Il magico potere del riordino – Marie Kondo

(titolo originale Jinsei Ga Tokimeku Katazuke No Maho, trad Francesca Di Berardino; pubblicato nel 2011 in Giappone, nel 2014 in Italia)

cover Riordino

Si tratta di un manuale, che, a mio parere, si sarebbe potuto condensare in una trentina di pagine, tanto per stare larghi.
Per le prime cinquanta o sessanta pagine ci vengono ripetuti due o tre concetti che stanno alla base del metodo proposto, concetti che sono piuttosto ovvi (anche se non per questo necessariamente chiari, a volte sono proprio le cose più ovvie quelle che non mettiamo in evidenza): prima di poter riordinare occorre liberarsi di ciò che non serve (e farlo in un’unica sessione), quanto e cosa siamo soliti conservare dipende da fattori psicologici.
Ne resto del libro, diluiti fra chiacchiere ed esempi anche piacevoli, ci sono i suggerimenti su come operare, sia per liberarsi di ciò che ci è superfluo (molto più di quello che pensiamo), sia per disporre in ordine quanto decidiamo di tenere. Uno dei concetti che contraddistinguono il metodo proposto (la cosa non stupisce venendo dal Giappone) è quello del rispetto, che si esplica sia nel liberare le cose che non usiamo più dal loro stato di oggetti trascurati e dimenticati, sia nel valorizzare ciò che invece amiamo e che potremo apprezzare meglio se ben riposto e non sommerso da altri suoi simili che non ci servono più. Il rispetto è dovuto anche alla casa, che ci ospita e che merita di essere tenuta in ordine.

L’autrice è un’esperta del riordino (non avevo idea che ne esistessero, sia pure in Giappone) e il suo lavoro è quello di aiutare sia le clienti a riordinare la propria casa, che i manager per le loro aziende.

Complessivamente è un librino gradevole, facile da leggere; un po’ più difficile è seguire i suoi consigli, perché, se apparteniamo al genere di persone che non butterebbero via mai niente (come me…), non è certo un libro a farci cambiare tanto radicalmente. Per quanto mi riguarda vorrei modificare questa mia abitudine, sarà che invecchiando mi sembra che abbia poco senso conservare cose, un po’ perché tanto non potrò portarmele dietro, da morta, un po’ perché so benissimo che custodire oggetti come ricordi è solo un modo per cercare di trattenere il passato. E questo è impossibile, il passato è passato, punto. Tutto ciò che possiamo conservare è quello che rimane nella nostra memoria, di ciò che abbiamo vissuto e delle persone che abbiamo amato e amiamo, e per questo non serve raccogliere cimeli.

 

 

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2 pensieri su “Il magico potere del riordino – Marie Kondo

  1. Questo libro mi sta capitando sotto gli occhi ogni volta che vado in libreria. Praticamente è un ostacolo da tuffo carpiato, ma non mollo, non lo prendo. Adoro il mio caos e senza non potrei vivere 😀 Molta stima a te che sei riuscita a leggerlo!!!
    Simo

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    • Io l’ho preso in biblioteca… che al momento è la mia quasi unica fonte di libri (ebook self a parte), visto che mi consente di leggere senza riempire la casa. Il libro, secondo me, non vale la pena di essere comprato, i consigli per il riordino sono troppo drastici… anche se è vero che non è bene essere troppo legati agli oggetti, ma questo non è un concetto nuovo.

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