Libri letti nel mese di Settembre 2015, #1

Ecco i primi libri letti in Settembre. Ho deciso di pubblicare più post con le letture del mese, ogni volta che ho tempo per scrivere qualcosa sui libri che ho letto. (Devo ammettere che scrivere un numero preceduto dal cancelletto (ad esempio così #7) mi piace un sacco…)

Il cappotto della macellaia, Lilia Carlota Lorenzo

(ebook) Più che giallo definirei questo romanzo una tragedia degli equivoci. Tragedia perché c’è un morto, anche se i toni sono da commedia un po’ cupa. In un piccolo paese della Pampa argentina in cui tutti si conoscono e molti si impicciano degli affari altrui si svolge una vicenda tragicomica, in cui la messa a punto di un cappotto per la figlia del macellaio da parte della sarta è un po’ la colonna portante di tutta la vicenda. Qualche sorriso amaro nel leggere dei vari personaggi in cui sono ben rappresentati soprattutto i difetti.

Candida, George Bernard Shaw

(titolo originale Candida, traduzione di Corrado Pavolini)
Ho riletto questo capolavoro (la prima lettura risale a decine di anni fa) spinta dal saggio di Sergio Bertoni letto alla fine di Agosto. Un’opera sempre interessante, Candida, che io possiedo nell’edizione BUR (Biblioteca Universale Rizzoli) la cui prima pubblicazione è del luglio 1957: un piccolo libro alla terza edizione, dal nuovo prezzo lire 150.

copertina Candida BUR

Prima di morire addio, Fred Vargas

(titolo originale Ceux qui vont mourir te saluent, traduzione di Margherita Botto)
Ho letto vari libri di questa autrice e generalmente li ho apprezzati. Questo romanzo però mi ha lasciata un poco perplessa. La sensazione che ho provato è quella di non essere riuscita ad entrarci dentro. Mi spiego: quando inizio un libro mi occorre leggere un certo numero di pagine per percepirne l’atmosfera, conoscere i personaggi, insomma per sentirmi coinvolta e dentro la storia: il numero di pagine varia da romanzo a romanzo e immagino che dipenda molto dalla bravura dell’autore e dal feeling che ho con il romanzo stesso. Ecco, con Prima di dire addio questo non è successo mai, nemmeno all’ultima pagina (la 196).
Il romanzo è gradevole e scorrevole, i personaggi sono abbastanza ben caratterizzati: un trio di giovani che si fanno chiamare con i nomi di tre imperatori dell’antica Roma (solo per uno di loro il nome è quello vero) e che costituisce una sorta di organismo unico; una donna affascinante che tutti amano; un vescovo; un ispettore della polizia italiana; un investigatore francese. Insomma gli ingredienti del giallo ci sono tutti, incluso il colpo di scena finale (non particolarmente inaspettato), ma il romanzo non mi è sembrato eccezionale.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...