Piramide – Henning Mankell * Impressioni di lettura

(titolo originale Pyramiden, traduzione di Giorgio Puleo; originale pubblicato nel 1999, in Italia nel 2006)

Si tratta di una raccolta di cinque racconti (o, meglio, quattro racconti e un romanzo breve) che hanno come protagonista Kurt Wallander, il commissario protagonista di nove romanzi. In questi racconti incontriamo Wallander in periodi della sua vita antecedenti l’epoca in cui è ambientato il primo romanzo.

In Il primo caso di Wallander: siamo a Malmö nel 1969 e Wallander è un giovane poliziotto che fa servizio d’ordine alle manifestazioni e sulla strada; è fidanzato con Mona, quella che poi diverrà sua moglie. La morte del vicino di casa lo induce a indagare, un po’ da solo e un po’ come supporto al commissario della sezione investigativa, sotto il quale si troverà successivamente a lavorare.

cover-piramide-mankell

Nei racconti La spaccatura (ambientato a Malmö nel 1975), L’uomo sulla spiaggia e Morte di un fotografo (ambientati a Ystad nel 1987 e nel 1988 rispettivamente) Wallander è già nella squadra investigativa, e mostra già tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono anche nei romanzi.

In Piramide, il racconto più lungo (ambientato a Ystad nel 1989), Wallander è già commissario e lavora insieme ai colleghi che si ritrovano nei romanzi, primo fra tutti Rydberg, il poliziotto anziano da cui apprende molto sull’arte delle indagini e di cui conserverà sempre un vivo ricordo.

In questo romanzo breve, in particolare, si assiste al rapporto conflittuale fra Wallander e il padre; quest’ultimo si trasferisce a vivere in campagna, solo; è già ottantenne e riesce a soddisfare uno dei suoi desideri: quello di visitare l’Egitto (l’altro è un viaggio in l’Italia). Quando è al Cairo, però, tenta di scalare la piramide di Cheope e viene arrestato. Wallander deve andare nella capitale egiziana per pagare la multa necessaria ad evitargli la prigione. Il padre, come motivazione della sua azione, dice: «Erano anni che sognavo di farlo. Nient’altro. Io trovo che bisogna essere leali verso i propri sogni.» Trovo che sia un’affermazione molto condivisibile. Wallander stesso, poi, si chiede quanto sia, lui, leale verso i propri, di sogni.

Il simbolo della piramide è presente in tutta la storia, anche nella parte che riguarda l’indagine seguita dal commissario, che immagina le persone coinvolte come vertici della piramide stessa.

Sia i racconti che il romanzo breve sono in perfetto stile Wallander, del resto sono stati pubblicati dopo l’ottavo romanzo (“Muro di fuoco”, casualmente si tratta del primo romanzo di Henning Mankell che ho letto); il commissario è il personaggio umano, a volte e per certi aspetti un po’ debole che appare in tutte le sue storie. A tratti ho trovato i racconti un po’ lenti, mentre il romanzo breve mi è sembrato più fluido, forse perché la vicenda è più complessa.

 

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