Lo specchio – estratto

Considero questo dialogo di un mio racconto come una sorta di malinconica rievocazione dell’adolescenza, soprattutto una delle ultime battute. In questi giorni ho ripensato a quel periodo e ho deciso di condividere le poche righe di cui sotto.

Penso alla mia amica, Ada. Da qualche giorno non ci sentiamo. Le telefono.

Mi risponde allegra. Le nostre solite chiacchiere. Falene intorno a una lampada.

– Sono stata al cinema, sabato. Una delusione. Finora quel regista mi era piaciuto. Ma questa volta… Una delusione.

– Anch’io ho visto un film, proprio ieri. Te lo consiglio, è di quelli che ci piacevano da ragazze. Al cineforum parrocchiale, te lo ricordi?

– Un freddo anche sepolte sotto i cappotti. Non ci scaldava niente.

– Ma non mancavamo una settimana. Finché è durato.

– Fumavamo insieme la stessa sigaretta.

– Allora si poteva fumare, nei cinema. Una boccata per uno.

– Adesso abbiamo smesso tutte e due. Prima tu, poi io.

– Il fumo ha un sapore che non ricordo.

– Ora mi disturba. Mi accorgo subito se c’è qualcuno che fuma.

– E il lavoro come va?

– Solite cose. Meglio non parlarne, è una noia.

– Ma tant’è, siamo fortunate ad averne uno.

– Davvero una fortuna, che non sappiamo apprezzare.

– Sarà perché sotto i cappotti di vent’anni fa custodivamo un altro futuro. A un certo punto abbiamo sbagliato strada. Non so dove. Ma dev’essere così.

– Quel cappotto l’ho dato via secoli fa.

– Ma davvero l’abbiamo avuto?

cover Lo specchio

 

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