PECORE CON GLI SCARPONI, #20

Un cambiamento

Quando Laura salì in macchina l’indicatore della benzina le mostrò che il serbatoio aveva assoluto bisogno di rifornimento, se non voleva restare a secco da un momento all’altro. Aveva tergiversato fino a quel punto per evitare di rivedere il benzinaio: era sciocco e, in realtà, non c’era un motivo per farlo. Forse temeva che lui pensasse chissà cosa di lei, dopo le cose che gli aveva detto sui libri. Forse, però, non era per quello. Forse semplicemente non era disposta a instaurare con lui un rapporto diverso da quello avuto con i precedenti proprietari, mentre sembrava che, per via dello scambio di opinioni sulle letture, la loro conoscenza fosse avviata a svilupparsi di più. Troppo, insomma. Libri galeotti? Si chiese. No, non aveva paura di poter provare per lui sentimenti che l’avrebbero portata a soffrire. Comunque fosse, quando si fermava davanti alla pompa non si sentiva a suo agio. E allora perché non fare benzina altrove? Poteva percorrere almeno altre strade per andare in biblioteca da casa e lungo due passava davanti a un distributore.

Sperimentò prima una strada, poi un’altra. Scelse la seconda e abbandonò l’itinerario che aveva seguito per anni. Un po’ le spiacque, anche perché non avrebbe più visto la finestra dei gatti, ma preferì seguire il nuovo percorso anche quando non doveva fare benzina e considerare il vecchio come un capitolo chiuso della sua storia personale.

Una sera, durante una pausa caffè, stava per accennare la cosa a Patrizia, ma il discorso scivolò sui figli della collega, cui non piaceva studiare e che le davano sotto questo aspetto molte preoccupazioni.

Se boccia anche quest’anno lo mando a lavorare.” Affermò Patrizia arrabbiata e un po’ sconsolata riferendosi al figlio maggiore. “Almeno impara un mestiere. Tanto un diploma preso per forza non serve a nulla, è solo un pezzo di carta.”

Lui che dice?”

Gli basta non studiare.” Patrizia era esasperata, lei a scuola era stata brava e non capiva perché ai suoi figli interessasse così poco lo studio. Si ripeteva Non siamo tutti uguali, ma non se ne capacitava.

Laura, che non aveva esperienze da confrontare, cercava di confortarla.

Magari se gli trovi un lavoro per l’estate poi realizza che è meglio la scuola.”

Ne dubito. Comunque credo che non ci resti altro da fare. Anche Aldo è d’accordo, per fortuna.”

Più tardi Laura fu contenta che la collega si fosse sfogata con lei per i suoi problemi, non avrebbe avuto senso raccontarle di aver cambiato le sue abitudini per un motivo pressoché inesistente. E men che meno sarebbe stato il caso di parlare del benzinaio. Del resto cosa c’era da dire?

 

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