Storia di una ladra di libri – Markus Zusak * Impressioni di lettura

(Titolo originale “The book thief”, Traduzione di Gian M. Giughese; originale pubblicato nel 2005, in Italia nel 2007)

Uno dei libri che mi hanno toccata di più negli ultimi tempi.
All’inizio mi pareva un po’ troppo frammentato e che la lettura non procedesse in modo fluido, dati i capitoli brevi e, soprattutto, i frequenti “intermezzi” in neretto, cover-ladra-di-libri-okper lo più informazioni o precisazioni. Poi ho iniziato ad apprezzare il modo di narrare della Morte, anche se non avrei voluto che anticipasse i dolori che avrebbero colpito la protagonista, per non dovermi preoccupare per lei prima che i fatti avvenissero…
La vicenda è ambientata negli anni dal 1940 (circa) al 1943 in una cittadina vicino a Monaco, Molching, da cui passa la strada per il campo di concentramento di Dachau.

 

La protagonista, Liesel Meminger, viene adottata da una famiglia di Molching e ha un rapporto molto profondo e di reciproca comprensione con il padre adottivo, Hans Hubermann. Stringe amicizia con un coetaneo che abita vicino, Rudy Steiner, e, poi con Max, un ebreo che la famiglia Hubermann tiene nascosto in cantina per diversi mesi.
Liesel impara a leggere e di quando in quando ruba un libro; in realtà il titolo è, a mio parere, un poco fuorviante, visto che in tutto ne ruba meno di dieci. Ogni furto è per lei un atto di grande significato, le tira su il morale, è una sorta di premio; talvolta l’accompagna l’amico Rudy.
Più in generale sono le parole ad essere importanti per Liesel, le parole e le storie. Una storia la scriverà per lei Max e lei stessa scriverà la sua. Liesel, inoltre, legge i suoi libri ad alta voce quando con i vicini scende nel rifugio durante i bombardamenti.
Il romanzo è molto toccante, ma senza indulgere nel patetico o nel melenso, realistico e insolito il modo di raccontare le vicende dei protagonisti e degli abitanti della cittadina e di come quel luogo viene stravolto dal nazismo. Più volte passano dalle strade di Molching file di ebrei emaciati diretti a Dachau: tutti li guardano e nessuno (o quasi) tenta di fare qualcosa per aiutarli, perché farlo significherebbe mettere in pericolo se stessi e la propria famiglia.
La Morte, poi, come dicevo, è un narratore perfino garbato, spesso critico nei confronti del genere umano che la fa lavorare troppo. Ed è molto affezionata a Liesel, cosa insolita per lei, che difficilmente stima le persone.

So che da questo romanzo è stato anche tratto un film e che in Italia è stato pubblicato inizialmente con il titolo “La bambina che salvava i libri”.

Qualche citazione del romanzo la trovate qui e qui.

 

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2 pensieri su “Storia di una ladra di libri – Markus Zusak * Impressioni di lettura

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