La gemella silenziosa – S. K. Tremayne * Impressioni di lettura

(Titolo originale “The Ice Twins”, Traduzione di Claudia Marseguerra; originale pubblicato nel 2015, in Italia nel 2015)

Un romanzo inquietante, probabilmente perché il dramma ruota intorno a due bambine o, meglio, a una, la gemella superstite.

I gemelli, soprattutto quelli omozigoti, sono persone “particolari”, fra loro si stabilisce un legame forte e quasi incomprensibile per tutti fino dalla nascita: la morte di uno di essi crea un profondo trauma nell’altro. Quando poi avviene con un incidente come nel caso de “La gemella silenziosa”, tutto diventa ancora più difficile da accettare.
Lydia e Kirstie stanno giocando in terrazza quando Lydia cade di sotto e muore.
Per i genitori, Sarah e Angus, l’evento è un colpo gravissimo, e in pratica non riescono ad affrontarlo: quindi non sono in grado di aiutare nemmeno la figlia, Kirstie, che, sola, ha assistito alla caduta. Angus ha preso a bere troppo e ha perso il lavoro , Sarah è molto fragile.  cover-gemella-silenziosa-ok

Dopo più di un anno la famiglia decide di trasferirsi in un’isola delle Ebridi (Scozia) che Angus ha ereditato dalla nonna; sull’isola non ci abita nessuno, c’è un faro (senza guardiano, è automatizzato) e il cottage della nonna di Angus, disabitato da anni e da rimettere in sesto. La speranza è quella che in un luogo diverso tutti e tre possano ricominciare a vivere. Ma i problemi non diminuiscono, anzi; a quelli pratici legati alle condizioni del cottage e dell’isola si aggiunge l’incapacità della bambina di avere relazioni con i nuovi compagni di classe che la trovano strana e la evitano: questo crea ulteriore disagio e disaccordo fra Sarah e Angus, tanto che,a volte, sembra che i due si odino. Con il procedere della lettura si intuisce che l’incidente ha dei risvolti non chiariti: forse il padre ha delle responsabilità nell’accaduto? O forse ne ha la madre? E poi perché Kirstie a un certo punto proclama di vedere Lydia, e poi addirittura di essere Lydia? E allora: chi è la bambina superstite?

La narrazione è intrigante e l’ambientazione sull’isola, su cui si narrano anche leggende di fantasmi, contribuisce a indurre ansia nel lettore.
Il romanzo, comunque, non mi ha convinta del tutto; fra le cose che mi sono sembrate poco credibili c’è il fatto che i genitori non si sono precipitati da uno psicologo appena la figlia ha iniziato a dire che vedeva o che era la sorella (o magari anche prima, vista la gravità dell’evento accaduto). È vero che ciascuno sembra avere un motivo per non averlo fatto, ma lo trovo lo stesso poco realistico. Nella seconda metà del libro viene dato anche spazio ad apparizioni: forse sono fantasmi, ma io ho ritenuto che si trattasse di fantasie, dato che le persone coinvolte sono tutte psicologicamente fragili. Introdurre questo aspetto, ovvero qualcosa che potrebbe essere paranormale, non sembra molto logico.
Comunque, come dicevo poco sopra, la storia tiene abbastanza viva l’attenzione del lettore, anche se, tutto sommato, il finale non risulta poi imprevedibile.

Interessante l’uso del punto di vista: per circa due terzi la vicenda è raccontata in prima persona da Sarah, al presente; per il resto in terza persona al passato, focalizzata su Angus. Il solo capitolo finale, l’epilogo, è scritto con un punto di vista ancora diverso.


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