“La grande menzogna” di Antonella Sacco, recensione di Daniela Domenici

grazie a Daniela per questa recensione che non posso non rebloggare…

daniela e dintorni

la grande menzogna

È la sesta opera di Antonella Sacco, mia concittadina, che recensisco in un anno, un bel record, non c’è che dire; è evidente che mi piacciano i suoi ebook…una casualità non voluta: uno dei cinque precedenti, il secondo per l’esattezza (Antonella è laureata in matematica, io amo questa materia…), l’ho recensito lo stesso giorno un anno fa, incredibile vero?

Ho divorato questo suo ebook in un soffio nonostante la sua struttura narrativa non facile, a incastro, a “frames”, anzi, la definirei a “matrioska”, uno dentro l’altro; mi ha affascinato l’idea di fondo che lo pervade, l’amore per la scrittura che in questa storia immaginata da Sacco ha purtroppo una connotazione negativa per i protagonisti i quali si impantanano, si incastrano, appunto, uno dopo l’altro in una serie di omissioni, di infingimenti, di menzogne fino alla “grande menzogna” che dà il titolo all’opera.

La domanda che mi sembra aleggi in tutta…

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Il circo dell’assurdo

Commenti superflui, purtroppo

Lunanuvola's Blog

Tutte le nazioni hanno le proprie tradizioni e gli stereotipi di genere ne sono parte. Ma è bene ricordare che ciò è stato fatto da persone e può essere riformato da persone.” Tarja Halonen, ex Presidente della Finlandia.

Chiedete a qualsiasi organizzazione o singola attivista che si occupi professionalmente di violenza di genere le ragioni per cui essa esiste e otterrete un responso di questo tipo:

La violenza contro le donne non è perpetrata da singoli individui che operano nel vuoto, ha radici strutturali e personali. A livello personale, la violenza contro le donne si genera dalla forma dominante di “mascolinità”, una costruzione basata su pressioni, paure, emozioni represse, modelli da raggiungere, nonché lezioni apprese da famiglia, comunità, istituzioni religiose, istituzioni pubbliche e media che giustificano e glorificano la violenza di genere.

Fra le radici strutturali sono da evidenziare:

Norme “tradizionali” che sostengono la superiorità maschile;

Risposte deboli o…

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Comunicazione di servizio: ebook gratis

Oggi 29 Maggio e domani 30 Maggio sarà possibile scaricare gratuitamente il mio ebook “La grande menzogna”; si tratta di un noir non convenzionale, una storia nella storia.
Si può trovare a questo link.

Due parole sulla trama (la sinossi sullo store di Amazon)

Hank, cameriere in un bar di periferia, vorrebbe cambiare vita ma non sa come fare.
Un giorno un cliente muore quasi sotto i suoi occhi e quando Hank scopre che nascondeva un importante segreto cerca di sfruttarlo a suo vantaggio per ottenere la ricchezza che sogna e conquistare la ragazza di cui è innamorato. Ma tutto ha un prezzo: Hank è disposto a pagarlo?
Una storia nella storia, un romanzo dai connotati “noir” che parla di scrittura e scrittori, successo e amore, sotto un velo di ambiguità e di mistero.

cover La grande menzogna

Qui sotto un breve estratto dal romanzo

Ho bevuto. Non molto, solo un po’ di whisky. Come ai vecchi tempi. Era da tanto che non succedeva. Che bevessi da solo, nel cuore della notte. Un attacco di nostalgia per gli anni che furono? Poi ho provato il bisogno di scrivere, di fermare quello che mi passa per la testa. Ho trovato un foglio bianco sotto al telefono, e ora sono qui, mezzo disteso sul divano, a sporcarlo di segni neri. Formiche schiacciate senza una logica. Questo sono le mie parole. Cadaveri. Come sento che sarò presto anch’io.

È bello, però, lasciarsi andare ancora una volta e buttare giù formiche su formiche.

 

Parole

20151215_121710 blogUn paio di giorni fa ascoltando la radio mentre ero in auto, ho sentito l’espressione “potente desolazione” (non ricordo più a che proposito, comunque era durante una trasmissione che parla di libri e cultura, Pagina3).

Questa espressione, sottolineata dal giornalista che l’aveva letta, mi ha colpita per la sua forza e per non perderne memoria ho voluto annotarla nel blog.

 

Scrittura responsabile?

In questo giorni in uno dei gruppi Facebook di cui faccio parte da un paio di mesi, è stato affrontato il tema della responsabilità dello scrittore (e anche del lettore). Questo argomento è stato trattato anche in uno dei blog che seguo, Circolo16 (non ho letto tutti gli interventi).

Pubblico anche qui il mio piccolo contributo, ovvero alcune mie riflessioni sull’argomento, che è davvero complesso.

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Da un punto di vista del lettore/lettrice credo che la parola chiave sia consapevolezza. Consapevolezza di quello che si sceglie di leggere: sapere, per esempio, che non si tratta di “letteratura” o di “modelli” ma di “evasione” mi sembra un distinguo fondamentale. Quindi il problema/la domanda è: come rendere i lettori consapevoli o come salvaguardare quelli che ancora non lo sono (per età o educazione/cultura)?

Da un punto di vista dell’autore/autrice la parola chiave non può essere che libertà di espressione. Non sono però sicura che scrivere di qualunque cosa perché va di moda o perché si vende abbia a che fare con l’espressione; è certo legato alla libertà di fare quello che si vuole, però secondo me la libertà di ciascuno non può ledere quella di nessun altro e non sono sicura che certi testi non possano risultare “nocivi”, almeno per certi tipi di lettori/lettrici (penso ovviamente a quelli più influenzabili come giovani e giovanissimi, ma non solo). In tutti i casi sono dell’opinione che ognuno debba assumersi la responsabilità delle proprie azioni e quindi anche di quello che scrive.

Qualcuno ha giustamente sottolineato che non è importante tanto l’argomento di cui si scrive quanto il modo in cui lo si presenta: mi sembra un aspetto sostanziale. Presentare certi fatti o rapporti come auspicabili è ben diverso che mostrarli (anche senza giudicarli negativamente) nella loro crudezza/realtà.

Personalmente non leggo storie appartenenti ai generi che non mi piacciono, ovviamente neppure ne scrivo. Anche se ognuno, come dicevo sopra, è comunque libero di scrivere le storie che vuole, non posso fare a meno di confrontare – per esempio – certe trame con le vite delle innumerevoli donne e ragazze che nel mondo subiscono realmente sulla loro pelle soprusi di ogni genere quotidianamente e per le quali non c’è alcun lieto fine. Quindi, al di là dei gusti o delle preferenze, trovo che le storie di determinati “generi” siano alquanto inopportune.

 

 

Cercando Fantasy…

Un brano da “Otre i confini – Il tocco degli spiriti antichi”
di Noemi Gastaldi.
Una bella trilogia fantasy

Noemigastaldi's Blog

child-765749_1280Lucilla abbozzò due piccole macchie scure al centro del foglio da disegno.

Ricordava di aver conosciuto la ragazza misteriosa quand’era ancora molto piccola, ed era lì che voleva condurre i propri pensieri.

All’epoca, i suoi capelli erano ancora così chiari e sottili da assumere una colorazione platinata sotto i raggi del sole, ed erano sempre raccolti in due codini alti sopra la testa; i suoi occhi scurissimi risaltavano, proprio come due macchie d’inchiostro, in mezzo al candore del suo viso ancora leggermente paffuto. Poteva avere quattro o cinque anni. E ritrarre se stessa come una bambina, proprio ora che iniziava a intravedere l’età adulta, la fece sorridere di tenerezza nella solitudine della sua stanza.

Pensò quindi a come aggiungere alla sua opera l’oggetto della propria, neonata, ossessione.

Ricordò, con un certo sforzo, che quella ragazza le aveva detto di chiamarsi Fantasy e che era già grandicella quando… Possibile? Forse su…

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