Bisogno di libertà – Björn Larsson #2

(titolo originale Besoin de liberté, trad. Daniela Crocco)

Un libro sostanzialmente autobiografico, in parte nel vero senso della parola perché Larsson narra episodi della sua vita (legati al tema della libertà), in parte mi viene da definirla un’autobiografia del pensiero, dato che lo scrittore espone le sue convinzioni in merito alla libertà e, di conseguenza, ai rapporti fra gli esseri umani; parla anche della letteratura e della funzione che questa ha/dovrebbe avere secondo lui.

cover Bisogno libertà ok

A tratti la lettura di questo libro ha suscitato in me una sorta di invidia per la libertà in cui ha saputo/potuto vivere Larsson, a tratti certe sue affermazioni mi hanno quasi irritata, anche se, forse, sostanzialmente le condivido (forse proprio per quello?).

È comunque un testo interessante da leggere (non amo le autobiografie, ma questa è molto particolare, “poco autobiografica” per quanto riguarda le vicende mentre lo è molto per quanto attiene al pensiero e alla filosofia di vita dello scrittore) perché ricco di spunti di riflessione), perché offre un modo per vedere il mondo con occhi diversi, meno stanziali (almeno per me).

I capitoli che ho trovato più interessanti (e che sono sostanzialmente filosofici) sono La libertà e il problema dell’umano e Libertà e letteratura; nell’ultimo, Libertà: istruzioni per l’uso in dieci lezioni, Larsson riassume in poche pagine il suo concetto di libertà.

Lascio adesso la parola a Larsson stesso, condividendo alcuni brevi brani dal libro, brani che forse desteranno anche il vostro interesse oltre che il mio.

 Mi è impossibile capire la gioia che prova certa gente a «confondersi con la massa». Ecco perché mi riconosco in pieno nella descrizione di Maupassant, nel romanzo Sull’acqua, del suo orrore per le folle: “… Quante volte ho constatato che l’intelligenza si accresce e si eleva non appena si vive soli, si riduce e si immiserisce quando si torna a mescolarsi con gli altri. … Le qualità di iniziativa intellettuale, di libero arbitrio, di riflessione ponderata e perfino di comprensione di qualsiasi individuo isolato, in genere spariscono non appena si sia mescolato a un gran numero di altri uomini.”
La mia avversione per la folla mi ha fatto spesso considerare un asociale e, in un caso preciso, mi è valsa addirittura l’epiteto di «eremita misantropo». Ma mi ha anche vaccinato contro tutte quelle ideologie, tra cui il marxismo, che nascondono il loro disprezzo per gli uomini sotto la vernice seducente di un umanesimo egualitario.

 

E senza sogni, la libertà è solo un miraggio, un’illusione, un castello in aria che crolla al primo soffio.
So che queste parole sembrano uno slogan pubblicitario. Ma non per questo sono false. Bisogna tutt’al più apportare qualche precisazione, come cercherò di fare più avanti. Per ora diciamo semplicemente che per essere liberi bisogna avere fantasia, ma una fantasia radicata nella realtà. Bisogna sapersi immaginare altri modi di vivere, di pensare, di sentire. Non basta sperare. La speranza po’ dare coraggio, il che non è poco, ma non è perché lo si spera, che si sarà liberi.

 

Da dove mi veniva questo desiderio di scrivere e di essere scrittore…? Ovviamente da una miriade di ragioni e motivazioni diverse. E quelle che spiegano perché continuo a scrivere non sono probabilmente le stesse che mi hanno spinto a cominciare…
scrivere è un lavoro duro, di lungo respiro, che richiede disciplina e implica non pochi sacrifici. …
Ma è innegabile che quando si è immersi in un romanzo, vivere risulta difficile. Prima e dopo si vice, durante, mica tanto.

 

Niente come l’abitudine ti addormenta, manda in fumo i tuoi sogni di un tempo e ti fa credere di esserti già giocato tutto, quando invece la vita è piena di novità e di sorprese. A saper guardare.

 

qualsiasi materia, studiata a fondo, diventa interessante sia da un punto di vista intellettuale che esistenziale.

 

Per poter essere liberi, infatti, è meglio inseguire più di un sogno e investire su più fronti. Si chiama suddividere i rischi.

 

Io no!”
È di quella voce che abbiamo bisogno. Tanto più di questi tempi, in cui l’individualismo conformista è diventato un movimento di massa. Quando ognuno pretende di essere diverso dagli altri e unico al mondo, abbiamo bisogno del coraggio di qualcuno che dica il contrario. Quando tutti, o quasi, reclamano il diritto alla libertà personale, senza alcun riguardo per quella degli altri, abbiamo bisogno di quelli che insistono sul bisogno di amicizia, di solidarietà, di uguaglianza, di fraternità, di tolleranza e e di amore.


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Un pensiero su “Bisogno di libertà – Björn Larsson #2

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