Pecore con gli scarponi, #25

Nuove abitudini

A quella cena in pizzeria ne seguirono altre, sempre in locali diversi: Laura e Umberto ne provavano uno nuovo ogni settimana. I loro incontri, comunque, si limitavano a quelle serate, a parte i rifornimenti di benzina dell’una o di libri dell’altro.

Quando si vedevano parlavano e, di quando in quando, riuscivano anche a lasciarsi andare alle confidenze, per quanto riassunte in poche parole.

Una sera Umberto raccontò la storia del suo matrimonio in poche frasi e Laura vi colse il rimpianto. Si era separato dalla moglie poco prima di ereditare il distributore e aveva colto l’occasione per cambiare lavoro, abitudini e casa.

Cosa non funzionava più?” provò a chiedere Laura, più per empatia che perché volesse davvero una risposta.

Non so. Me lo chiedo anch’io. Forse ci mancava l’entusiasmo dei primi tempi e non riuscivamo a farne a meno. O magari ci siamo delusi a vicenda. La convivenza è più difficile di quanto si pensi.”

Laura aveva pensato che allora, forse, non si amavano abbastanza, ma non lo disse. Temeva che sarebbe suonato come una critica o un giudizio e lei non intendeva né criticare né tanto meno giudicare.

Umberto ruppe il silenzio passando a un altro argomento: “Che ne dici se la prossima domenica andiamo al mare? Anche se non è stagione da spiaggia possiamo camminare sulla riva e respirare l’aria buona.”

L’idea mi piace” acconsentì Laura.

Più tardi, a casa, rifletté sulla proposta di Umberto: era la prima volta che le chiedeva di trascorrere insieme un’intera giornata. Ormai si conoscevano da oltre sei mesi e da almeno tre condividevano la pizza settimanale. Quell’invito insolito significava qualcosa per lui? E per lei?

Fino a quel momento Laura aveva cercato di non crearsi aspettative: Umberto era un amico, forse neanche quello. Fra loro non sarebbe mai nato niente di diverso dal rapporto cameratesco che si era instaurato. Il suo grasso l’avrebbe tenuto lontano ma, nello stesso tempo, l’avrebbe protetta dalle illusioni. Se non fosse stata la balena che era avrebbe potuto immaginare una storia con lui e questo, magari, avrebbe rovinato tutto. In qualche momento pensava che forse, però, le sarebbe piaciuto provare quella sensazione: l’attesa impaziente di rivederlo, il desiderio di restare insieme il più a lungo possibile… insomma tutto ciò che aveva vissuto tanti anni prima, quando il suo fisico era diverso. No. Non le sarebbe piaciuto. Era stato proprio per quello, per la delusione subita, che era diventata così: una gigantesca succulenta, con tanto di spine. Spine che non ferivano, questo no, ma che tenevano a distanza.

Comunque, la prospettiva di una domenica al mare era piacevole. Ed era tanto tempo che non riceveva un invito per una gita a due.


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