Raccontare il mare – Björn Larsson

(si tratta di una raccolta di prefazioni, non ho trovato il titolo originale della raccolta e i traduttori sono diversi anche a seconda della lingua in cui era scritta la prefazione – pubbl. 2015)

cover Raccontare il mareOgni volta che leggo un libro di Larsson provo una sorta di invidia e di nostalgia intrecciate insieme. Intendiamoci, un’invidia buona, che in realtà somiglia più ad ammirazione e a un desiderio di emulazione che non sono in grado di soddisfare (per vari motivi). E non sono legati alla scrittura o al successo letterario, bensì al suo modo di vivere il mare, anzi, si potrebbe dire, di vivere sul mare. Sarà perché in certo modo parte delle mie radici affondano in una città marinara, sarà perché da bambina e ragazzina ho vissuto dentro i romanzi di Salgari… Insomma il modo di Larsson di parlare del mare, della navigazione, dei libri sul mare (come in questo caso) mi affascina davvero molto.

Intendiamoci, di questo scrittore mi piacciono anche le storie e il modo di scrivere e ho apprezzato molto questa carrellata di prefazioni che lui ha scritto (e da cui, naturalmente, ho tratto dei suggerimenti di lettura). Trovo sempre interessante leggere cosa gli scrittori pensano di altri scrittori; quando poi si tratta scrittori che anch’io ho letto è come una sorta di triangolazione fra me, lo scrittore X e lo scrittore Y che dice cosa pensa di X; mi si offrono nuovi o più ampi punti di vista relativi a X ma anche a Y per il modo in cui interpreta X.

In questo libro Larsson tratta di autori che hanno scritto uno o più romanzi ambientati sul mare e ci fa notare che il mare, in realtà, è un tema poco diffuso nella narrativa, per lo meno il mare inteso in un certo modo. Forse perché difficilmente un vero scrittore è anche un marinaio e, viceversa, un marinaio, un uomo di mare, è difficilmente un vero scrittore e al massimo può essere autore di una sorta di diario di bordo, cosa ben diversa da un romanzo. Larsson analizza con competenza sia di scrittore che di marinaio i testi di vari autori ritenuti “di mare”, illustrando le caratteristiche per lui peculiari di ciascuno e ci spiega quanto e se è d’accordo, caso per caso, con la definizione “di mare”.

Insomma, questo è un libro che parla di libri, di scrittura, di scrittori e di mare, che può piacere a chi ama almeno una di queste quattro cose (a me, in pratica, piacciono tutte e quattro), ma anche a un lettore qualsiasi (anche se, secondo me, un lettore non è mai qualsiasi…).
Per un elenco degli autori di cui parla Larsson vi rimando al risvolto di copertina, più sotto.

Altri miei post su Larsson: Citazione di Maupassant, su Larsson scrittore.

Due citazioni da Raccontare il mare

Sullo stile, dal capitolo su Biamonti

Per molti critici è la bellezza dello stile il criterio per distinguere un grande scrittore. Biamonti ha certamente un suo stile. Ma cos’è lo stile, in fondo? Ai miei occhi è una maniere di rimettere in discussione il rapporto tra il senso e la realtà. È mostrare, attraverso il rinnovamento della lingua, che il reale non è solo quello che è, ma anche quello che avrebbe potuto o potrebbe essere. Lo stile è una presa di posizione rispetto al reale, un modo di scavare uno scarto tra ciò che è detto e ciò che è percepito. Lasciando a scienziati e giornalisti il compito di descrivere ciò che è, agli scrittori spetta quello di immaginare e inventare il reale. Non credo vada presa alla lettera l’affermazione, ne Il silenzio, che non c’è più niente da sperare: non è una descrizione del mondo reale, se mai è una richiesta di aiuto, un avvertimento. Chi è veramente convinto che non c’è più speranza, non scriverebbe. Anche il più disperato e il più disilluso degli scrittori, impegnando tutte le sue energie e il suo talento a fare un’opera bella e vera che sveli il mondo, sta dalla parte dell’umano. E questo è il caso di Francesco Biamonti.

Dopo la conferenza su Harry Martinson

Alla fine della conferenza mi si è avvicinato un uomo anziano, presentandosi come Helge Olsson, oggi pensionato e poeta dilettante, altrimenti ex ingegnere marittimo e, soprattutto, ex carbonaio, come Martinson. Mi ha raccontato che quando Harry Martinson aveva ricevuto il premio Nobel, i suoi ex colleghi carbonai, a differenza di certi rappresentanti dell’élite intellettuale di Stoccolma, erano quasi «crepati di orgoglio». Intanto perché era «uno di loro» a ricevere il Nobel, un ex marinaio carbonaio che un tempo era considerato un niente, il gradino più basso della gerarchia marittima, sgobbando in un lavoro disumano che nessuno ai giorni nostri accetterebbe di fare. E poi perché nei suoi racconti di viaggio Harry Martinson aveva ridato dignità al loro mestiere e, semplicemente, aveva reso umani i carbonai. E cosa si può chiedere di più a uno scrittore, se non di dare voce a che non ce l’ha, e umanità a chi se l’è sempre vista rifiutare?

Dal sito dell’editore è possibile scaricare per ogni libro (di Larsson come degli altri autori) l’incipit in formato .pdf.

Risvolto di copertina (L’opinione dell’editore)
«Mutano solo il cielo, non l’animo, coloro che vanno per mare»: il famoso aforisma oraziano potrebbe forse servire da epigrafe a questo libro, in cui Björn Larsson torna a parlarci del suo luogo dell’anima attraverso alcuni tra i grandi classici della letteratura di mare. Da Conrad a Maupassant, da Omero a Cristoforo Colombo, dal Nobel Harry Martinson al velista solitario Joshua Slocum, da Biamonti a Childers, ad Álvaro Mutis, ripercorre romanzi e racconti, non tutti noti quanto meritano, intrecciando le biografie degli autori e quelle dei personaggi, interrogandosi sulle loro qualità marinaresche e letterarie, ma soprattutto umane, con la competenza e l’empatia di chi spartisce con loro la duplice passione di navigare e raccontare. Perché continuiamo a considerare il mare come il «simbolo quasi parodistico della libertà», del sogno di una vita più autentica? È il mare vero o il suo mito che custodiamo gelosamente nel nostro immaginario? Siamo sicuri che sia una fonte privilegiata di ispirazione letteraria, che basti aver fatto il giro del mondo a vela per diventare scrittori? Di quale mare parla, in realtà, la letteratura marinara? Di quello duro dei pescatori e dei marinai, del campo di gara dei regatanti, delle acque domestiche di chi vi trascorre il tempo libero per puro piacere? Accantonando ogni analisi teorica, Larsson si appassiona e ci fa appassionare, alle storie, ai personaggi, agli autori che ama, scrivendo da romanziere un libro «eclettico e impressionista» che ci invita a navigare senza rotte prestabilite, con il solo scopo di farci «perdere tra qualche buon libro ai margini della letteratura canonica». 
Bio dell’autore, dal sito di Iperborea
Björn Larsson, nato a Jönköping nel 1953, docente di letteratura francese all’Università di Lund, filologo, traduttore, scrittore e appassionato velista, è uno degli autori svedesi più noti anche in Italia. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati in Italia da Iperborea, La vera storia del pirata Long John Silver, Il Cerchio Celtico, Il porto dei sogni incrociati, I poeti morti non scrivono gialli e L’ultima avventura del pirata Long John Silver.

 

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5 pensieri su “Raccontare il mare – Björn Larsson

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