Pecore con gli scarponi, #21

Acquagym

Laura parcheggiò nella piazza come aveva fatto Patrizia quando l’aveva accompagnata a iscriversi al corso di acquagym. La collega era soddisfatta di essere riuscita a convincerla, lei molto meno. Anzi, era già pentita di aver ceduto alle sue insistenze. Nelle ultime settimane le aveva descritto sempre più spesso quanto fosse benefico e gradevole:

È divertente, vedrai. Sono movimenti dolci e mentre ti muovi l’acqua ti fa un massaggio. Sono sicura che ti piacerà. Io ho cominciato due mesi fa e sono entusiasta.”

Le aveva ripetuto questo ritornello un sacco di volte, finché alla fine Laura si era arresa: si era comprata una cuffia e aveva pagato l’abbonamento per un mese.

Scese dall’auto e, lentamente, si diresse verso la piscina e poi verso lo spogliatoio. Aprì la porta, entrò e si sentì in trappola, non si era aspettata di trovare tanta gente: bimbe di tre quattro anni corredate di mamma o nonna, ragazzine, adolescenti, adulte, anziane e perfino oltre… una folla di donne che si spogliavano, asciugavano, vestivano. Appena si riscosse dallo stupore fece dietro front ma sulla soglia si trovò faccia a faccia con Patrizia.

Ciao, Laura. Vieni, sbrighiamoci. Abbiamo solo cinque minuti.”

Non c’è posto.”

Non ti preoccupare, è sempre pieno così. Guarda, là c’è un po’ di spazio” disse Patrizia indicando l’angolo di una panca. “Poi in acqua si sta bene, tranquilla.”

Posarono le borse e si spogliarono in fretta. Laura si sentiva ingombrante, la stanza, benché grande, era attraversata da file di panche e attaccapanni che la dividevano in stretti corridoi, lungo i quali lei si muoveva con difficoltà e solo chiedendo di continuo permesso. Di solito le sue dimensioni non le creavano un problema ma lì non si sentiva a proprio agio. Neanche un po’.

È affollato, è vero. Ma ci si abitua.” La incoraggiò Patrizia, che aveva intuito cosa le passava per la mente.”

Laura annuì. Stava sudando, l’aria era calda e umida e vi aleggiavano gli odori dei bagnoschiuma e delle creme.

Indossarono la cuffia e si incamminarono verso la vasca.

Il nostro gruppo è quello.” Patrizia le indicò una quindicina di donne che entravano in quel momento in acqua.

Dopo dieci minuti di esercizi Laura smise di seguire le indicazioni dell’istruttrice. Di quando in quando accennava un movimento, per non farsi notare troppo. Pensava sconfortata al caos che l’aspettava nello spogliatoio e non vedeva l’ora di essere a casa. Avrebbe dovuto immaginarlo, perché si era fatta convincere da Patrizia? Il perché lo sapeva benissimo: in quel periodo la solitudine le pesava più di quanto non le era mai successo prima, e poi ogni tanto bisogna provare qualcosa di nuovo, qualcosa che non si è mai fatto.

Beh, almeno ci aveva provato.

Patrizia ci sarebbe rimasta male, ma non se ne sarebbe stupita gran che, se lo aspettava di certo. Forse però avrebbe provato una seconda volta, in fondo stare nell’acqua e fingere di fare ginnastica era abbastanza rilassante.

Rientrarono nello spogliatoio insieme ad altri due gruppi, e ci volle un po’ prima che riuscissero a guadagnarsi una doccia libera e poi un phon per asciugarsi i capelli. E per tutto questo tempo e finché non si fu rivestita Laura si sentì ingombrante. Troppo per desiderare di tornarci.

Venerdì andrà meglio, vedrai.” La disse Patrizia quando furono fuori.

Lei annuì, glielo avrebbe detto nei prossimi giorni, che in piscina non sarebbe tornata.


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...