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Letture e recensioni, una modalità di lettura social

mi va di ribloggarlo

Antonella Sacco

Recensire un libro dopo averlo letto: perché?

Fino a poco tempo fa non mi era mai interessato commentare in rete un testo che avevo letto, anche se talvolta ho scorso le opinioni altrui; da parte mia non vedevo il motivo di condividere la mia opinione.

Da quando mi sono affacciata al mondo del self publishing la mia posizione in merito è cambiata: un autore self di solito non riceve (almeno non per i primi tempi e, spesso, mai) l’attenzione di riviste e giornalisti che possono dargli visibilità e fare pubblicità alle sue opere. Di conseguenza le “recensioni” che i suoi lettori pubblicano sono una delle principali possibilità di farsi notare e quindi averne o non averne assume una certa importanza.

È ovvio che le recensioni non sono il solo biglietto per una maggiore diffusione, ma sono indubbiamente utili.

Positive e negative

Così quando leggo un ebook (perché solitamente di ebook…

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In biblioteca #10

albero di Natale biblio

Anche se mi restano da finire La trilogia di Valis (Valis – Divina invasione – la trasmigrazione di Timothy Archer) e Russian Roulette (ma non so se li leggerò, Valis l’ho iniziato ma non mi appassiona) ho fatto un’altra immersione in biblioteca… e ho preso i seguenti libri:

Labirinto di morte Philip K. Dick

Guaritore galattico – Philip K. Dick

Dove siete stanotte – Alessandro Robecchi

I giorni dell’abbandono – Elena Ferrante

La sarta di Mary Lincoln – Jennifer Chiaverini

Il caso G – Håkan Nesser

Qualcuno di voi li ha letti?


Pubblicato in: Libri, Riflessioni

Libri letti nel mese di Dicembre 2015, #2

Ecco altri libri che ho letto in questo mese; stavolta si tratta di quattro ebook.

L’uomo dei corvi, Grazia Maria Francese

Un breve romanzo storico, il cui protagonista è un giovane longobardo. L’aspetto storico è molto approfondito ma la narrazione è comunque interessante, sia perché offre un punto di vista un po’ diverso dal solito su Carlo Magno e i suoi Franchi, sia per l’inserimento di leggende del popolo longobardo. Ben scritto, con i protagonisti ben disegnati e credibili, a tratti poetico e anche avvincente.

Un solo colpevole, Alessandra Ponticelli Conti

Due storie che si svolgono in parallelo, quella di Adele e quella di sua madre, Teresa. Teresa e il marito sono stati assassinati sotto gli occhi di Adele bambina ma il colpevole non è stato identificato, anche perché a Solaria, il paese in cui la famiglia viveva, nessuno aveva interesse a far venire la verità alla luce. Da adulta Adele, che ha vissuto a Parigi con gli zii dopo essere rimasta orfana, torna al paese natale per risolvere un problema relativo alla casa dei genitori, casa che ancora le appartiene. La sua venuta scatena ricordi e timori nei compaesani ma questa volta il maresciallo dei carabinieri è intenzionato a risolvere il mistero. Il racconto delle nuove indagini e dei giorni che Adele trascorre a Solaria si alterna a quello delle vicende di Teresa, componendo così un quadro completo. Un giallo ben condotto, personaggi realistici, ben resi nella loro psicologia.

Nata in una casa di donne, Cetta De Luca

La storia di una famiglia narrata attraverso momenti significativi e, prevalentemente, dal punto di vista della figlia maggiore. Un romanzo breve in cui la difficoltà di comunicare i sentimenti più profondi è un po’ la protagonista. Un bella scrittura, passaggi coinvolgenti.

Sulla luna senza sigarette, Mala Spina

Un racconto di fantascienza-horror, ironico e dissacrante. Ben scritto e originale. Ma, attenzione: dopo averlo letto potrebbe capitare di guardare la luna con occhi nuovi…


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OSVALDO SORIANO, PIRATI, FANTASMI E DINOSAURI

citazioni che mi sono piaciute

Antonella Sacco

da “Dopo il finale” tratto da PIRATI, FANTASMI E DINOSAURI (1996)

di Osvaldo Soriano (1944 – 1997)

(l’inizio)

Quando mette il tanto desiderato punto finale al suo libro, lo scrittore si sente Tarzan re della foresta, Superman che vola sopra l’Empire State. Carlos Gardel che esce dal Tabarìs. Ma la sensazione dura soltanto qualche istante: subito dopo viene il vuoto, l’idea terrificante che mai più lo andranno a trovare il gatto di Baudelaire o lo spirito di Checov. Eppure, le duecento e più pagine sono sulla scrivania e quando lo scrittore le guarda si dice che bellezza, eccolo qui il risultato di due, tre, quattro anni di lavoro. C’è chi idealizza lo scrittore e lo immagina immacolato, chino sulla carta con gli occhiali calati fino alla punta del naso e la pipa tra i denti alla ricerca della parola giusta per una frase che deve suonare perfetta. È vero che…

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Pubblicato in: Libri, Riflessioni

Libri letti nel mese di Dicembre 2015, #1

Ecco i primi libri che ho letto in questo mese; fra questi due ebook.

Home run, Lorenzo Sartori

Un racconto lungo, di fantascienza. Un uomo, oggetto di esperimenti in un centro ricerche situato su un’isola in mezzo all’oceano, tenta più volte di fuggire, ma viene sempre catturato di nuovo. Qualcosa, però, forse è sfuggito agli scienziati che lo stanno usando come cavia… Una storia ben scritta e avvincente, ben costruita. L’ebook fa parte del progetto Sad Dog.

La profezia della stella, Marina Mayer (Flaminia Mancinelli)

Il lungo romanzo viene definito dall’autrice archeothriller e, in effetti, l’archeologia ha un ruolo da protagonista. Due storie intrecciate, una di duemila anni fa e una dei giorni nostri, collegate da reperti archeologici su cui troppi vogliono mettere le mani. Un intreccio fra interessi prettamente materiali e interessi politico-religiosi, su una base storica accurata e documentata. Interessante e avvincente, con personaggi ben tratteggiati e credibili.

Sonno, Murakami Haruki

(illustrazioni Kat Menschik, titolo originale Nemuri, trad. Antonietta Pastore)
Un inquietante racconto lungo, con illustrazioni in bianco nero e argento. Una donna, improvvisamente, non ha più la necessità di dormire. La donna tiene segreta a tutti la sua insonnia; quando il marito e il figlio dormono si alza dal letto e legge; durante il giorno non prova né stanchezza né sonno, anzi sente la necessità di muoversi più di prima. Con il passare dei giorni, durante la notte inizia a fare giri con la sua utilitaria e si sente sempre più lontana dalla famiglia, pur continuando ad amarla, soprattutto il figlio. Il racconto, scritto in prima persona, è una riflessione su questo strano stato, sui suoi possibili motivi e sulle sue conseguenze e anche sulla vita della protagonista. Il finale, a mio parere, è quasi brusco; penso che ciascun lettore possa interpretare a suo modo l’insonnia della protagonista e l’epilogo. La scrittura è impeccabile, come lo è solitamente nei libri di Murakami Haruki.

La lettrice di mezzanotte, Alice Ozma

(titolo originale The Reading Promise, trad. Chiara Brovelli)
Un padre (bibliotecario) promette alla figlia di nove anni che le leggerà qualcosa tutte le sere per cento sere consecutive. Le letture diventano ben 3918, interrompendosi quando la figlia parte per il college. È una sorta di favola, in cui vengono narrati episodi della vita della famiglia e in cui la promessa di letture fa da leit motive, ma in realtà – per me – di libri si parla poco. Dal titolo mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente.

I pirati del cielo, Chris Wooding

(titolo originale Retribution Falls, trad. Stefano A. Cresti)
Un romanzo di avventure, più che di fantascienza. L’aspetto fantascientifico sta nell’ambientazione temporale (un lontano futuro) e nel fatto che le navi di cui si parla sono volanti, non vanno per mare. Un susseguirsi continuo di colpi di scena, intervallati da flash back che raccontano la storia dei personaggi principali, ciascuno con caratteristiche molto particolari. Il protagonista è Darian Frey, comandante e proprietario di una nave (volante), la Ketty Jay, su cui è imbarcato un gruppetto di persone che hanno tutte in comune una cosa: non hanno un altro posto in cui stare. Frey è una sorta di avventuriero, un po’ pirata, un po’ contrabbandiere, un po’ ladro. Quando si trova coinvolto con l’inganno in una lotta per il potere deve dare fondo a tutta la sua intelligenza e al suo coraggio per riuscire a smascherare il complotto. Un romanzo davvero piacevole, con personaggi ben caratterizzati e interessanti, e con un’avventura dietro l’altra.

Pubblicato in: I miei libri, Matematica

Ada Byron Lovelace, matematica

Il 10 Dicembre 1815 nasceva a Londra Augusta Ada Byron, ovvero Ada Lovelace, dal nome del marito.

È stata una matematica e per ricordare il suo contributo a questa scienza riporto quanto ho raccontato nel capitolo 23 del romanzo per ragazzi Lidia, che detesta la Matematica.

(Quello che segue è un dialogo, tratto dal mio romanzo per ragazzi “Lidia, che detesta la Matematica”, fra Lidia, la protagonista, e Oscar, il calzolaio appassionato di Matematica che l’aiuta nello studio di questa materia. La prima a parlare è Lidia.)

 

Lidia Copertina

 

«Mi avevi promesso di raccontarmi di qualche donna che ha fatto scoperte in matematica. Mi hai parlato solo di Teano e Ipazia.»

Non ha risposto subito, sembrava che riflettesse se accontentarmi o cercare sul libro un altro esercizio, poi ha deciso:

«Anche nei secoli successivi non ce ne sono state molte; certo che, se teniamo conto delle difficoltà che hanno incontrato, è già un successo che ce ne siano state alcune. Fino a meno di un secolo fa per le donne era quasi impossibile accedere allo studio: non erano ammesse nelle università e le materie scientifiche erano considerate poco femminili e non venivano insegnate alle ragazze. Solo quelle che avevano molta tenacia e un profondo interesse per queste discipline hanno potuto impararle e dedicarvisi e spesso hanno dovuto lottare accanitamente perfino contro i pregiudizi della propria famiglia.»

Insomma: in pittura, musica, letteratura, in ogni tempo, i nomi più famosi sono solo di uomini perché le donne non hanno avuto le stesse possibilità, e le cose non vanno meglio in fisica o matematica… La mia rabbia cresceva mentre Oscar raccontava e ho esclamato:

«Non è giusto che sia sempre stato così.»

«Hai ragione. Purtroppo la storia è piena di ingiustizie.»

Ha bevuto un sorso d’acqua prima di proseguire:

«C’è stata un’eccezione parziale: una ragazza londinese dell’Ottocento, figlia di lord Byron, il famoso poeta. Si chiamava Ada, sposò il conte di Lovelace ed è più conosciuta con questo cognome. Poté studiare matematica a suo piacimento, pare che la madre l’abbia incoraggiata in questo per farla stare lontana dalla poesia.»

«Perché?»

«La madre e il padre si separarono quando Ada era molto piccola, lui era un dongiovanni, lo avrai sentito dire.»

Non ne ero sicura ma ho annuito.

«Benché non fosse ostacolata dalla famiglia, neppure Ada poté frequentare l’università, che a quel tempo era proibita alle donne.»

Avrei ruggito: a me studiare non piace, ma non sopporterei che qualcuno me lo proibisse. Oscar intanto ha continuato:

«Verso il 1830 conobbe Charles Babbage, un matematico e logico, che aveva progettato quello che adesso è considerato l’antenato del computer, una macchina che chiamò analitica

«Una calcolatrice?»

«No, un vero e proprio calcolatore, anche se meccanico. Era dotato di memoria, di un’unità di elaborazione, di una di input a schede perforate e di una output per stampare i risultati.»

«Ma il primo computer non è stato costruito una cinquantina di anni fa?»

«Qualcosa di più: intorno agli anni ’40 è stato realizzato il primo computer elettronico, del genere di quelli che usiamo adesso, solo enormemente più ingombrante. Babbage non poté costruire la sua macchina analitica, si trattava di un progetto costoso e non riuscì ad avere i fondi per realizzarla, anche perché pochi avevano capito la portata dell’invenzione.»

«E Ada cosa c’entra?»

«Si interessò a questo lavoro, ne seguì gli sviluppi e predispose insieme a Babbage un algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli. Questo algoritmo è considerato il primo programma per computer della storia.»

Non avevo idea di cosa fossero i numeri di Bernoulli, ma non me ne importava, volevo sapere di Ada.

«Ma la macchina esisteva solo in teoria, hai detto.»

«Infatti; comunque un prototipo è stato costruito una quindicina di anni fa e ha funzionato. Il contributo di Ada sta nell’aver capito le potenzialità della macchina ma anche che non sarebbe stata in grado di originare qualcosa, cioè che non poteva pensare, ma solo eseguire le istruzioni che le venivano impartite.»

«E poi?»

«Poi si è ammalata ed è morta giovane, non aveva compiuto 37 anni. Le sue intuizioni sul funzionamento e sulle possibili applicazioni della macchina analitica sono geniali: vide molto più avanti dello stesso inventore. Ad ogni modo, per avere i giusti riconoscimenti, dovette firmare l’articolo in cui descriveva la macchina analitica e l’algoritmo con le sole iniziali del nome; altrimenti, vedendo che era una donna, gli studiosi del suo tempo non lo avrebbero ritenuto degno di attenzione.»

Quella storia mi era piaciuta e volevo saperne di più, ma Oscar non mi ha dato modo di chiedergli altro, perché era l’ora di aprire il negozio e non era solito ritardare. Ha però aggiunto, mentre mi accompagnava alla porta: «Un linguaggio di programmazione è stato chiamato ADA in suo onore.»

 

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Emily Dickinson, una poesia

Il 10 Dicembre 1830 nasceva Emily Dickinson, la grande poetessa statunitense. Qui di seguito una delle sue poesie; la traduzione è di Margherita Guidacci. Un’altra poesia si può leggere a questo link.

20151110_145923 blog Dickinson

Beauty – be not caused – It is –
Chase it, and it ceases –
Chase it not, and it abides –

Overtake the Creases
In the meadow – when the Wind
Runs his fingers thro’it –
Deity will see to it –
That You never do it –

La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.

Sai afferrare le crespe
Del prato, quando il vento
Vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
Perché non ti riesca.

 

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AUTORI A CONFRONTO: SULLA STESSA BARCA

La spalla duole ancora…

Antonella Sacco

Un articolo su questo argomento esce contemporaneamente su quattro blog: Queste pagine,AntSacco, Chiacchiere e distintivo e Pagine sporche. (Rispettivamente di Concetta D’Orazio, Antonella Sacco, Roberto Bonfanti e Mario Pacchiarotti) 

setssa barca

Possiamo vedere il mondo del self-publishing come un mercato, in cui tutti siamo in competizione con tutti oppure come una barca, a bordo della quale siamo tutti e che perciò conviene cercare di non fare affondare ma anzi far procedere spedita superando gli ostacoli incontrati.

Io preferisco vedere l’esperimento del self-publishing in questo secondo modo: un mezzo che può trasportare me e gli altri lontano, in un qualche altrove.

Quindi, in altre parole, ritengo che sia meglio collaborare per raggiungere un obiettivo comune a tutti o comune almeno in parte: fornire al self-publishing quella dignità che, in buona misura, in Italia non viene associata a questo termine.

Per quanto mi riguarda…

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Entanglement e sincronicità, una riflessione azzardata

Ancora dolorante, ribloggo questa riflessione

Antonella Sacco

Una breve riflessione su due concetti che mi affascinano e che secondo me potrebbero essere connessi fra loro: l’entanglement e la sincronicità, uno appartenente alla fisica quantistica e l’altro alla psicologia.

gatto

In parole semplici e, probabilmente, non troppo precise il primo indica il fatto che due particelle che costituiscono un insieme si influenzano a vicenda anche se sono fisicamente separate; il secondo si riferisce al verificarsi di due o più eventi simili nel significato ma in momenti di tempo diversi e senza una relazione causale.

I due termini furono coniati, rispettivamente, da Erwin Schrödinger e Carl Gustav Jung.

Perché penso che potrebbero essere connessi o, comunque, trovo l’ipotesi di una relazione fra questi due concetti più intrigante dei due concetti stessi?

Cerco di spiegarmi.

Se si verifica un evento che “somiglia” a un altro avvenuto qualche tempo prima e magari anche altrove non potrebbe essere a causa di una particella influenzata da…

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La verità sul caso Harry Quebert – citazioni

(forse oggi mi tolgono il gesso al braccio dx)
Ribloggo questo post che viene molto visitato negli ultimi mesi.

Antonella Sacco

Questo romanzo di Joël Dicker mi è piaciuto molto, sia come giallo che per il fatto che parla anche di scrittura, in quanto i protagonisti sono due scrittori, Harry Quebert e il suo ex allievo, Marcus Goldman.
Goldman, in crisi di ispirazione, si trova a indagare sulla morte di una ragazzina, Nola, il cui cadavere viene ritrovato nel giardino della villa di Quebert. La ragazzina era scomparsa oltre trent’anni prima ed era amica di Quebert, che viene accusato dell’omicidio e Goldman ricerca la verità per scagionarlo.

All’inizio di ogni capitolo vi sono consigli di scrittura, riporto qui sotto quelli che considero più interessanti e che condivido.

  1. il primo capitolo è fondamentale. Se ai lettori non piace, non leggono il resto del libro.

  2. Il secondo capitolo è molto importante. Dev’essere incisivo, d’impatto. … un diretto sulla mascella dei lettori.

  3. La vita è una lunga caduta. La cosa più importante è…

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