PECORE CON GLI SCARPONI, #13

Il grande sonno

Anche quella mattina, mentre aspettava che l’auto davanti alla sua avesse finito di fare il pieno, Laura cercò di sbirciare il titolo del libro che il benzinaio aveva appoggiato sul ripiano vicino alla pompa: era aperto, con la copertina in su, ma troppo lontano perché potesse vederlo.

A volte giocava con se stessa, tentando di indovinare il titolo o almeno l’autore o il genere dei libri che vedeva leggere dalle persone che non conosceva: in fondo era un po’ il suo mestiere individuare il corretto abbinamento e in effetti spesso, quando aveva la possibilità di verificarle, le sue ipotesi si rivelavano giuste.

Appena fu il suo turno porse la chiave del serbatoio al giovanotto:

Venti euro, per favore.”

Fu subito dopo, al momento di pagare, mentre gli porgeva con due biglietti da dieci, che udì, stupita, la sua voce chiedere:

Cosa sta leggendo? Anche a me piace molto leggere.”

Un giallo, o qualcosa del genere. Di un americano.”

Le mostrò la copertina.

Il grande sonno di Raymond Chandler. Lo conosco, mi piace.”

L’ho appena iniziato.”

Il sopraggiungere di una station wagon la costrinse ad andarsene senza darle il tempo di rispondere, ma non le spiacque, anzi, si sentì sollevata. Era pentita per quella domanda che le era sfuggita dalle labbra, inopportuna e imbarazzante: lui avrebbe potuto credere che lei tentasse di attaccare discorso. Le aveva risposo in modo educato ma laconico, era chiaro che non gli interessava fare conversazione con lei. In realtà nemmeno lei intendeva fermarsi a chiacchierare: voleva solo un titolo. Si sentì ridicola ed essere fuggita grazie all’arrivo dell’altra auto non era una consolazione sufficiente.

Per tutto il giorno il pensiero di quel breve dialogo continuò a disturbarla, tanto le era poco abituale rivolgere la parola a una persona che non conosceva, se non per un motivo più che giustificato. Si domandò più e più volte cosa aveva pensato il benzinaio di lei, di sicuro non aveva creduto che quella grassona fosse davvero curiosa di sapere quale libro stesse leggendo. Cercò di consolarsi al pensiero che, di solito, gli altri si interessano a noi molto meno di quanto si immagina o si teme: probabilmente lui aveva già dimenticato l’episodio, se pure gli aveva prestato attenzione.

Prima di tornare a casa Laura non riuscì a non prendere in prestito Il grande sonno, erano passati diversi anni da quando l’aveva letto e non lo ricordava abbastanza bene. Ma abbastanza bene per cosa? si domandò uscendo dalla biblioteca con il tascabile in mano. Preferì non azzardare una risposta.


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