IL CANTO DELLA BALENA, Corrado Sobrero

Sudamerica di fine Ottocento. I componenti della famiglia di León lavorano come mezzadri per il possidente della zona; la terra che è stata loro assegnata è l’unica che si affaccia sul mare e León ha una barca ed è anche un pescatore.

cover Canto della Balena 3

Un giorno un’isola, dalla forma di balena, nasce all’improvviso dal mare e in poco tempo, benché si tratti di uno scoglio o poco più, diventa una metafora, un simbolo. E lo diventa grazie all’intuito, alla genialità, di una delle figlie di León, Himelda, che sa ascoltare e soprattutto cogliere i segni e le cose non dette, e che quando spiega o racconta sa che

Raccontare è come pescare, una questione di pause e strattoni fino a quando il pesce non abbocca e l’amo si conficca.

Himelda riesce dunque a trasformare la presenza dell’isola in un vantaggio per la sua famiglia, ma in modo che le altre persone, grazie a un soggiorno sull’isola stessa o a qualcosa ad essa legato, riescano a ritrovare se stesse e a ottenere qualcosa a cui tengono, anche se o quando non sanno nemmeno di desiderare quel qualcosa.

E poi Himelda intuisce come volgere a vantaggio della sua famiglia ogni avvenimento che riguarda l’isola della Balena (come l’impossibilità di accedervi a causa del divieto dei militari e infine la sparizione dell’isola stessa che orna a sprofondare nel mare), senza mai però nuocere agli altri ma riuscendo sempre a renderli felici, dando loro quello di cui hanno bisogno.

La Balena è quindi per ciascuno il simbolo della propria aspirazione ma anche la dimostrazione di come sia possibile attribuire valore a qualunque cosa o evento.

Una storia con più livelli di lettura, molto ben scritta, con uno stile personale molto poetico. Un bel romanzo davvero.

(la citazione è da pagina 100)

A questo link si può leggere la recensione al romanzo su Sololibri.net, scritta da Claudia Graziani.

 

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2 pensieri su “IL CANTO DELLA BALENA, Corrado Sobrero

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