Essere uno scrittore di (in)successo e vivere felice

Libricity Group

“Uno su mille ce la fa…”, cantava il Gianni Nazionale in uno dei suoi brani più famosi. Ma che vuol dire farcela? In ambito letterario significa poter vivere di scrittura, costruirsi una reputazione tale da garantirsi un editore disposto a investire in distribuzione e promozione per ogni nuovo libro, meritare, in soldoni, lo status professionale e sociale di “scrittore”. Ora, considerando la quantità di libri che escono ogni anno, il numero dei lettori sempre in calo e la cronica crisi economica e culturale che attanaglia il nostro paese, il rapporto espresso nella canzone sembra fin troppo ottimistico, andrebbe aggiornato a uno su diecimila o centomila, almeno.
Quindi, date le premesse, sarebbe facile immaginare una quantità di autori tormentati dall’insuccesso delle proprie opere, depressi e sull’orlo di una crisi di nervi.
Sbagliato.
Parlo della mia esperienza personale, ma credo di essere in buona e numerosa compagnia, sulla stessa barca con tante…

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4 pensieri su “Essere uno scrittore di (in)successo e vivere felice

  1. Poter vivere di scrittura… un bel traguardo. Ma credo che 1 su un milione ce la faccia. Spesso anche gli scrittori affermati hanno un lavoro stabile. Giornalista, professore, etc etc. Conta poi che in Italia ci sono più scrittori che lettori… ahi ahi. 🙂

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