Pubblicato in: I miei libri, Riflessioni, Scrittura

Senza titolo

rebloggo questo mio post.
Si tratta di una storia, ma le sensazioni sono più o meno quelle che provavo quando ero adolescente. e, in certo senso, anche adesso che non lo sono più da un bel po’…
Il tempo che si ferma… chi non l’ha mai desiderato almeno una volta?

Antonella Sacco

Un breve dialogo fra due adolescenti da un romanzo che forse non finirò mai di scrivere

Dopo un po’ abbiamo fumato un’altra sigaretta. A me in fondo fumare non piace un gran che, quando sono sola fumo pochissimo, ma in compagnia è – era – un modo per stare insieme.

“Tu credi che da adulti saremo come i nostri genitori? E che se avrò figli anch’io mi comporterò con loro come i miei con me?”

Ho chiesto.

“Non saprei. Probabilmente sì. Quando uno cresce cambia. No?”

“È terribile.”

“Temo che sia solo normale, anche noi diremo quando sarai più grande capirai.”

La mia rabbia è montata di nuovo.

“Ma allora a che serve essere stati giovani se poi ci si dimentica tutto? Non mi piace per niente. Non voglio cambiare. Non voglio diventare diversa. Anche se non sono perfetta preferisco i miei dubbi e le mie paure alle certezze che…

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Lo spirituale nell’arte – Wassily Kandinsky

(titolo originale Über das Geistige in der Kunst, insbesondere in der Malerei, pubblicato nel 1912, edizione italiana a cura di Elena Pontiggia)

cover spirituale Kandinsky

Dall’Introduzione

Comprendere significa capire il punto di vista dell’artista. Si è detto che l’arte è figlia del suo tempo. Un’arte simile può solo riprodurre ciò che è già nettamente nell’aria. L’arte che non ha avvenire, che è solo figlia del suo tempo ma non diverrà mai madre del futuro, è un’arte sterile. Ha vita breve e muore moralmente nell’attimo in cui cambia l’atmosfera che l’ha prodotta.

Anche l’altra arte, suscettibile di nuovi sviluppi, è radicata nella propria epoca, ma non si limita ad esserne un’eco e un riflesso; possiede invece una stimolante forza profetica, capace di esercitare un’influenza ampia e profonda.

La vita spirituale, di cui l’arte è una componente fondamentale, è un movimento ascendente e progressivo, tanto complesso quanto chiaro e preciso. È il movimento della conoscenza. Può assumere varie forme, ma conserva sempre lo stesso significato interiore, lo stesso fine.

 

 

Pubblicato in: Libri, Riflessioni

Democrazia recitativa

Qualche giorno fa, nella trasmissione di Rai Radio3 Pagina 3, e poi anche in Fahrenheit, hanno parlato di un saggio, scritto dallo storico Emilio Gentile, dal titolo Il capo e la folla. La genesi della democrazia recitativa.

Quello che ho sentito, sia nella lettura di un articolo che parlava di questo libro, sia nell’intervista fatta all’autore, coincide grosso modo con il mio pensiero. Viviamo in un paese (non solo noi italiani, ovviamente) in cui la democrazia non è reale ma recitata. Il popolo (il popolo… chi è costui?) non è più attore (ammesso, dico io, che lo sia mai stato) e nemmeno comparsa ma semplicemente spettatore.
È un tipo di governo anche peggiore di una dittatura perché ci abituiamo a respirare aria inquinata e non ce ne accorgiamo più, ci adattiamo, mentre se vivessimo in una dittatura ci renderemmo conto di soffocare e cercheremmo di fare qualcosa, di liberarci.

Questa è la descrizione del libro che si trova sul sito di IBS

“Conoscere l’arte di impressionare l’immaginazione delle folle, vuol dire conoscere l’arte di governarle”. Così scriveva nel 1895 Gustave Le Bon nel suo celebre libro “Psicologia delle folle“. Emilio Gentile rievoca le principali esperienze di partecipazione delle folle alla politica dall’antichità all’età contemporanea, per concludere con esempi di capi straordinari, che hanno governato con le folle per distruggere o per salvare la democrazia. Da Napoleone Bonaparte a Napoleone III, incontrando poi Franklin D. Roosevelt, Churchill, de Gaulle e Kennedy, il lettore avrà modo di riflettere sull’attuale tendenza a trasformare il “governo del popolo, dal popolo, per il popolo” in una democrazia recitativa, dove la politica diventa l’arte di governo di un capo, che in nome del popolo muta i cittadini in una folla apatica, beota o servile. Attraverso la storia raccontata da Gentile, il lettore può forse trarre l’impulso a preservare la dignità della propria coscienza critica, evitando di essere assorbito nella folla sottomessa al capo in una democrazia recitativa.

 

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Ernest e Celestine – Daniel Pennac

(titolo originale Le roman d’Ernest et Celestine, trad. Yasmina Melaouah, pubbl. 2012, in Italia 2013)

Un romanzo da ragazzi, dolce e divertente che racconta dell’amicizia fra un orso (Ernest) e una topolina (Celestine), amicizia fuori dall’ordinario perché non s’è mai visto che un topo e un orso possano essere amici… I topi vivono nel mondo di sotto e gli orsi nel mondo di sopra…
Le avventure dei due amici sono raccontate in modo originale: non c’è un solo narratore ma ben tre: l’Autore, Celestine ed Ernest. I tre dialogano un po’, discutono, poi uno di loro (di solito l’Autore) narra una parte della storia. A un certo punto entra in scena anche il Lettore, che prevede cosa sta per succedere o protesta per qualcosa che non gli torna…

Insomma una narrazione a più voci, quasi teatrale, che mostra i diversi punti di vista e, in certo modo, anche come si costruisce una storia.


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Ebook reader – bilancio dopo oltre due anni

Posso riassumerlo in una parola: soddisfacente.

L’esperienza di leggere con questo strumento, infatti, per me è stata davvero ottima.

ebook cover

Se è vero, come è vero, che l’ebook-reader non ha il fascino e il profumo del libro cartaceo, attributi indiscutibilmente speciali e inimitabili, è altrettanto innegabile che la versatilità di questo oggetto è notevole. Piccolo, leggero, contiene un sacco di libri. Mi consente di ingrandire o ridurre il carattere di stampa a mio piacimento.

ebook testo piccolo

MI offre dei vocabolari in linea per quando leggo in lingua straniera. Mi dà la possibilità di scaricare libri gratis o a prezzi molto bassi, anche libri che è difficile trovare in cartaceo, come vecchi classici di fama minore. Ho infatti letto alcuni libri recuperati fra quelli gratuiti, perché per essi era scaduto il diritto d’autore, che difficilmente avrei letto altrimenti (come dei racconti di Capuana, Un romanzo di fantascienza di Salgari, Capuana, Ghislanzoni: testi interessanti in cui non mi sarei imbattuta se non avessi cercato ebook da scaricare gratis.

 

ebook testo grande.jpg

Il dispositivo che ho è un modello Sony di almeno tre anni fa, fra i difetti che trovo più evidenti ci sono la scarsa velocità e la pessima navigazione nei file in formato .pdf (è lento quando giro le pagine in direzione inizio-fine, un disastro le scorro all’indietro).

Comunque andare in giro con una libreria condensata in un oggetto tanto piccolo è per me di una comodità ineguagliabile. E anche per leggere a letto le sue dimensioni e il fatto che basta una mano a tenerlo sono discreti vantaggi.

Voglio sottolineare che non considero l’ebook come rivale del libro cartaceo. Un libro è comunque un libro e la forma in cui preferisco/posso leggerlo dipende da vari fattori.

 

 

 

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[L’Aedo Sproloquia] Media Library Online: la Biblioteca Digitale

Sono iscritta al servizio fino dalla sua istituzione, ma non l’ho ancora utilizzato.
Rebloggo perché penso che sia un servizio interessante e l’articolo lo spiega bene.
🙂

Paper Rhapsody

Introduzione In occasione della giornata del libro voglio parlarvi di un servizio online che trovo estremamente interessante e funzionale, sopratutto per le persone che si sono convertite alla lettura su e-reader. Buona lettura!

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La passione secondo Thérèse – Daniel Pennac

(titolo originale La passion selon Thérèse, trad. Yasmina Melaouah; pubbl. 1988, in Italia 1999)

Era da qualche anno che non leggevo una delle avventure della famiglia Malaussène e, in un primo momento, la scrittura e l’ambientazione mi hanno colta un po’ di sorpresa, non ricordavo quanto fossero spumeggianti. Ho letto abbastanza di recente altre cose di Pennac (fra cui Signori bambini, che mi è piaciuto tantissimo) ma mi pare che avessero un linguaggio un po’ diverso.
Ad ogni modo leggere Pennac è, per me, sempre una bella esperienza, un tuffo in un mondo insolito, assolutamente originale, popolato di personaggi unici, a cominciare dai nomi. Tra i vari fratelli di Ben troviamo infatti È Un Angelo, Piccolo, Verdun, Signor Malaussène…
In questo romanzo (abbastanza breve) Thérèse, una delle sorelle di Benjamin, si innamora e si sposa, nonostante il parere contrario dello stesso Ben (messo in minoranza dal resto della famiglia). Naturalmente la faccenda non fila liscia, al contrario. Le disavventure culminano però in un lieto fine, un lieto fine alla maniera della famiglia Malaussène, naturalmente.
Direi una storia di minor rilievo rispetto ai primi romanzi con Benjamin protagonista, comunque una gradevole lettura. E poi, Pennac è sempre Pennac…