Il diavolo e il buon dio, J. P. Sartre

Da giovane (intendendo con questo fra i sedici e i diciotto anni, una vita fa) ho letto quasi tutte le opere di narrativa e teatrali di Sartre. Di alcune ho visto anche le rappresentazioni teatrali.

Andando a memoria, in due parole la trama de Il diavolo e il buon dio è questa: un feroce condottiero decide di cambiare vita e fare solo del bene: però le azioni che compie per comportarsi con bontà e generosità mettono in pericolo le persone che dipendono da lui e allora si vede costretto a riprendere le armi.

La sintesi è sostanzialmente in questa frase, una battuta del condottiero (Goetz, mi pare questo il nome):

 

Il mondo è iniquità: se lo accetti ne sei complice, se lo cambi ne diventi il boia.

 

Questa frase mi ha colpita molto e ritengo che sia sostanzialmente vera, dev’essere per questo che la ricordo molto bene anche a distanza di anni. (L’ho citata anche in uno dei miei romanzi, Piangere non serve, in un momento della storia in cui la protagonista deve prendere una decisione)

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