PECORE CON GLI SCARPONI, #15

Punto di non ritorno

I giorni, comunque, continuavano a susseguirsi gli uni uguali agli altri, o, per lo meno, molto simili. Casa-biblioteca, biblioteca-supermercato-casa oppure biblioteca-fornaio-casa… Anche i pensieri si somigliavano sempre, ondeggiavano fra la tristezza e una sorta di rassegnazione-serenità. La confortava stare fra i libri, curare le sue succulente; la rattristavano gli eventi che rimarcavano la sua solitudine, a volte.

Quella Laura mattina era stata piuttosto indaffarata con la classificazione di alcuni volumi, attività che le piaceva particolarmente. Poi aveva preso posto al bancone dei prestiti; non c’era nessuno a chiedere o a riportare libri e la collega aveva colto l’occasione per andare a prendere un caffè.

Dopo aver controllato un paio di email sul computer Laura alzò lo sguardo verso la porta a vetri e, chissà perché, proprio in quel momento, le tornò in mente il giorno in cui, in farmacia, la bilancia impietosa le aveva certificato il superamento del confine, mostrandole che il suo peso in chili era ormai espresso da un numero a tre cifre e che quindi era lanciatissima nella sua carriera di balena. Era rimasta ferma a fissare il display (era una bilancia elettronica), come ipnotizzata: 100. Le tre cifre disposte in quell’ordine emanavano una sorta di fascino perverso.

 

20150718 Opuntia

Peso davvero troppo” aveva pensato non appena quella strana malia si era dissolta. Se l’era ripetuto più volte mentre tornava a casa, alternando la frase a propositi di dieta e di palestra. Ma i propositi erano rimasti propositi, rimandati sempre all’indomani ed era un domani che non arrivava mai, almeno non fino ad allora.

Si domandò il perché di questo ricordo e perché proprio in quel momento. Forse perché era sola. No, non per quello, le capitava spesso e quel ricordo non era mai affiorato.

Perché?

Non aveva una risposta ma la colse subito un’altra domanda: quando era stata l’ultima volta che si era pesata? Dovevano essere trascorsi anni, ormai, e a quei circa 110 chili (se la memoria non l’ingannava era questo l’ultimo numero con cui aveva etichettato il suo peso) se n’erano aggiunti di sicuro altri, dato che alcuni indumenti le stavano più stretti di un tempo.

E dopo questa un’inevitabile altra domanda: c’era un punto di non ritorno per l’ingrassare? E lei lo aveva già superato? Oppure, se l’avesse voluto davvero, avrebbe potuto perdere un po’ di quel peso?

Forse. Se l’avesse voluto davvero.

 

 

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