Pecore con gli scarponi, #27

Nel bozzolo

Al ritorno, sull’autostrada, trovarono un po’ di coda e arrivarono a Firenze all’ora di cena. Umberto propose a Laura di fare uno spuntino da qualche parte, ma lei rifiutò. Improvvisamente aveva voglia di restare sola. E poi le sembrava che un’intera giornata insieme fosse già abbastanza.

Salendo le scale si interrogava sul perché di quella decisione: Umberto era stato gentile e mai invadente per tutto il tempo e si trovava a suo agio con lui, non provava più lo sciocco imbarazzo dei primi tempi. Eppure qualcosa le aveva suggerito, anzi imposto quella sorta di fuga. Trascorrere tante ore fuori dall’ambito lavorativo con un’altra persona che non fosse la sua amica Moira (che ormai, purtroppo vedeva così di rado) o la collega Patrizia era un fatto talmente insolito che l’aveva un po’ affaticata, forse disorientata. Doveva riprendersi da quella strana sensazione e, per riuscirci, aveva bisogno della solitudine.

La casa l’accolse con il suo silenzio, le sue ombre consuete, gli impercettibili odori della sua quotidianità. Sedette in poltrona, socchiuse gli occhi. Le sembrava che le emozioni provate nel corso degli anni si fossero affollate tutte insieme e premessero dentro di lei. Nella mente, nel cuore. L’eco di ciascuna delle vecchie emozioni, mai sopite del tutto, le risuonava dentro, in un coro assordante.

Ecco. Era quello. Il motivo.

Non voleva ascoltarle. Non voleva risvegliare quella parte di sé. Non voleva soffrire ancora. Voleva rimanere protetta nel suo bozzolo, non felice ma nemmeno troppo infelice.

Rimase accoccolata in poltrona a lungo, aggrappandosi ad ogni appiglio possibile per non scivolare fuori da quella sorta di limbo in cui era vissuta fino ad allora. La solitudine era triste ma si trattava di una tristezza consueta, di cui conosceva ogni sussulto. Un nuovo rapporto, sia pure di sola amicizia (perché altro, certamente, non avrebbe potuto essere), avrebbe portato nuove ansie e sensazioni dimenticate e lei non avrebbe permesso che accadesse. Non poteva permetterselo, perché se il bozzolo si fosse spezzato non avrebbe avuto la forza di ricostruirlo ancora.


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