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Citazione matematica #2

(dalla commemorazione funebre che Paul Erdős scrisse per Stan Ulam, da “L’uomo che amava solo i numeri di Paul Hoffman, Oscar saggi Mondatori.)

Joseph-Louis Lagrange: “un matematico non ha interamente compresa la propria opera finché non l’abbia resa così chiara da poter essere spiegata al primo passante in cui s’imbatte per via.“

 

 

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Citazione matematica #1

Dalla commemorazione funebre che Paul Erdős scrisse per Stan Ulam, da L’uomo che amava solo i numeri di Paul Hoffman, Oscar saggi Mondatori.

Nelle Mille e una notte il re viene salutato da un «O Re, possa tu vivere per sempre”». Un matematico e scienziato può essere salutato con un più realistico «O Matematico, possano i tuoi teoremi vivere per sempre.»

 

 

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Il mondo sommerso – J. G. Ballard * citazioni #2

(titolo originale The Drowned World, 1962; letto nell’edizione 2005, trad. Stefano Massaron * James Graham Ballard (Shanghai 1930 – Shepperton 2009))cover Mondo sommerso Ballard

Riporto altre due citazioni da questo romanzo, stavolta perché mi piacciono come espressioni, per le immagini che evocano, anche a prescindere dal contesto. Non so come siano questi periodi nel testo originale, ma la traduzione, a mio parere, è comunque bella.


 

Persino gli uomini che nuotavano poco sotto la superficie subivano la metamorfosi imposta dall’acqua: i loro corpi fluttuanti venivano trasformati in chimere baluginanti, simili a pulsanti esplosioni di pensiero in una giungla neuronica.


Tutt’intorno a lui, i residui dei sogni si distendevano sotto la superficie della realtà come spiagge senza fine.


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Leggendo romance #1

Negli ultimi tempi sto leggendo molti romance e romanzi rosa. Non ho ancora ben chiara la distinzione fra i due generi, se pure ve n’è una, e, comunque, non mi sembra poi così rilevante. Diciamo che si tratta di storie che parlano soprattutto d’amore e che sono a lieto fine. Poi si potrebbe osservare che ogncover estate da ricordarei autore/autrice ha un suo genere. Di certo ciascuno/a ha un suo modo di descrivere e mostrare personaggi e situazioni, un suo linguaggio.

Sempre ultimamente ho scoperto che due fra le più note e lette autrici di romance (sintetizzo con questo termine anche se potrebbe essere non corretto, vedi sopra) sono Georgette Heyer (1902 – 1974) e Mary Balogh (1944).

Basandomi sui romanzi che per ora ho letto di queste due autrici mi sembra che siano molte le differenze fra loro.

Nelle storie della Heyer predomina l’ironia, per le convenzioni, per i modi di fare; non vi sono scene di sesso fra i protagonisti, al massimo un bacio ma solo alla fine; la storia d’amore sembra sempre appena abbozzata, cover Pedina scambiata okcome se non fosse lo scopo principale del romanzo (e, probabilmente, è così) e, in certo senso, si svela quasi solo alla fine.

Le storie della Balogh, invece, sono più legate ai sentimenti, sono più romantiche. Il sesso compare sempre, la storia d’amore si sviluppa fino dall’inizio ed è il fulcro della narrazione; naturalmente è contrastata, quasi sempre dai protagonisti stessi.

In certo senso e con tutte le eccezioni del caso, mi viene spontaneo paragonare le differenze fra queste due autrici alle differenze che ho riscontrato fra Jane Austen e Charlotte Bronte e che mi è balzata agli occhi in modo particolare una volta in cui ho letto uno di seguito all’altro, un romanzo della Austen e subito dopo Jane Eyre.

I romanzi che ho letto di queste scrittrici e che sono tutti ambientati nel periodo Regency e dintorni (di alcuni ho annotato sul blog le mie impressioni di lettura)

di Georgette Heyer

Rosa d’aprile
Il gioco degli equivoci
Matrimonio alla moda
L’incantevole Amanda
La pedina scambiata
Belinda e il duca

di Mary Balogh

Signora del suo cuore
Il celebre libertino
L’ultimo valzer
Una promessa d’amore
Un’estate da ricordare
Incidente d’amore (serie Bedwin #2)
Una lady scandalosa (serie Bedwin #3)
La tentatrice (serie Bedwin #4)
Il duca di ghiaccio (serie Bedwin #6)
Sposa per contratto
Una dolce vendetta
La dama col mantello
Passione proibita
La melodia del cuore
Senza cuore

 

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Ada Byron Lovelace, matematica

Un altro “compleanno”

Antonella Sacco

Il 10 Dicembre 1815 nasceva a Londra Augusta Ada Byron, ovvero Ada Lovelace, dal nome del marito.

È stata una matematica e per ricordare il suo contributo a questa scienza riporto quanto ho raccontato nel capitolo 23 del romanzo per ragazzi Lidia,che detesta la Matematica.

(Quello che segue è un dialogo fra Lidia, la protagonista, e Oscar, il calzolaio appassionato di Matematica che l’aiuta nello studio di questa materia. La prima a parlare è Lidia.)

Lidia Copertina

«Mi avevi promesso di raccontarmi di qualche donna che ha fatto scoperte in matematica. Mi hai parlato solo di Teano e Ipazia.»

Non ha risposto subito, sembrava che riflettesse se accontentarmi o cercare sul libro un altro esercizio, poi ha deciso:

«Anche nei secoli successivi non ce ne sono state molte; certo che, se teniamo conto delle difficoltà che hanno incontrato, è già un successo che ce ne siano state alcune.

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Il mondo sommerso – J. G. Ballard * citazione

(titolo originale The Drowned World, 1962; letto nell’edizione 2005, trad. Stefano Massaron * James Graham Ballard (Shanghai 1930 – Shepperton 2009))

cover Mondo sommerso Ballard

Le righe che riporto sotto mi hanno colpita molto, come del resto l’argomento del romanzo, che non ho ancora finito di leggere. Considerato che è stato pubblicato nel 1962 lo trovo quasi profetico, anche se, ancora, il mondo non è sommerso.

A proposito di profezie… ho appena letto su Wikipedia che Ballard, in un libro del 1970, previde l’elezione di Reagan a presidente degli USA, cosa che avvenne nel 1981. Niente male, eh? Una bella sincronicità

(Il pensiero sotto riportato è del protagonista, il biologo Robert Kerans; i sogni a cui si riferisce sono quelli che fanno lui e altri che vivono con lui in una sorta di isola, quello che resta, non sommerso dalle acque, della città di Londra)

(Logico. Quale malattia ha una prognosi più certa e ineluttabile della vita stessa? Ogni mattina una persona dovrebbe dire ai suoi amici più cari: “Mi rammarico per la tua morte irrevocabile”, come si dice a chiunque soffra di un male incurabile; non era forse proprio l’omissione universale di questo minimo gesto di simpatia e di comprensione a fornire il modello per l’innata riluttanza a discutere apertamente dei propri sogni?)

 

 

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Il diavolo e il buon dio, J. P. Sartre

Una frase che mi ha colpito tanti anni fa e che non ho mai dimenticato

Antonella Sacco

Da giovane (intendendo con questo fra i sedici e i diciotto anni, una vita fa) ho letto quasi tutte le opere di narrativa e teatrali di Sartre. Di alcune ho visto anche le rappresentazioni teatrali.

Andando a memoria, in due parole la trama de Il diavolo e il buon dio è questa: un feroce condottiero decide di cambiare vita e fare solo del bene: però le azioni che compie per comportarsi con bontà e generosità mettono in pericolo le persone che dipendono da lui e allora si vede costretto a riprendere le armi.

La sintesi è sostanzialmente in questa frase, una battuta del condottiero (Goetz, mi pare questo il nome):

Il mondo è iniquità: se lo accetti ne sei complice, se lo cambi ne diventi il boia.

Questa frase mi ha colpita molto e ritengo che sia sostanzialmente vera, dev’essere per questo che la ricordo molto bene anche a distanza di…

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Assassinio sull’orient Express, il film

 Sono andata a vedere questo film non per la storia, che conosco a memoria, quanto per il regista e interprete, Kenneth Branagh. Ero curiosa di vedere il suo Poirot e devo dire che non sono rimasta delusa.

Branagh ha dipinto un Poirot più umano, a mio parere, di quello che siamo soliti vedere, anche un poco meno mentale e più fisico (insegue uno dei sospetti). Mi verrebbe da definirlo un Poirot shakespeariano, ma forse sono condizionata dai ruoli interpretati da Branagh (l’ho scoperto come Benedetto, uno splendido Benedetto, in “Molto rumore per nulla”).

Il belga è sicuro di sé, maniaco della precisione e non solo, ma in qualche momento la sua sicurezza vacilla e ci mostra un lato perfino un po’ tormentato, quando si chiede cosa sia veramente giusto.

Il film mi è piaciuto nel suo complesso, comunque, anche se la prima parte mi è sembrata un po’ lenta.
Il ruolo a cui è dato maggior rilievo, oltre a quello del protagonista, è quello interpretato da Michelle Pfeiffer.

Dati del film
regista: Kenneth Branagh
interpreti: Kenneth Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer, Daisy Ridley, Michael Peña, Lucy Boynton, Derek Jacobi, Tom Bateman, Marwan Kenzari
Produzione USA, 2017.
Durata 114 minuti circa.
Tratto dal libro di Agatha Christie “Assassinio sull’orient Express”