L’altrui mestiere, Primo Levi #4

In un saggio compreso ne L’altrui mestiere (dal titolo A un giovane lettore) Primo Levi immagina che questo lettore gli chieda consigli pratici e specifici per intraprendere il mestiere di narrare.
Nella risposta Levi dice:

In Italia, oggi, ogni mestiere coincide con una garanzia: chi vive di scrittura, garanzie non ne ha. Di conseguenza, i narratori puri, quelli che ricavano di che vivere soltanto dalla loro creatività, sono pochissimi: non più di qualche decina.

Direi che la situazione non è cambiata, semmai peggiorata perché le garanzie sono diminuite, se non addirittura sparite , anche per altri mestieri.
Per quanto riguarda i segreti del mestiere Levi spiega:

i segreti del mestiere, anzi, del non mestiere. Esistono, non lo posso negare, ma per fortuna non hanno validità generale; dico «per fortuna» perché, se l’avessero, tutti gli scrittori scriverebbero allo stesso modo, generando così una mole di noia tale da vanificare qualunque tentativo di farla passare per leopardiana, e da far scattare per sovraccarico gli interruttori automatici dei lettori più indulgenti.

E infine i segreti:

Il primo segreto è il riposo nel cassetto, e credo che abbia valore generale. …

Un ottimo surrogato al riposo può essere costituito da un lettore-cavia, dotato di buon senso e buon gusto, non troppo indulgente.. Non un altro scrittore…

Dopo la maturazione… viene l’ora di cavare dal pieno. Quasi sempre ci si accorge che si è peccato per eccesso, che il testo è ridondante, ripetitivo, prolisso: o almeno, ripeto, così capita a me.

fondamentale è la scelta dei sinonimi, che quasi mai sono equivalenti fra loro. Ce n’è sempre uno che è «più giusto» degli altri…

Infine, a proposito dei sinonimi fa questo bell’esempio:

In questa ricerca (del sinonimo giusto), mi pare che sia importante mantenere viva la consapevolezza del significato originario di ogni vocabolo; se Lei ricorda ad esempio che «scatenare» voleva dire «liberare dalle catene», potrà usare il termine in modo più appropriato ed in sensi meno frusti. Non tutti i lettori si accorgeranno dell’artificio, ma tutti percepiranno almeno che la scelta non è stata ovvia, che Lei ha lavorato per loro, che non ha seguito la linea della massima pendenza.

Sono d’accordo con questi consigli, e mi piacciono le parole che Levi usa per proporli, tratte spesso dal linguaggio scientifico.


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2 pensieri su “L’altrui mestiere, Primo Levi #4

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