Chiedi scusa, di Antonella Sacco, recensione di Daniela Domenici

altra recensione che non posso non rebloggare e per la quale ringrazio Daniela

daniela e dintorni

 

Esattamente un anno dopo la mia sesta recensione a una sua opera torno a “trovarla” e rimango, accora una volta, affascinata dalla sua bravura e dalle tematiche importanti che riesce a trattare con profondità ma sempre con leggerezza e sorrisi: parlo di Antonella Sacco, scrittrice fiorentina per l’infanzia, che ci regala con “Chiedi scusa” un altro piccolo grande capolavoro in cui riesce a mescolare amore per i libri, bullismo, adozioni, solitudine, solidarietà e tanto altro ancora il cui comune denominatore è il chiedere scusa, il chiarire, l’aver voglia di superare i silenzi, le barriere, il tutto in una quinta elementare di una qualunque scuola.

Gli splendidi protagonisti di questa storia immaginata da Sacco sono, in primis, Alice, sempre in prima linea contro le ingiustizie, e poi Lapo, Emilio, Olga ma anche Ruggero, i maestri e le maestre, il bassotto Bisk e la Libroteca.

È un libro che andrebbe fatto…

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“Una sola luce blu” – Sara Cerri * Segnalazione

Segnalo l’uscita di questo romanzo di Sara Cerri, edito da David and Matthaus. Nel blog potete trovare anche le mie interviste a Sara Cerri: su Danza Isadora Duncan, su I Gufi e su Isadora Duncan.

Ho chiesto all’autrice di descrivere con una frase il romanzo. Ecco la risposta: Mi piace pensare che Gloria si sia aperta a me come un piccolo forziere pieno di note magiche da lasciar vibrare nell’aria.

Questa la sinossicover Luce blu

Gloria, cinquantotto anni, scrittrice di romanzi per ragazzi, ha perduto il marito, Sergio, a causa di un incidente d’auto. Si ritrova, sola, a distruggere le fotografie di lui sentendo dentro di sé un muro che le impedisce di leggere con chiarezza i lunghi anni vissuti insieme. In occasione di un viaggio, la donna incontra Mattia, uomo avvenente e maturo; tra i due nasce un’attrazione immediata e si ritrovano a trascorrere un’intensa notte insieme. Maria, la madre di Gloria, è affetta da Alzheimer; la figlia si sente oppressa dal peso di quella malattia che spazza via un pezzetto di memoria giorno dopo giorno e tenta di mantenere con la mamma un rapporto d’affetto, ma spesso è più forte in lei il senso di impotenza, la consapevolezza dell’inesorabile peggiorare della situazione. In un giorno in apparenza come gli altri, Gloria riceverà da sua figlia Eva una notizia che le cambierà la vita e che la convincerà a dedicarle quel diario di memorie cominciato tempo prima, colmo di emozioni e di pensieri, perché la ragazza possa conoscerla e comprenderla a fondo. Gloria consegna alle parole tutta se stessa, sotto la lampada dalla rassicurante e piccola luce blu.

Era come se ci chiedessimo con insistenza se fossimo veri, se davvero fossimo noi, atterrati insieme dopo un lungo volo.

L’Autrice

Sara Cerri è nata a Viareggio e vive a Firenze, dove si è laureata in lettere e filosofia. Ha fondato la compagnia “Ombre Cinesi” e il suo spettacolo Frammenti di luna (1984) ha vinto il primo premio della Giuria Internazionale al VII Festival di Teatro di Figura di Cervia. Ha pubblicato numerose opere letterarie. Con Isadora Duncan, uscito in e-book nel 2011 e riproposto in nuove edizioni nel febbraio 2015 e nel novembre 2015, fa il suo ingresso ufficiale in David and Matthaus, con la quale successivamente pubblica il racconto Yeeeeeh, il romanzo Quello di spalle sono io e i libri per bambini Irena Sendler. La vita dentro un barattolo e Danza Isadora Duncan per la collana “I Gufi” di Edizioni Il Villaggio Ribelle. Nel 2016 escono, in nuova edizione, i due libri pubblicati con David and Matthaus, Isadora Duncan e Yeeeeeh, insieme a Quello di spalle sono io, riproposto con una copertina rinnovata.

Prezzo: € 15,90 Rilegatura: BROSSURA Pagine: 218 ISBN: 978-88-6984-159-0

Un appuntamento: il libro sarà presentato alla Feltrinelli di via de Cerretani, a Firenze, il 16 giugno prossimo alle ore 18,30.

 

 

Impressioni: AGNES di Antonella Sacco

non posso che rebloggare. Grazie ❤

G di Giorgia

317jL7e1iOLGenere: Narrativa

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Impressioni:

Adoro lo stile della Sacco e amo tutti i suoi libri che sto leggendo un po’ alla volta, ma Agnes è nel mio cuore assieme a LA GRANDE MENZOGNA.
C’è una dolcezza in questo romanzo, una profondità sfiorata con estrema delicatezza, che non abbandona mai fino alla fine. Eh… la fine è la classica pagina di svolta, o almeno lo è stata per me.
Ho camminato e viaggiato con Agnes, volevo scoprire come lei chi fosse questo pittore misterioso e, invece, ho scoperto me stessa.
Pensate che esageri? Beh, io sono convinta che Agnes dovrebbe trovarsi non solo tra gli scaffali di una nel reparto “classici”. Agnes rappresenta molti di noi (uomini e donne) ed è talmente ben contestualizzata da lasciare al lettore l’interpretazione corretta. È attuale e contemporaneo, è anche ben strutturato con una dose di suspense che attanaglia senza soffocare. A tratti…

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“4 Billie” – Alessandra Dilor * Impressioni di lettura

Ecco le mie impressioni di lettura di “4 Billie”, romanzo che mi è piaciuto molto.

4 Billie”, a mio parere, non ha niente di banale, a cominciare dal titolo. Titolo composto da un numero e da un nome, a cui il lettore è portato ad attribuire significati diversi durante lo svolgersi della storia fino a comprendere quello effettivo.

cover 4 Billie

I due protagonisti sono entrambi giovani ed entrambi feriti dalla vita, in modo diverso, e in modo diverso cercano di reagire o, almeno, di sopravvivere. O, forse, nemmeno quello. Quando si incontrano, la madre di Billie è morta da poco, apparentemente suicidandosi. Jesse, che dovrebbe limitarsi a recuperare un’auto per conto dell’autosalone gestito dalla sua famiglia, si trova a voler scoprire la verità sulla morte della donna e, di conseguenza, a incontrare le persone che la conoscevano. Fra lui e Billie si instaura così un rapporto, una sorta di amicizia piena di contrasti: per entrambi infatti è difficile confidarsi, fidarsi, rinunciare alle difese alzate per proteggersi dal dolore. I due continuano a vedersi e a cercare di capire come sia morta davvero la madre di Billie e imparano a conoscersi e a tenere l’uno all’altra.

Come ho scritto sopra né la storia né la conclusione sono scontate, i personaggi sono ben disegnati, vivi e realistici; leggendo sembra davvero di vedere le scene descritte.

La narrazione è in prima persona, per la maggior parte l’io narrante è quello di Jesse, intervallato da brevi capitoli in cui è Billie a raccontare e quindi a fornire la sua visione delle cose.

A questo link la segnalazione e la sinossi del romanzo.

 

 

La torre del ribelle (Jolly Roger vol. 4), Gabriele Dolzadelli * Segnalazione

Segnalo l’uscita di questo ebook, il quarto episodio di una serie di cinque, scritto da Gabriele Dolzadelli. Si tratta di una saga composta da intriganti romanzi di avventure, ambientati nei mari caraibici.

Io lo leggerò a breve e vi saprò dire. Nel blog ho parlato anche dei volumi 2 e 3 di questa saga, a questo link.

cover torre Jolly Roger 4

Sinossi

1670. L’isola di Puerto Dorado è caduta in mano ai pirati di Cuerto Malos, che ne vogliono fare il loro nuovo rifugio. I leggendari Fratelli della Costa hanno in mente un progetto ambizioso: radunare tutti i bucanieri dei Caraibi e sconfiggere l’Inghilterra, liberando i mari dal suo dominio. A ostacolarne i piani ci penserà l’infido Olonese, un feroce capitano noto per le sue crudeli torture, che ha un debito di sangue in sospeso con il mercenario Jorge Ximenez. Mentre duelli, alleanze e sotterfugi danno sfogo a una terribile lotta intestina, la Nigra Muerte dei ribelli spagnoli procede a vele spiegate verso l’antico tempio perduto di Nimrod guidata solo dalle promesse di gloria di un inaffidabile prigioniero, l’enigmatico Isaac Ben Yehudah.

 

Uno, nessuno e centomila – Luigi Pirandello * Citazione #6

Quello che riporto sotto è un passaggio sull’impossibilità di comprendersi.

Come trovo vero questo concetto, è uno dei punti cardine della poetica pirandelliana e uno dei temi che ho sempre condiviso. Però, poi, chissà se ho inteso quello che davvero intendeva dire, oppure ho dato alle sue parole il mio senso…

cover Pirandello uno nessuno

 

Ma il guaio è che voi, caro, non saprete mai, né io vi potrò mai comunicare come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci; non ci siamo intesi affatto.


Essere uno scrittore di (in)successo e vivere felice

Libricity Group

“Uno su mille ce la fa…”, cantava il Gianni Nazionale in uno dei suoi brani più famosi. Ma che vuol dire farcela? In ambito letterario significa poter vivere di scrittura, costruirsi una reputazione tale da garantirsi un editore disposto a investire in distribuzione e promozione per ogni nuovo libro, meritare, in soldoni, lo status professionale e sociale di “scrittore”. Ora, considerando la quantità di libri che escono ogni anno, il numero dei lettori sempre in calo e la cronica crisi economica e culturale che attanaglia il nostro paese, il rapporto espresso nella canzone sembra fin troppo ottimistico, andrebbe aggiornato a uno su diecimila o centomila, almeno.
Quindi, date le premesse, sarebbe facile immaginare una quantità di autori tormentati dall’insuccesso delle proprie opere, depressi e sull’orlo di una crisi di nervi.
Sbagliato.
Parlo della mia esperienza personale, ma credo di essere in buona e numerosa compagnia, sulla stessa barca con tante…

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