Scrittura creativa, il Punto di vista – #3

Trovo interessante riportare alcune citazioni da Lettere a un aspirante romanziere di Mario Vargas Llosa tratte dal capitolo Il narratore: lo spazio a proposito dei punti di vista e, appunto, del narratore.

Vargas Llosa - lettere asp rom

Per prima cosa Vargas Llosa precisa che il narratore non è lo scrittore, ma un personaggio, anzi il personaggio “più importante di tutti i romanzi”.

Un narratore è un essere fatto di parole, non di carne e ossa come sono di solito gli autori; quello vive soltanto in funzione del romanzo e finché lo racconta…

e ancora:

Il comportamento del narratore è determinante per la coerenza interna di una storia, e questa è a sua volta essenziale per il suo potere di persuasione.

Quindi la scelta del narratore, che sostanzialmente coincide con la scelta del punto di vista, è fondamentale e influenza l’intera storia in tutti i suoi aspetti. Per Vargas Llosa i casi possibili sono tre:

un narratore-personaggio, un narratore-onniscente esterno ed estraneo alla storia che racconta, o un narratore-ambiguo di cui non è chiaro se narra dall’interno o dall’esterno del mondo narrato.

Nel primo caso, dice ancora Vargas Llosa, lo scrittore usa il pronome io (o, raramente, noi), nel secondo egli e nel terzo il tu. Ricordo che in alcuni casi la terza persona è in realtà immersa in uno dei personaggi e quindi il narratore coincide con quel personaggio (il narratore focalizzato di cui si parlava nel post #1 sul POV); Vargas Llosa, però, non evidenzia questa possibilità.
Aggiunge Vargas Llosa che gli “… spostamenti del narratore non sono infrequenti nei romanzi.” e cita come esempi Don Chisciotte e Moby Dick. Avverte però che

Se questi spostamenti sono giustificati, dal momento che contribuiscono a dotare di maggiore intensità e ricchezza interiore, di più «vissuto» la finzione, quegli spostamenti risultano invisibili al lettore, catturato dall’eccitazione e dalla curiosità che suscita in lui la storia. Se invece non raggiungono tale effetto, ottengono il contrario…

ovvero generano confusione e la storia e i personaggi perdono di autenticità.


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