Italo Svevo, La coscienza di Zeno

Ho letto questo romanzo parecchi anni fa e sono rimasta colpita, quasi folgorata potrei dire, da quanto Svevo scrive alla fine su un esplosivo incomparabile, ho trovato le sue parole profetiche e mi sono chiesta quanto le conoscenze dell’epoca in cui il romanzo fu pubblicato (1923) potessero fare immaginare la realizzazione della bomba atomica di circa due decenni dopo.

Coscienza di Zeno cover

Ripropongo qui il finale del romanzo, in cui, prima che della bomba, si parla anche di inquinamento. Un inquinamento non solo e non tanto, direi, nel senso in cui lo intendiamo oggi, ma, forse, ancora più grave.

La vita attuale è inquinata alle radici. L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie e ha inquinata l’aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio della altre forze. V’è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza… nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e spazio? Solamente al pensarci soffoco!

Ma non è questo, non è questo soltanto.

Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. …

Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si vendono, si comprano e si rubano e l’uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione naturale. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati.

Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.

Nota: la foto è della copertina dell’edizione del mio libro, stampato nel febbraio 1981 (costava Lire 3.500) : In copertina: “L’ultima sigaretta”. Italo Svevo nel 1926

 

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2 pensieri su “Italo Svevo, La coscienza di Zeno

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