Pubblicato in: Citazioni, Libri, Scrittura

Una parola difficile: enantiodromia

Incuriosita da alcuni post e commenti letti su Facebook (in un gruppo in cui si parla di libri) ho preso due saggi in biblioteca e ho iniziato a leggerne uno: Change – Sulla formazione e la soluzione dei problemi. Nel secondo capitolo, in cui continua a parlare di cambiamenti, introduce il concetto di enantiodromia. Riporto il brano in cui viene spiegato il significato di questo termine.

Questa strana interdipendenza degli opposti era già nota a Eraclito, il grande filosofo del cambiamento, che la definì enantiodromia. Il concetto fu ripreso da C. G. Jung che vide in esso un meccanismo psichico di fondamentale importanza: “Ogni estremo psicologico contiene celato in sé il suo opposto o sta in qualche modo in rapporto intimo ed essenziale con questo. (…) Non esiste usanza venerabile che, dandosi il caso, non si converta nel suo contrario, e quanto più estrema è una posizione, tanto più facilmente vi è da attendersi un’enantiodromia, la sua conversione nell’opposto”. (C. G. Jung, La libido. Simboli e trasformazioni)

Questo concetto si ritrova in quello che le filosofie orientali chiamano Yin e Yang.

YIN YANG yin-34549_1280 (2)

(immagine tratta da Pixabay.com)

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.