Versi #20

Orizzonte lontano
che sembra di poter toccare:
una linea diritta
che sappiamo ingannevole.
Perché
tutto gira
in un cerchio infinito
che non riusciamo
davvero a comprendere.

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Versi #19

Seduta sulla sabbia
ascolterò le onde
accarezzata dal sole
magari scriverò
una poesie
che parla di mare
e di cielo.
Come se
tutto fosse perfetto.

 

20181014_120331 bl poesia

 

Il terrore viene per posta – Agatha Christie * impressioni di lettura

(titolo originale The moving finger (1942); trad. Loredana Giacchetti (1980))

Ho letto tutti o quasi i romanzi gialli di Agatha Christie, la maggior parte durante l’adolescenza, e di quando in quando ne ho riletti. In questi ultimi giorni, complice uno scambio di opinioni su Facebook, ho ripreso in mano Il terrore viene per posta. Non ricordavo affatto la storia, quindi l’ho letto come se fosse la prima volta, gustandolo appieno.
Ho ritrovato l’atmosfera delle cittadine, quella in cui spesso si muovono i personaggi della Christie, quei luoghi in cui sembra che tutto sia idilliaco, fino al momento in cui si scopre che il Male li ha contaminati.

cover Terrore x posta A Christie

Questo romanzo è narrato in prima persona da Jerry, un giovanotto che, in seguito a un incidente aereo, deve trascorrere un periodo di convalescenza in un posto tranquillo e affitta pertanto una casa a Lymstock , dove si stabilisce con la sorella Johanna. Presto i due scoprono che la vita in paese non è poi tanto serena: qualcuno invia, ora a questo ora a quello, velenose lettere anonime, una delle quali spinge una donna al suicidio.
La trama è ben congegnata, come tutte quelle dell’autrice, e la storia gradevole.
Nelle ultime pagine compare anche Miss Marple, che con il suo tocco apparentemente leggero contribuisce all’arresto del colpevole e fornisce la spiegazione del come e del perché ha ucciso.
Mi è parso che in buona misura l’attenzione sia centrata sul protagonista narratore, più che sui delitti; forse però ho perso un po’ l’abitudine di leggere questo tipo di gialli. Un protagonista simpatico, che, a detta di Miss Marple ha quasi scoperto il colpevole, notando tutti i dettagli che potevano identificarlo, ma senza riuscirci del tutto. 
Nel romanzo ci sono anche due storie d’amore, per quanto poco più che accennate.
Ho notato un uso eccessivo del passato remoto (forse una traduzione “letterale” del past tense inglese?) che mi ha un po’ disturbata.

In conclusione: una tranquilla e piacevole lettura, o rilettura se preferite: è stato come ritrovarmi con una vecchia amica.

 

 

Autopubblicazione vuol dire sacrificio e duro lavoro

Un articolo che spiega molto bene le difficoltà e le fatiche di un autori/trice self…

Marco Freccero - Autore Indipendente

foto marco freccero

di Marco Freccero – Pubblicato l’8 ottobre 2018

Molti pensano che sia un’esagerazione. Eppure autopubblicazione vuol dire sacrificio e duro lavoro. Naturalmente già immagino qualcuno pronto ad alzare la manina per ricordarmi che il lavoro “vero” sta da un’altra parte.

Il lavoro “vero” l’ho fatto per anni. Per anni ho sentito degli ometti e delle donnette che “Ma io la domenica non posso lavorare perché c’ho la partita / il ragazzo/la ragazza”.

Le stesse persone, probabilmente, che se la prendono con albanesi e senegalesi perché loro sì sanno che cosa è importante: il lavoro. E poi (dopo), tutto il resto.
Però questi ometti e queste donnette fanno la loro bella figura nelle piazze a suonare tamburi e a sventolare bandieroni chiedendo “lavoro”.

Certo. 

Auguri.

Adesso passiamo all’argomento di questo post.

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Noi gatti – racconto

Un racconto brevissimo dalla raccolta “Lo specchio” (ebook kindle).

Tetti fa rima con gatti, e non è per caso, perché proprio noi ne siamo i padroni, i signori. Nelle notti di luna, come nelle notti più nere, la città intera è sotto le nostre zampe morbide, e intavoliamo dialoghi con le finestre accese e le persiane accostate, ed inviamo richiami per aver notizie degli amici lontani. I nostri baffi esplorano l’aria e ci indicano traiettorie sicure e misteriose, dove il nostro istinto ci guida, da una grondaia a un camino, da un terrazzo al campanile di una vecchia chiesa.

Noi vegliamo il vostro sonno e inventiamo sogni che vi tengano compagnia mentre dormite. Noi, che piccoli e agili abbiamo grandi cuori, noi, su cui narrate favole, NOI SIAMO.

cover Lo specchio

 

Citazione da Gerard Genette

In realtà è la citazione di una citazione: ho trovato questo periodo nel libro Dino Campana Sperso per il mondo, a cura di Gabriel Cacho Millet e, più precisamente, nella premessa.

È in francese e così la riporto, seguita dalla mia traduzione.

Le temps des oeuvres n’est pas le temps défini de l’écriture, mais le temps indéfini de la lecture et de la mémoire. Le sens des livres est devant eux et non dérrière, il est en nous.

(Gerard Genette)

(Il tempo delle opere non è il tempo definito della scrittura, ma il tempo indefinito della lettura e della memoria. Il significato dei libri è davanti a loro e non dietro, è in noi.)

20180829_215116 bl Genette