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Scrittura creativa: i personaggi

Antonella Sacco

In una storia di solito si raccontano le vicende di uno o più personaggi. Spesso i personaggi sono più di uno perché ogni storia è sostanzialmente il resoconto di un conflitto (da intendersi, ovviamente, in senso lato) e quindi occorrono almeno due contendenti (si può trattare anche di un personaggio in lotta con se stesso).

Mentre in un racconto ci può essere appunto anche un solo personaggio alla prese con se stesso oppure soltanto due in conflitto/relazione fra loro, di solito in un romanzo ce ne sono parecchi, in quanto la lunghezza stessa della narrazione implica che lo sfondo in cui si svolge la vicenda sia popolato da diverse persone che interagiscono con i protagonisti.

ramo in spiaggia

Personaggi e importanza

Possiamo distinguere i personaggi a seconda del loro livello di importanza:

Protagonisti: sono i personaggi di cui si racconta la vicenda (che può essere relativa a tutta la vita o a…

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Scrittura creativa, il Punto di vista – #3

Antonella Sacco

Trovo interessante riportare alcune citazioni da Lettere a un aspirante romanzieredi Mario Vargas Llosa tratte dal capitolo Il narratore: lo spazioa proposito dei punti di vista e, appunto, del narratore.

Vargas Llosa - lettere asp rom

Per prima cosa Vargas Llosa precisa che il narratore non è lo scrittore, ma un personaggio, anzi il personaggio “più importante di tutti i romanzi”.

Un narratore è un essere fatto di parole, non di carne e ossa come sono di solito gli autori; quello vive soltanto in funzione del romanzo e finché lo racconta…

e ancora:

Il comportamento del narratore è determinante per la coerenza interna di una storia, e questa è a sua volta essenziale per il suo potere di persuasione.

Quindi la scelta del narratore, che sostanzialmente coincide con la scelta del punto di vista, è fondamentale e influenza l’intera storia in tutti i suoi aspetti. Per Vargas Llosa i casi possibili sono…

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Scrittura responsabile?

Antonella Sacco

In questo giorni in uno dei gruppi Facebook di cui faccio parte da un paio di mesi, è stato affrontato il tema della responsabilità dello scrittore (e anche del lettore). Questo argomento è stato trattato anche in uno dei blog che seguo, Circolo16 (non ho letto tutti gli interventi).

Pubblico anche qui il mio piccolo contributo, ovvero alcune mie riflessioni sull’argomento, che è davvero complesso.

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Da un punto di vista del lettore/lettrice credo che la parola chiave sia consapevolezza. Consapevolezza di quello che si sceglie di leggere: sapere, per esempio, che non si tratta di “letteratura” o di “modelli” ma di “evasione” mi sembra un distinguo fondamentale. Quindi il problema/la domanda è: come rendere i lettori consapevoli o come salvaguardare quelli che ancora non lo sono (per età o educazione/cultura)?

Da un punto di vista dell’autore/autrice la parola chiave non può essere che libertà di espressione. Non sono però sicura…

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In biblioteca #28

Nuovo giro in biblioteca (ne faccio meno perché sto leggendo molti ebook e pochi cartacei, dato che da un paio di mesi ho sottoscritto l’abbonamento Kindle Unlimited).

Ho preso questi libri:

Va’, metti una sentinella – Harper Lee
La pedina scambiata – Georgette Heyer
Belinda e il duca – Georgette Heyer.

Ho già letto le prima pagine del romanzo di Harper Lee e mi ha subito attratta. Vi saprò dire.

 

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Autoeditoria: Intervista a Oscar J. Lufuluabo

Interessante intervista a Oscar J. Lufuluabo

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Da oggi, e spero per un po’, inizia un nuovo giro di interviste. Dopo quelle agli scrittori liguri ho deciso di ampliare i miei interessi e intervistare altri autori. Ma con uno scopo: quello di mostrare e dimostrare che un autore che si autopubblica (meglio: un autoeditore), non è affatto un dilettante, uno che si improvvisa. Si tratta, spesso, di persone che hanno ben chiaro quello che vogliono e che sanno come muoversi. Lo scopo di queste chiacchierate infatti, è indicare come l’autoeditoria, anche in Italia, sta crescendo e si sta lasciando alle spalle il dilettantismo, il pressapochismo, per diventare col tempo che passa, sempre più professionale.
A chi sono dedicate queste interviste? Al pubblico. Ai lettori, alle lettrici. Se è vero che tanta autopubblicazione è, ahimè, ancora di pessima qualità, ci sono sempre più autori e autrici che lavorano sui propri testi con passione e professionalità. E in futuro…

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