RAY BRADBURY, PIOGGIA SENZA FINE

Rebloggo questo articolo perché è uno di quelli che vengono letti di più, non so perché. Cero è un bel racconto, di atmosfera, ma forse non è solo per questo.

Antonella Sacco

“Pioggia senza fine” è un racconto di fantascienza del 1950 in cui Bradbury immagina che il pianeta Venere abbia un’atmosfera simile a quella della Terra (mentre in realtà è composta da biossido di carbonio e azoto ed è percorsa da nubi di acido solforico) e che vi piova ininterrottamente. Per poterci vivere i terrestri hanno costruito Cupole Solari, edifici in cui ripararsi e stare all’asciutto e in cui una piccola sfera di fuoco giallo si muove in alto, come un piccolo sole.

L’equipaggio di un’astronave precipitata sul pianeta è in cammino per raggiungere una delle Cupole, ma il viaggio è ostacolato dalla pioggia incessante e da una tempesta magnetica che fa impazzire le  bussole, cosicché il percorso che gli uomini compiono li riporta al relitto del velivolo. Mano a mano che il tempo passa l’ansia nel gruppo si alza, per la paura di non riuscire a trovare una Cupola prima…

View original post 206 altre parole

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...