Pubblicato in: Libri

L’ultimo scalo del tramp steamer – Álvaro Mutis – Impressioni di lettura

(titolo originale La última escala del tramp steamer, 1988; letto nell’edizione 1999, trad. Gabriella Bonetti)

Un romanzo breve, una storia d’amore delicata e di cui si sa, fino dall’inizio, che non sarà “per sempre”. La trama è cadenzata sugli spostamenti di un vecchio tramp steamer, un’imbarcazione così descritta:

Con questa espressione (tramp steamer), come è noto, si definiscono i mercantili di piccolo tonnellaggio, che non appartengono a nessuna grande compagnia di navigazione e che viaggiano di porto in porto cercando carichi occasionali da trasportare.

La narrazione è in prima persona, ma il personaggio che racconta non è il protagonista della storia, o, almeno, dichiara fino dall’inizio di di non esserlo e di accingersi a narrare la vicenda amorosa di un altro che l’ha confidata a lui.

cover Mutis Tramp steamer

In qualche modo questo romanzo breve mi ha ricordato i testi di Conrad. Ma forse è solo perché parla un poco di mare e imbarcazioni e perché utilizza l’espediente letterario di un personaggio che racconta la storia di un altro personaggio.

Devo dire però che il romanzo non mi ha appassionata.

Riporto qui sotto due citazioni, una che afferma qualcosa che non condivido e l’altra perché la trovo bella. Entrambe sono riferite dal narratore all’occasionale compagno di viaggio che gli racconta la sua storia d’amore.

Lo disse senza tristezza, senza nemmeno la rassegnazione dei vinti: aveva il tono impersonale di chi spiega da una cattedra un processo chimico.

Ecco, sono sicura che un processo chimico venga spiegato con passione da chiunque trovi la chimica affascinante: forse non da tutti gli insegnanti ma da molti. Questa frase mi pare che esprima il solito cliché secondo cui le materie scientifiche non sono in grado di suscitare emozioni, per me niente di più falso.

L’altra citazione si commenta da sé, a mio parere e non aggiungo altro.

Definire «amore» un fenomeno così totale avrebbe significato cadere in una semplificazione di inaudita superficialità. Quando si pronuncia la parola «amore», le carte sono quasi sempre truccate. In lui si era risvegliato qualcosa che andava oltre le parole.

 

 

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