Guest post: Noemi Gastaldi – Come (non) promuoversi (mai, mai, mai!)

immagine-x-guest-post-noemiMi aggancio alla carinissima rubrica proposta qualche tempo fa da questo blog: come (non) si deve promuovere il proprio libro?
Ecco qualche mio personale (s)consiglio.

(s)consiglio numero 1 – Fatevi il vostro blog!
Aprite un blog a tema letterario. Cercate sistematicamente altri blog a tema letterario con cui collaborare. Investite tempo e denaro per guadagnarvi centinaia o migliaia di seguaci. Convincete i colleghi a mandarvi i loro libri, poi recensiteli tutti (ah, il senso del potere!)
E sarete popolari.

(s)consiglio numero 2Social!
Chiedete le amicizie. Fatevi seguire. Fatevi piaciare. Fate numero. Siate ovunque. Tenete d’occhio i colleghi simili a voi che godono almeno di un vago successo e copiateli. Siate come loro. Siate loro.
Sempre sul pezzo.

(s)consiglio numero 4Spam!
Il link deve rimandare allo store dove è in vendita il vostro ebook. Possibilmente amazon, che è il più usato dai più.
Il link deve essere inviato a tutti i vostri contatti in tutti i modi possibili, più volte, che nessuno se lo perda. Deve poi essere condiviso ovunque, più e più volte.
Perché solo così sarete visibili.

(s)consiglio numero 6Blog!
Contattateli tutti. Chiedete che vi esibiscano. Pretendetelo…

Ma veniamo ai consigli veri e propri: sappiamo tutti che ci sono vari modi per farsi notare. Ma in tutto questo far numero sarebbe bello non perdere di vista che dietro le sfilze di nomi ci sono altri internet-nauti come noi, che magari hanno anche loro un’attività a cui tengono da far conoscere, che sicuramente han piacere a esser trattati da umani.

Io ho un blog su cui scrivo cose che mi piacciono e ospito con lo stesso criterio. Scrivo recensioni su libri che mi piacciono, e mai quei libri li chiedo in omaggio, (anche se a volte mi vengono mandati comunque e, ovviamente, la cosa non può che farmi piacere.) ^^
Scrivo ai blog altrui quando mi piacciono, e lo faccio dopo aver letto cosa gradiscono gli umani che stanno dietro ai blog in questione.
Frequento i social fintanto che è un’attività piacevole, e quando vedo l’occasione di lasciare una pubblicità, di spammare, faccio anche quello, perché chiaramente amo vedere che sui miei libri (tra infiniti libri) ricade qualche piccola attenzione.

Ma questi sono consigli su come (non) promuoversi. Non tanto su come avere successo (diffidate di una Noemi Gastaldi qualsiasi che vi spiega come avere successo, ma chi è per farlo?)
Vorrei solo dire che tutto è utile, nulla indispensabile, e, soprattutto, che l’importante è continuare a scrivere. Cercare di migliorarsi ogni volta, non smettere mai. Perché se si è troppo presi dall’arte della promozione, come si può affinare quella della scrittura?
Le cose finte e costruite durano poco e… valgono altrettanto.

Un bel libro resta ed è per sempre.

Siate scrittori, restate tali, se amate scrivere. Credo sia tutto.

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6 pensieri su “Guest post: Noemi Gastaldi – Come (non) promuoversi (mai, mai, mai!)

  1. Bello questo post e utile, credo che comunque il passaparola sia sempre la miglior pubblicità anche se nel momento della pubblicazione, è difficile spingere se ancora non è stato letto. Il successo è datato a mio avviso, è bello vedere a autrice che un libro vende anche a distanza di tempo.Non è semplice, ma bisogna avere pazienza.

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    • Il post è… ironico. Insomma, chiaro che tutto fa brodo, chiaro anche che, se non si ha un buon libro, si può esser così bravi (a promuoversi) da farlo sapere al mondo intero senza che questo sia sinonimo di vero successo, ma piuttosto di una risalita della classifica rapida ed effimera. Il passaparola va innescato ma poi… va avanti da sé solo se si è proposto un libro che “funziona”… e non mi sono dilungata su questo concetto perché io per prima non ho mai ben capito cosa faccia “funzionare” alcuni libri e altri no 🙂 Ci sono libri belli, ci sono libri di successo, e a volte ci sono libri belli e di successo. Ma io non credo di avere le carte in regola per stabilire cosa è bello e cosa no, men che meno per spiegare come si arriva al successo.
      Insomma, il mio guest post descrive quella fase che sta a priori di tutto ciò, quando il problema è solo… riuscire a farsi notare.

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