Comunicazione #5, ebook gratis

Domani 31 Ottobre e dopo domani 1 Novembre sarà possibile scaricare gratuitamente il mio ebookIl prossimo best seller”, un romanzo breve; si tratta di un giallo ironico e surreale per una lettura divertente e si può trovare a questo link.

Il prossimo best seller - cover

 

Due parole sulla trama

Lo scrittore Martin Iuppiter ha avuto l’incarico dal suo editore di scrivere un nuovo romanzo che deve diventare un best seller; si affida così alla sua musa molto speciale: una valigia contenente una serie di oggetti disparati. La musa suggerisce a Martin di mettersi sulle tracce di un vecchio libro ma il giovane scopre ben presto che ricercare informazioni sul libro e sul suo autore è una faccenda più grande di lui, qualcosa in cui avrebbe fatto meglio a non ficcare il naso e si trova a rischiare perfino la vita.

Qui sotto un breve estratto dal romanzo

Sbadigliò una volta ogni due minuti, una media mai raggiunta prima. Ma alla fine di due di ore e di sessanta sbadigli aveva finito di leggere il libro, senza saltare neppure una riga, dimostrando uno spropositato spirito di sacrificio e di amore per il suo lavoro. Si era sorbito la narrazione di impossibili vicissitudini di un balilla il cui amico-d’infanzia-quasi-fratello diveniva un partigiano; tutti i personaggi erano degli stereotipi insopportabili: totalmente buoni e perfetti, o assolutamente malvagi; per di più ogni pagina era condita da un susseguirsi di riflessioni moraleggianti, scontate, noiose, pedanti; non mancava nemmeno il traditore che abbandonava i compagni rubando il tesoro recuperato ai nazisti e destinato alla ricostruzione di un ospedale. E poi, intollerabili errori di grammatica e condizionali al posto di congiuntivi, un disastro.

 

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Note sul Noir/3

Il movente è fondamentale e questo articolo interessante

Rosapercaso

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di Maria Masella

Riassunto della puntata precedente. Avete realizzato lo schema, anzi lo SCHEMA. Tutto torna, al millimetro.

Siete a posto?

No. Purtroppo c’è sempre ancora qualcosa da approfondire. Uno SCHEMA impeccabile non vi mette al riparo da uno dei guai peggiori, quello che il vostro noir sia soltanto un rebus travestito da romanzo.

Affrontiamo uno dei passi che trasformeranno il rebus in romanzo.

Movente

Parola stuzzicante. Per uno chef (categoria molto di moda) alcuni ingredienti stimolano la fantasia, la creatività. Per i pittori alcuni colori sono ricorrenti (il rosso di Carpaccio è quasi una firma).

Per uno scrittore le parole sono i veri ingredienti ed è normale che una parola possa giocare un ruolo importante, sia di stimolo per la costruzione di una storia.

Per me, movente è una parola guida.

Sul fedele Zingarelli movente è sia sostantivo sia participio presente del verbo muovere. Ed è proprio questa duplicità a sedurmi…

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Scrittura creativa: i personaggi

In una storia di solito si raccontano le vicende di uno o più personaggi. Spesso i personaggi sono più di uno perché ogni storia è sostanzialmente il resoconto di un conflitto (da intendersi, ovviamente, in senso lato) e quindi occorrono almeno due contendenti (si può trattare anche di un personaggio in lotta con se stesso).

Mentre in un racconto ci può essere appunto anche un solo personaggio alla prese con se stesso oppure soltanto due in conflitto/relazione fra loro, di solito in un romanzo ce ne sono parecchi, in quanto la lunghezza stessa della narrazione implica che lo sfondo in cui si svolge la vicenda sia popolato da diverse persone che interagiscono con i protagonisti.

ramo in spiaggia

Personaggi e importanza

Possiamo distinguere i personaggi a seconda del loro livello di importanza:

Protagonisti: sono i personaggi di cui si racconta la vicenda (che può essere relativa a tutta la vita o a un singolo episodio); al termine della lettura il lettore deve conoscerli quasi quanto lo scrittore che li ha creati: quindi nella storia devono emergere con le loro caratteristiche.

Personaggi secondari: sono quelli che incrociano la strada dei protagonisti; devono comunque avere uno spessore.

Comparse: hanno quasi una funzione di sfondo, di ambientazione; compaiono poco e solo per poco.

Alcuni suggerimenti e spunti di riflessione

  1. Di sicuro c’è sempre almeno un protagonista: è quello di cui si racconta la storia.

  2. L’antagonista può essere un co-protagonista o anche un personaggio secondario, è ovvio invece che difficilmente può essere una semplice comparsa.

  3. Protagonisti e personaggi secondari non devono mai essere degli stereotipi, a meno che la cosa non sia voluta perché la storia è satirica o ironica (comunque, anche in questo caso, non deve mancare qualche tratto originale che distingue dallo stereotipo generale). Devono colpire in qualche modo la fantasia del lettore, la sua memoria. Per questo è importante introdurli sottolineando una loro caratteristica che li identifichi anche per il seguito della narrazione.

  4. Un consiglio che si trova sui manuali di scrittura creativa è quello di assegnare ai vari personaggi nomi sufficientemente diversi in modo che il lettore, soprattutto fino a che non è entrato nella vicenda, non sia indotto in confusione.

  5. Qualunque personaggio e qualunque sua apparizione deve avere una giustificazione nell’economia della storia. Non ha senso introdurre figure che non servono allo sviluppo della trama, sarebbe solo allungare il brodo e togliere chiarezza.

  6. Un personaggio può cambiare nel corso della storia, ma ci deve essere un motivo e il suo comportamento deve essere coerente con il suo carattere.

  7. Il protagonista, alla fine della storia, deve essere cambiato in qualche suo aspetto, proprio in seguito a quanto gli è successo.

  8. Prestare attenzione a tutti i personaggi: che nessuno da biondo diventi moro o cambi nome per errore.

Al momento mi sono venute in mente le osservazioni sopra elencate, voi avete altri suggerimenti?

 

Lettere a un aspirante romanziere, Mario Vargas Llosa

Un paio di interessanti citazioni da un libro di Llosa sulla scrittura creativa, più precisamente dal capitolo IV Lo stile.

 

Ebbene, il linguaggio romanzesco non può essere dissociato da ciò che il romanzo racconta, il tema che si incarna nelle parole, perché l’unico modo per sapere se il romanziere ha successo o fallisce nella propria impresa narrativa è verificare se, grazie alla sua scrittura, la finzione vive, si emancipa dal creatore e dalla realtà reale e si impone al lettore come una realtà sovrana.

Non ha alcuna importanza che uno stile sia corretto o scorretto: quel che importa è che sia efficace, adeguato al suo ruolo, che è quello di immettere una illusione di vita – di verità – nelle storie che racconta.

Da che cosa dipende, allora, l’efficacia di una scrittura romanzesca? Da due attributi: la sua coerenza interna e il suo carattere di necessità. La storia raccontata da un romanzo può essere incoerente, ma il linguaggio che la plasma deve essere coerente affinché quella incoerenza finga con successo di essere genuina e viva.


RAY BRADBURY, PIOGGIA SENZA FINE

Rebloggo questo articolo perché è uno di quelli che vengono letti di più, non so perché. Cero è un bel racconto, di atmosfera, ma forse non è solo per questo.

Antonella Sacco

“Pioggia senza fine” è un racconto di fantascienza del 1950 in cui Bradbury immagina che il pianeta Venere abbia un’atmosfera simile a quella della Terra (mentre in realtà è composta da biossido di carbonio e azoto ed è percorsa da nubi di acido solforico) e che vi piova ininterrottamente. Per poterci vivere i terrestri hanno costruito Cupole Solari, edifici in cui ripararsi e stare all’asciutto e in cui una piccola sfera di fuoco giallo si muove in alto, come un piccolo sole.

L’equipaggio di un’astronave precipitata sul pianeta è in cammino per raggiungere una delle Cupole, ma il viaggio è ostacolato dalla pioggia incessante e da una tempesta magnetica che fa impazzire le  bussole, cosicché il percorso che gli uomini compiono li riporta al relitto del velivolo. Mano a mano che il tempo passa l’ansia nel gruppo si alza, per la paura di non riuscire a trovare una Cupola prima…

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Lezioni americane – Italo Calvino #5

Dalla conferenza su Molteplicità propongo un brano in cui Calvino parla di Borges, scrittore che anch’io trovo fantastico.

Nella narrativa se dovessi dire chi ha realizzato perfettamente l’ideale estetico di Valery d’esattezza nell’immaginazione e nel linguaggio, costruendo opere che rispondono alla rigorosa geometria del cristallo e all’astrazione d’un ragionamento deduttivo, direi senza esitazione Jorge Luis Borges. Le ragioni della mia predilezione per Borges non si fermano qui; cercherò di enumerarne la principali: perché ogni suo testo contiene un modello dell’universo o d’un attributo dell’universo: l’infinito, l’innumerabile, il tempo, eterno o compresente o ciclico; perché sono sempre testi contenuti in poche pagine, con una esemplare economia d’espressione; perché spesso i suoi racconti adottano la forma esteriore d’un qualche genere della letteratura popolare, forme collaudate da un lungo uso, che ne fa quasi delle strutture mitiche. Per esempio il suo più vertiginoso saggio sul tempo, El jardin de los senderos que se bifurcan (Ficciones, Emecé, Buenos Aires 1956), si presenta come un racconto di spionaggio, che include un racconto logico-metafisico, che include a sua volta la descrizione d’uno sterminato romanzo cinese, il tutto concentrato in una dozzina di pagine.