ciò che è superfluo e che non ha senso accumulare. D’altro canto, recuperando i valori fondamentali per vivere in armonia con noi stessi, gli altri e l’ambiente che ci circonda, sapremo consumare solo quanto ci è necessario, utilizzandolo fino in fondo, e riciclandolo ogni volta che sia possibile.

(scritto nel 2009, ma sempre (più) attuale, direi)

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In biblioteca #2

Qualche giorno fa sono stata in biblioteca a riportare i libri letti e a prenderne un altro, uno solo perché ancora non ho finito quelli presi oltre due mesi fa. Fra un libro cartaceo e l’altro, infatti, ho letto diversi ebook (come si può vedere dai post “Libri letti nel mese di…).

Quindi adesso, la lista dei libri di carta è la seguente:

L’accademia dei sogni – William Gibson

La strada per Itaca – Ben Pastor

Il trono di spade – George R.R. Martin, che ho appena iniziato

Il giardino dei segreti – Kate Morton.

Via via scriverò le mie impressioni.

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We cats

gatto Madrid 1Roofs rhymes with cats, and it is not by chance, beacuse we are their masters, their lords. On moonlit nights, as in the darkest nights, the whole city is under our soft paws and we have dialogues with lighted windows and closed shutters, and send calls for news of distant friends. Our mustache explore the air and show us safe and mysterious paths, where our instinct guide us, from a gutter to a fireplace, from a terrace to the tower of an old church.

gatto Madrid 2

We watch over your sleep and invent dreams which will keep yuou company while you sleep. We, small and nimble, have big hearts; we, on which tales are told, WE ARE.

gatta bn
This is the english version of my short story “Noi gatti”, published in the ebook “Lo specchio: 27 racconti” (in italian).

(“Roofs rhymes with cats” is true in italian: “Tetti fa rima con gatti”.)





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#LaNotteBiancaDegliEbook

logo-notte-bianca

Sabato 20 giugno la notte si accende di stelle e ogni astro splendente porta verso un nuovo mondo fantastico. Anche quest’anno tra il 20 e il 21 giugno torna LETTI DI NOTTE, un progetto di Letteratura Rinnovabile, che dal 2012 vuole promuovere la letteratura.
Non è una notte qualunque. È una notte magica dove tutto può accadere intorno ai libri, una festa della lettura diffusa e simultanea lungo tutto lo stivale: ormai un fenomeno di costume.
L’idea parte da un libraio, Patrizio Zurru (Piazza Repubblica libri – oggi Officina dei libri, Cagliari) e da Claudia Tarolo e Marco Zapparoli (Editori Marcos y Marcos), che lanciano LETTI DI NOTTE, la grande notte bianca del libro e della lettura, in cui tutti i lettori condividono letture e storie in una notte bianca all’insegna della creatività, in oltre 250 luoghi dedicati ai libri in tutta Italia.

Blog Crossing (“Gli scrittori della porta accanto”, “Il Mondo dello Scrittore” e “Parliamo di libri”) partecipa con un invito alla lettura appetitoso, coinvolgendo non solo bravi autori derivanti dal Self Publishing ma anche Case Editrici che, ancora una volta, collaborano fra di loro per un fine comune: agevolare il lettore.

In questo caso, proprio in occasione di LETTI DI NOTTE, è stata predisposta una lista di oltre 120 titoli (consultabile anche sui blog “Gli scrittori della porta accanto”, “Il Mondo dello Scrittore” e “Parliamo di libri”), tutti in offerta per questa notte speciale a 0,99€, grazie alla disponibilità e collaborazione di Blog Crossing, Butterfly Edizioni, Edizioni Esordienti E-book, I Sognatori – Factory Editoriale, Lettere Animate, Nativi Digitali Edizioni e Zerounoundici Edizioni. L’OFFERTA È VALIDA SOLO IL 20 E IL 21 GIUGNO.

Quindi, se fino a ora vi siete lasciati sfuggire un autore o non siete riusciti ad approfittare di una precedente promozione, questa potrebbe essere l’occasione giusta per arricchire la vostra biblioteca virtuale. Ebbene sì, le offerte valgono per i formati digitali acquistabili solo dai link che vi proporremo. Questo perché, per poter aderire all’iniziativa e dare ai lettori una vasta scelta di libri in cui spaziare, non tutti gli editori riusciranno a predisporre tutti gli store online con l’adeguamento del prezzo per una notte.
Dunque, sostenete la cultura, sostenete gli autori che vi sono cari e lasciate che, per una notte, sia il fascino delle parole a guidarvi su percorsi inesplorati.

Trovate gli elenchi degli ebook ai seguenti link:

http://gliscrittoridellaportaaccanto.blogspot.it/
http://ilmondodelloscrittore.altervista.org/
http://www.parliamodilibri.net/

http://www.letteraturarinnovabile.com/

Evento su Facebook #LaNotteBiancaDegliEbook

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Gallerie e wormhole

Oggi sono passata, in auto, da una galleria che fa parte di una strada che percorro abbastanza spesso. Subito dopo essere entrata nella galleria un pensiero mi ha attraversato la mente: e se alla fine mi trovassi da un’altra parte, ovvero all’uscita di un’altra galleria, magari molto lontana, forse un traforo alpino…

Allora ho riflettuto sulla somiglianza fra una galleria siffatta (quella che avevo immaginato, con entrata nella mia città e uscita in un’altra nazione, ma solo dopo aver viaggiato per le poche centinaia di metri consuete) e un wormhole, l’ipotetico e intrigante tunnel che unirebbe due punti lontanissimi fra loro dello spazio-tempo.

Mi sono detta che, in fondo, il wormhole e la galleria che avevo immaginato per un istante sono (anche) l’espressione di un desiderio dell’essere umano, quello di poter raggiungere qualunque luogo e poterlo fare in un batter di ciglia.

Sbaglio nel credere che a molti sia capitato di fantasticare su qualcosa di simile? È invece una riflessione solo mia?

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Universo e occhi

Poco fa stavo guardando la trasmissione “Quark” in televisione. Un’osservazione di Piero Angela mi ha colpita, benché non si trattasse di un concetto nuovo per me, e mi è anche sembrato una sorta di collegamento fra teorie filosofiche che ho studiato a suo tempo e altri principi fisici.

L’osservazione è la seguente (ascoltandola o leggendola sembra ovvia, ma se qualcuno non ci induce a fermarci l’attenzione di solito non si realizza che le cose stanno così): nell’Universo tutto è buio. La luce infatti è costituita da onde elettromagnetiche che di per sé non hanno colore e non sono luminose. Solo uno strumento che le riceve le può interpretare come luce (e, direi, solo se è costruito per interpretarle così). In altre parole: la luce esiste solo perché ci sono occhi per vederla. Questo mi ricorda molto le affermazioni di alcuni filosofi per i quali il mondo è costituito dalle esperienze dei sensi, ovvero è reale solo ciò che cade sotto i nostri sensi (purtroppo non ricordo né nomi né concetti con maggiore chiarezza).

E mi fa venire in mente anche il concetto (della fisica) secondo cui l’osservatore influenza l’oggetto osservato: osservando (o interpretando) le onde elettromagnetiche come luce, i nostri occhi le stanno dunque trasformando?

Comunque, a parte i collegamenti (che io vedo ma che altri probabilmente non condividono) trovo questa riflessione davvero intrigante e potente. L’Universo, questo enorme sconosciuto in cui siamo immersi in certo senso non esiste se non in quanto gli esseri viventi (umani e tutti i loro strumenti, animali, piante, abitanti di altri pianeti) ne possono fare esperienza con i loro sensi. Sembra incredibile. Sembra assurdo. Invece è proprio così.

 

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PECORE CON GLI SCARPONI, #13

Il grande sonno

Anche quella mattina, mentre aspettava che l’auto davanti alla sua avesse finito di fare il pieno, Laura cercò di sbirciare il titolo del libro che il benzinaio aveva appoggiato sul ripiano vicino alla pompa: era aperto, con la copertina in su, ma troppo lontano perché potesse vederlo.

A volte giocava con se stessa, tentando di indovinare il titolo o almeno l’autore o il genere dei libri che vedeva leggere dalle persone che non conosceva: in fondo era un po’ il suo mestiere individuare il corretto abbinamento e in effetti spesso, quando aveva la possibilità di verificarle, le sue ipotesi si rivelavano giuste.

Appena fu il suo turno porse la chiave del serbatoio al giovanotto:

Venti euro, per favore.”

Fu subito dopo, al momento di pagare, mentre gli porgeva con due biglietti da dieci, che udì, stupita, la sua voce chiedere:

Cosa sta leggendo? Anche a me piace molto leggere.”

Un giallo, o qualcosa del genere. Di un americano.”

Le mostrò la copertina.

Il grande sonno di Raymond Chandler. Lo conosco, mi piace.”

L’ho appena iniziato.”

Il sopraggiungere di una station wagon la costrinse ad andarsene senza darle il tempo di rispondere, ma non le spiacque, anzi, si sentì sollevata. Era pentita per quella domanda che le era sfuggita dalle labbra, inopportuna e imbarazzante: lui avrebbe potuto credere che lei tentasse di attaccare discorso. Le aveva risposo in modo educato ma laconico, era chiaro che non gli interessava fare conversazione con lei. In realtà nemmeno lei intendeva fermarsi a chiacchierare: voleva solo un titolo. Si sentì ridicola ed essere fuggita grazie all’arrivo dell’altra auto non era una consolazione sufficiente.

Per tutto il giorno il pensiero di quel breve dialogo continuò a disturbarla, tanto le era poco abituale rivolgere la parola a una persona che non conosceva, se non per un motivo più che giustificato. Si domandò più e più volte cosa aveva pensato il benzinaio di lei, di sicuro non aveva creduto che quella grassona fosse davvero curiosa di sapere quale libro stesse leggendo. Cercò di consolarsi al pensiero che, di solito, gli altri si interessano a noi molto meno di quanto si immagina o si teme: probabilmente lui aveva già dimenticato l’episodio, se pure gli aveva prestato attenzione.

Prima di tornare a casa Laura non riuscì a non prendere in prestito Il grande sonno, erano passati diversi anni da quando l’aveva letto e non lo ricordava abbastanza bene. Ma abbastanza bene per cosa? si domandò uscendo dalla biblioteca con il tascabile in mano. Preferì non azzardare una risposta.


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Intervista a Laura Corsini, autrice di “Matilda e le cento chiese”

Laura Corsini ha scritto per la collana I Gufi de Il villaggio Il Villaggio Ribelle di David and Matthaus un libro dal titolo “Matilda e le cento chiese”, in cui parla di Matilde di Canossa, una donna davvero speciale.

Copertina Matilda

  1. Perché hai scelto Matilda?

È un personaggio che un po’ mi rassomiglia, è stata una donna moderna e combattiva, ha dovuto farsi valere, crearsi uno spazio suo in un mondo tutto maschile. Amava la cultura, la solitudine… e poi… perché ha fatto inginocchiare un imperatore nella neve, non è cosa da tutti, no? Io abito nella provincia di Modena, qui tutto parla di lei, i luoghi portano ancora l’impronta del suo piede, è una presenza ancora viva. È inspiegabile, la si respira nell’aria; qui tutti conoscono Matilda, anche i bambini piccoli. Il titolo poi è tratto da una leggenda, ma non voglio svelare di più.

  1. Perché scrivere una storia per bambini? È la prima volta?

No, in realtà io ho cominciato anni fa a scrivere romanzi per bambini e ho pubblicato “Il fantastico Hoppy” che parla di un problema molto grave legato all’infanzia, ma in modo fantasioso e adatto ai piccoli e “Il draghetto pensatore”, storia illustrata di un drago che trascorre tutta la vita, o quasi, da solo. Non credo che ci sia differenza tra scrivere per i bambini e per gli adulti, uno scrittore poi deve saper fare un po’ di tutto, è come il sarto che si specializza, magari, in abiti da donna, ma non sarà incapace di cucire un vestitino da bimbo. Punti e tagli… parole…

  1. Cosa pensi possa risultare più attraente/interessante per un bambino nella figura di Matilda?

Io ne restai affascinata a scuola, alle elementari, e posso dirti cosa colpì la me bambina: la incredibile forza e determinazione. Ai bimbi piacciono gli eroi.

  1. C’è qualche elemento che riguarda Matilda su cui hai posto l’accento nella tua storia?

Il silenzio. Era una bimba silenziosa, io la immagino così. Ebbe molto dolore nella sua vita, ma visse a lungo e riuscì a proteggere sempre la sua gente.

  1. Che tipo di relazione c’è fra Matilde e Giorgia, la bambina protagonista della storia?

Nessuna. A parte il nome della nonna, Matilda appunto, e una frase ascoltata dalla televisione, “Andare a Canossa” che la incuriosisce. Giorgia costituisce solo la cornice, secondo la linea della collana “I gufi”.

  1. Cosa vorresti che suscitasse in un giovane lettore questo tuo libro?

Semplicemente l’amore per la lettura. Sono stata una bimba che leggeva tanto, ho divorato tutti i libri della biblioteca di quartiere e li ho ancora nel cuore, quei volumi. I bimbi hanno gran memoria, non si scordano mai più di un amico che ha tenuto loro compagnia. Anche se questo amico è un libro.

  1. Hai altri progetti per bambini-ragazzi?

Diciamo che ho altri libri, come si dice, nel cassetto. Un progetto per l’ambiente scritto insieme a un’altra autrice e il romanzo “Il mistero del tangram” che per tante vicende è ancora lì, rintanato, che aspetta.

  1. C’è qualcosa che vorresti dire, sul libro o su di te, che non ti ho chiesto?

Insieme a questo libro è uscito anche un romanzo storico, sempre su Matilda, visto che quest’anno ricorre il nono centenario dalla morte. Si intitola “Ritorno a Canossa”, un personale omaggio alla mia Matilda. Riguardo al libro “Matilda e le cento chiese”? Ringrazio Serena Busiello che ha fatto delle bellissime illustrazioni.

Grazie Laura e buona fortuna per i tuoi progetti.

Laura C

Per sapere qualcosa di più su Laura Corsini e restare in contatto con lei:


http://www.sololibri.net/_Laura-Corsini-scrittrice_.html