Libri letti nel mese di Ottobre 2015, #2

Ecco un altro tris di libri che ho letto: come si può notare Le cronache del ghiaccio e del fuoco mi hanno conquistata…

I fiumi della guerra, George R.R. Martin

(titolo originale A Storm of Words – Book Three of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri)
Sesto romanzo della saga. Le vicende sono sempre più drammatiche e complesse; nessuno è disposto a cedere e la lealtà e l’onore non vengono premiati. Alla fine del volume trovano infatti la morte alcuni fra i personaggi principali e devo dire che in parte questo mi ha colta un po’ di sorpresa.

Il portale delle tenebre, George R.R. Martin

(titolo originale A Storm of Swords – Book Three of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri)
Settimo romanzo della saga. Comincio dicendo che i miei personaggi preferiti restano Arya e Jon e continuo rilevando che anche in questo episodio molti personaggi muoiono. I tradimenti si sprecano ma qualcuno si dimostra migliore di quanto sembrava all’inizio. È difficile parlare di questi romanzi senza fare spoiler, quindi non posso scrivere molto di più. Trovo ammirevole la capacità di Martin di creare un mondo così complesso con un così grande numero di personaggi e di eventi. Mi sto bevendo questi libri, ciascuno di oltre 400 pagine… una lettura che è quasi una droga…

Il dominio della regina, George R.R. Martin

(titolo originale A Feast for Crows – Book Fourth of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri e Michela Benuzzi)
In questo episodio (l’ottavo della saga) entrano in scena o assumono un ruolo di maggior rilievo alcuni personaggi che nei precedenti romanzi erano marginali, meno citati. Per il momento i nuovi non mi piacciono molto. Le vicende dei personaggi principali (quelli rimasti…) si complicano sempre di più. L’ambizione e la brama di potere e di vendetta sono sempre più diffusi.

Infine una breve citazione da un capitolo con Samwell come personaggio focale (trovo questo brano particolarmente in tema con quanto ho affermato all’inizio di questo post).

Prima di perdere la vista, l’anziano saggio del Castello Nero amava i libri quanto Samwell Tarly. E capiva in che modo a volte si potesse venir risucchiati da loro, come se ogni pagina fosse un vortice che trasporta in un altro mondo.

 

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