Pubblicato in: Riflessioni, Scrittura

Sintagma: una parola desueta?

La mattina ascolto spesso la radio, sul canale Rete Toscana Classica.

Ogni giorno trasmettono una trasmissione dal titolo Almanacco, in cui parlano brevemente di un evento avvenuto nello stesso giorno e mese: la nascita o la morte di un musicista o interprete, la prima di un’opera o di un concerto. Al ricordo dell’evento segue un ascolto musicale ad esso collegato.

Stamani, 15 febbraio, è stata ricordata la nascita di un musicista tedesco, Michael Praetorius. Mi hanno colpita due cose: è nato e morto nello stesso giorno dell’anno: 15 febbraio 1571 e 15 febbraio 1621, rispettivamente, e ha scritto un testo di storia musicale dal titolo Syntagma Musicum (1619).

Mi sono mentalmente annotata la parola sintagma, la trovo intrigante. E poi era in tema con il mio post di qualche giorno fa, sulle parole desuete e comuni. Lo Zingarelli ne dà questa definizione:

Opera organicamente composta, trattato, libro.

È una parola che viene dal greco e direi che si intuisce anche dal suono (anche se non conosco il greco, a parte l’alfabeto, imparato studiando Matematica).

20161123_151342 sintagma

 

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