Tre piani: L’attico di vetro – Laureen Caldwell * Impressioni di lettura

Il pregio maggiore di questo romanzo, che pure ne ha parecchi, è, a mio parere, la scrittura. Inconsueta. Precisa. Sapiente.

Originale e condotta in modo mai banale anche la narrazione, che rende una storia apparentemente come tante diversa da tutte le sue simili.

I personaggi sono a tutto tondo, complessi e credibili.

In qualche passaggio mi è sembrato appena lento, ma non credo che questo si possa considerare un “difetto”, bensì una caratteristica dello stile, appunto, molto particolare, insolito. Uno stile che rifugge dalle frasi facili e no teme i periodi più lunghi.

Per rendere l’idea riporto l’incipit.

Convenzione vuole che il primo incontro tra due persone sottintenda la presenza fisica dei diretti interessati, o quantomeno la consapevolezza, da parte di entrambi, che l’incontro abbia avuto luogo. Sul piano semantico, un incontro a cui gli incontrandi non siano presenti, non può definirsi tale.

cover attico vetro

Sinossi

Un vecchio palazzo del centro, di una qualsiasi città in Italia, vede passare la storia, crolla sotto i bombardamenti, cede nell’abbandono del dopoguerra. Viene ristrutturato, acquistato, venduto, e infine suddiviso secondo criteri diversi da quelli degli aristocratici medievali che l’avevano costruito. I negozi del pianterreno, gli appartamenti dei piani nobili, e nel seminterrato, il sottomondo di studenti, precari, semiclandestini che vivono in affitto. Niente sembra destinato a cambiare, e forse, in fondo, niente cambia davvero.
Ian Alberici, italianissimo e facoltoso avvocato, di ricca e nobile famiglia, affascinante, intelligente, pieno di qualità, sposato con un’attrice televisiva dalla carriera in ascesa, è il nuovo proprietario dello stabile.
Stella Salieri, laureanda in veterinaria, già lavoratrice nell’ambulatorio posto a pianterreno, vive nel seminterrato, in un monolocale che niente ha a che vedere con l’attico eccelso nel quale risiede la sorella di Ian, che ha lasciato la tenuta di famiglia dopo che un evento terribile ha stravolto per sempre l’esistenza degli Alberici.
Destinati a non incrociarsi mai, i loro destini convergono, si ingarbugliano, e non ci sarà più modo di districare la matassa.
Dall’attico al seminterrato, e poi dal seminterrato all’attico, Ian e Stella hanno entrambi disperatamente bisogno di sfuggire alla condanna delle rispettive esistenze, e soltanto quella che dovrebbe essere una squallida storiella clandestina riuscirà a risollevarli dalla condanna che li ha intrappolati, rispettivamente, nell’attico e nel seminterrato.
Forse, l’amore può rimediare all’ingiustizia.
Ma abbandonare il proprio piano non è facile.


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Un pensiero su “Tre piani: L’attico di vetro – Laureen Caldwell * Impressioni di lettura

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